skip to Main Content

Come comunicare efficacemente il proprio disaccordo

Come comunicare efficacemente il proprio disaccordo
Come comunicare efficacemente il proprio disaccordo

Come comunicare efficacemente il proprio disaccordo

Relazionandoci con gli altri, può capitare di essere in disaccordo su qualcosa. Un film da vedere al cinema, l’acquisto di un’auto, una richiesta del principale, qualcuno che ci chiede un favore. Quando vorremmo dire di no ma dalla nostra bocca esce la parola “sì” vuol dire che stiamo mettendo il silenziatore ai nostri pensieri, ai nostri bisogni, alle nostre opinioni e non stiamo rendendo gli altri partecipi del nostro mondo interiore. Soprattutto di fronte a qualcuno in una posizione di comando o all’interno di un gruppo potremmo quindi avere bisogno di imparare come esprimere noi stessi.

Quando non ci riusciamo, possiamo sperimentare emozioni negative come inadeguatezza, , incompetenza, inferiorità, senso di colpa, frustrazione, rabbia e anche mancanza di controllo sulla nostra vita. L’effetto a lungo termine è una graduale diminuzione dell’autostima, ovvero la valutazione che abbiamo di noi stessi. Possono insorgere anche sintomi fisici, potremmo chiamarli psicosomatici, che ci segnalano questo stato di tensione e le emozioni negative di non riuscire a esprimere adeguatamente quello che sentiamo e pensiamo.

Quello di cui stiamo parlando ha un nome e si chiama assertività. L’assertività è la capacità di esprimere in modo chiaro ed equilibrato le proprie emozioni e opinioni. Vediamo nel dettaglio cosa questo voglia dire. Esprimersi in maniera chiara significa utilizzare un linguaggio diretto che non fa giri di parole e fa in modo che i nostri pensieri siano comunicati senza lasciare dubbi nell’ascoltatore. Essere equilibrati significa rispettare i propri diritti riconoscendo quelli degli altri e mantenendo un atteggiamento di neutralità verso persone e situazioni.

Questo ultimo punto è importante. Quando non si comunica assertivamente si potrebbe biasimare gli altri di non aver fatto in modo che i nostri pensieri recalcitranti potessero uscire allo scoperto oppure di essere proprio loro a farci provare tutte le emozioni negative della mancanza di assertività. Questo è un esempio di distorsione cognitiva chiamata “lettura del pensiero”, per la quale gli altri dovrebbero riuscire a indovinare quello che ci passa per la mente e, se questo non avviene, li incolpiamo. Da una parte, è necessario verbalizzare dei pensieri perché questi siano fruibili agli altri, nessuno ha poteri paranormali. Dall’altra, occorre ricordare che le emozioni sono nostre e non sono gli altri a farcele provare, volontariamente con una manipolazione atta a ottenere quello che vogliono, o involontariamente.

L’assertività si pone al centro di un continuum ai cui estremi troviamo aggressività e passività. Lì dove una persona aggressiva è irrispettosa e una passiva accomodante, una assertiva è invece riflessiva, tollerante e orientata allo scopo. L’assertività ci aiuta ad ascoltare i bisogni degli altri e a esprimere i propri senza anteporre né gli uni né gli altri. Una persona assertiva risulta quindi sincera, perché comunica il proprio punto di vista, e anche collaborativa, perché ascolta e accoglie quello degli altri.

Ma come fare ad esprimere il proprio disaccordo senza sembrare né remissivi né aggressivi? Esiste una breve scaletta di passi da seguire con cui sarà più facile esporre le proprie idee senza emotività, senza perdere la propria integrità o il proprio rispetto per le altre persone.

  1. Affermazione: cominciare con un “sì”, che fa capire agli altri che le loro parole sono accolte e rispettate.
  2. Attenuazione: una frase tipo “In quanto ingegnere, posso capire perché stai prendendo questa posizione” mostra che comprendete il punto di vista dell’altro.
  3. Chiarimento: introduce l’espressione della propria posizione sull’argomento, con frasi come “Se posso, mi piacerebbe spiegarti che…”.
  4. Dichiarazione: spiegare in maniera chiara e concisa le ragioni dietro al proprio punto di vista.
  5. Discordare: mettere in chiaro in maniera netta il proprio disaccordo. Per esempio, “Quindi non posso essere d’accordo con te”. L’avverbio “quindi” è straordinariamente potente, poiché rende le proprie conclusioni logiche e naturali.

Se possibile e non in contraddizione con quello appena detto, si può concludere offrendo un compromesso.

Non bisognerebbe mai chiedere scusa per le proprie opinioni o i propri punti di vista, soprattutto se questi sono ragionati e se siamo aperti al confronto. Scusare la propria opinione dà agli altri l’idea che noi potremmo giudicare negativamente le loro posizioni, con la possibile conseguenza della mancanza di comunicazione e cooperazione. Essere assertivi non è una capacità appresa spontaneamente ma possiamo esercitarci ogni giorno, partendo dalle semplici interazioni quotidiane, perché possiamo diventare padroni di tale abilità e avere con tutti una comunicazione adeguata ed efficace.

Benino Argentieri

Riferimenti

Back To Top