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Andare nella stessa direzione: camminare ci aiuta a risolvere i conflitti interpersonali?

Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

Quando cammino mi sento meglio. L’ho imparato nei momenti più bui, quelli in cui la mente si ingegna per alleviare la sofferenza. Mente e corpo si pacificano, i muscoli si distendono, il pensiero, avviluppato su se stesso, spezza le catene e si muove armoniosamente.

I benefici psicofisici di una buona camminata sono stati ampiamente indagati e illustrati da un numero considerevole di ricerche che, però, si sono focalizzate prevalentemente sugli aspetti individuali tralasciando la dimensione interpersonale. Alcuni ricercatori (Webb, Rossignac-Milon, Higgins, 2017) della Columbia University si sono chiesti se camminare insieme potesse contribuire alla risoluzione dei conflitti interpersonali: setacciando, incrociando e unificando numerosi studi hanno tentato di rispondere a questo interrogativo. Nel loro lavoro, pubblicato su American Psychological Association (APA), gli autori hanno esposto in che modo i benefici, intrapersonali e interpersonali, derivanti da una camminata promuovono la risoluzione dei conflitti. A livello intrapersonale diverse ricerche, oltre a dimostrare come camminare stimoli la creatività e aumenti la flessibilità cognitiva, hanno messo in evidenza che la cognizione e l’emozione influenzano il comportamento motorio, ma anche, al contrario, che il comportamento motorio influenza i pensieri e le emozioni; ciò ha portato gli autori a postulare che l’atto di muoversi, nello specifico direzione e qualità del movimento, potrebbe agevolare alcuni meccanismi psicologici necessari per la risoluzione dei conflitti.

Per ciò che riguarda i benefici interpersonali prodotti dal camminare insieme che agevolano la risoluzione dei conflitti, gli autori segnalano la sincronia e la facilitazione dell’attivazione del sistema cooperativo. Camminare insieme ad un’altra persona implica necessariamente coordinare i ritmi, la sincronia produce degli effetti a vari livelli che, quindi, favoriscono la risoluzione dei conflitti: dal punto di vista affettivo, muoversi spontaneamente in sincronia facilita stati mentali positivi, come ad esempio la percezione di vicinanza interpersonale; dal punto di vista cognitivo, muoversi spontaneamente in sincronia ammorbidisce i confini cognitivi tra se stessi e l’altro riducendo, in tal modo, l’interesse personale rispetto alla distribuzione delle risorse e aumentando la preoccupazione per i risultati dell’altro; dal punto di vista comportamentale, muoversi spontaneamente in sincronia aumenta il comportamento prosociale e altruistico nei soggetti che condividono la camminata. Camminare insieme ad un’altra persona agevola, inoltre, la cooperazione: le persone sperimentano un’attenzione congiunta, la creazione di una realtà condivisa con l’altro; sono rivolte, fianco a fianco, verso un obiettivo comune.

Alla luce di quanto detto, gli aspetti intrapersonali (ad esempio la creatività e la flessibilità cognitiva) e quelli interpersonali (movimento sincrono e posizione fianco a fianco) che vengono stimolati da una buona camminata in compagnia aumenterebbero la probabilità di risolvere i conflitti. Siete avvisati: la prossima volta che litigate con qualcuno invitatelo a fare due passi insieme a voi.

 

Riferimenti:

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