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Comportamenti di dipendenza nella Triade Oscura della personalità

Comportamenti di dipendenza nella Triade Oscura della personalità

Photo by Apurv Das on Unsplash

La “Triade Oscura della personalità”. Di primo acchito, potrebbe suonare come un nome fantascientifico, qualcosa che ha a che fare con la magia o con il “lato oscuro della Forza” di Star Wars. Potrebbe suonare meno come un tema di ricerca che interessa da qualche decennio scienziati e clinici di tutto il mondo. Eppure sì, “Triade Oscura della personalità” fa riferimento a tre tratti di personalità –narcisismo, machiavellismo e psicopatia– legati dall’antagonismo. Negli ultimi anni, il mondo della ricerca ha iniziato ad interessarsi della relazione tra la Triade ed i comportamenti di dipendenza, sia legati all’uso di sostanze che, ad esempio, all’utilizzo patologico di internet e social media. Snoccioliamoli uno ad uno.

Narcisismo

I modelli strutturali del narcisismo individuano nell’arroganza e nel pensare che tutto sia dovuto (entrambi aspetti dell’antagonismo) il nucleo centrale del costrutto. Inoltre, vengono tipicamente distinte due forme di narcisismo: grandioso e vulnerabile. Nella popolazione, le due forme non sono correlate. La concomitanza di entrambi gli aspetti è ciò che si definisce come narcisismo patologico. Il narcisismo patologico è risultato associato al consumo di alcool e droghe; inoltre, laddove sia presente un disturbo da uso di sostanze, i livelli di narcisismo patologico risultano maggiormente elevati rispetto ai soggetti di controllo. Tuttavia, per quanto riguarda la dipendenza, il disturbo narcisistico di personalità non mostra necessariamente tassi più elevati di comorbilità rispetto ad altri disturbi della personalità. Quindi, le comorbilità potrebbero essere spiegate da una compromissione funzionale generale piuttosto che da caratteristiche specifiche del narcisismo. Nel loro insieme, i meccanismi di autoregolazione di un’autostima cronicamente instabile (tipica del narcisismo patologico) potrebbero rivestire un importante ruolo nella relazione tra narcisismo e dipendenza. Per quanto riguarda l’uso di sostanze, esso avrebbe lo scopo di far fronte agli affetti negativi dovuti alla mancanza di ammirazione altrui e ai sentimenti di vergogna legati alla vulnerabilità narcisistica. Il narcisismo grandioso è risultato inoltre correlato ad un utilizzo patologico di social media che crea dipendenza, come illustrato in una news di poco tempo fa (Dipendenza da Facebook: il ruolo della “grandiosità narcisistica”). Per quanto riguarda l’uso dei social media, il meccanismo centrale potrebbe avere a che fare col bisogno di sentirsi ammirati.

Machiavellismo

Gli individui con tendenze machiavelliche mostrano un comportamento interpersonale strumentale e strategico (tipico è lo sfruttamento dell’altro per propri fini), accompagnato da uno scarso orientamento verso gli standard morali. Nel modello dei Cinque Grandi Fattori della personalità (il cosiddetto Big Five Factors Model), il machiavellismo è caratterizzato principalmente dall’antagonismo interpersonale (proprio come il narcisismo e, come vedremo, la psicopatia).

Il machiavellismo, in letteratura, non risulta significativamente associato al consumo di sostanze; tuttavia è maggiormente elevato nei consumatori di cocaina e positivamente associato ad un uso problematico e/o di dipendenza da Internet. Non tutti gli studi però, ad oggi, hanno riscontrato tali associazioni. La letteratura non indica quindi un ruolo chiave del machiavellismo nell’uso di sostanze, ma suggerisce alcune associazioni con l’uso problematico di internet. Saranno senz’altro necessarie ulteriori ricerche per ottenere un quadro più completo.

Psicopatia

La psicopatia è un costrutto di personalità caratterizzato principalmente da comportamenti manipolativi, mancanza di empatia, di sensi di colpa e di rimorso, antagonismo interpersonale e grande autostima (che collegano la psicopatia al narcisismo), ricerca continua di stimoli e disinibizione.

I risultati della ricerca evidenziano un’associazione tra tratti psicopatici, uso di sostanze e dipendenza, sia nelle popolazioni forensi che in quella generale. I meccanismi che favoriscono tali comportamenti in questo caso potrebbero differire da quelli del narcisismo, poiché nella psicopatia la dipendenza da sostanze potrebbe essere più che altro legata alla ricerca di stimoli e all’impulsività. I tratti psicopatici sono associati anche a comportamenti di dipendenza nell’uso dei social media o di internet, sia nella popolazione generale che in popolazioni cliniche. Contrariamente al narcisismo, ci sono poche prove a favore di un loro utilizzo a favore della stabilizzazione dell’autostima o di un coping psico-sociale come meccanismi funzionale della dipendenza.

Conclusioni

Alla luce di quanto riassunto, sembra che i meccanismi promotori dei comportamenti di dipendenza in associazione con narcisismo e psicopatia siano differenti: gli individui con tratti narcisistici potrebbero essere principalmente guidati da obiettivi di autoregolazione emotiva e dell’immagine di sé, mentre la disinibizione potrebbe favorire l’uso di sostanze in relazione alla psicopatia.

Si potrebbe ipotizzare che questi meccanismi possano potenzialmente indirizzare verso diverse fasi del ciclo della dipendenza: da un lato, inizialmente, l’uso strumentale guidato da motivi di autoregolazione, dall’altro l’uso compulsivo caratterizzato da perdita di controllo, che circoscrivono i disturbi da uso di sostanze.

Certamente si rendono necessarie ulteriori ricerche: ciò che emerge oggi appare confuso e basato su un numero fin troppo esiguo di risultati. Inoltre, la quantità di letteratura disponibile sui tre tratti descritti differisce in modo sostanziale.

 

 

Riferimenti:

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).
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