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Il contributo della mindfulness per gli insegnanti

contributo della mindfulness per gli insegnanti.

Photo by Aleks Marinkovic in Unsplash

Il ruolo dell’insegnante è fondamentale per favorire l’apprendimento e promuovere il benessere socio-emotivo degli alunni. Tuttavia, la presenza di elevati livelli di stress negli insegnanti può incidere sulle loro capacità didattiche ed educative e sulla loro efficacia in classe. Diversi studi, infatti, hanno riportato una correlazione tra elevati livelli di stress negli insegnanti ed affaticamento, depressione, ansia e bassa autoefficacia.

È importante quindi fornire agli insegnanti le risorse necessarie per aumentare il senso di efficacia personale e la loro capacità di gestire le situazioni stressanti. Per questo motivo negli ultimi anni si è pensato di applicare al contesto scolastico alcuni programmi basati sulla mindfulness (MBP). Questi interventi si sono dimostrati utili per promuovere un ambiente scolastico sano e hanno avuto delle implicazioni positive sull’apprendimento e sul successo scolastico degli alunni.

Solitamente i programmi basati sulla mindfulness sono composti da una sequenza di otto sessioni di gruppo a cadenza settimanale e includono un lavoro sul movimento, pratiche di meditazione e sessioni psicoeducative sullo stress e sulla reattività ad esso. Durante questi programmi i partecipanti imparano a riportare la loro attenzione al momento presente ed assumono un punto di vista non giudicante nei confronti dell’esperienza. Ne deriva l’acquisizione della capacità di relazionarsi in maniera differente alla propria esperienza, vedendo pensieri, stati emotivi e fisici e comportamenti all’interno di uno spazio più ampio di consapevolezza.

Sono stati indicati tre modi diversi attraverso cui la mindfulness può essere introdotta nel contesto scolastico: indirettamente (coinvolgendo gli insegnanti nella pratica mindfulness per trasmettere i comportamenti consapevoli ai loro studenti in maniera implicita); direttamente (insegnando le pratiche mindfulness agli studenti); oppure attraverso una combinazione di entrambi gli approcci (Meiklejohn et al., 2012 ).

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Child and Family Studies, è stato condotto per valutare gli effetti di un programma basato sulla mindfulness condotto a scuola su un campione di insegnanti.

I partecipanti del programma “Stop, Breathe and Be” apprendevano un intervento composto da 9-10 sessioni di mindfulness da insegnare a bambini e ragazzi dagli 11 ai 18 anni. Una delle pratiche apprese era la costruzione di uno “spazio respiratorio” ovvero veniva ricordato agli studenti di fermarsi, radicarsi, di prendere consapevolezza del loro respiro e successivamente di prendere nota della loro esperienza nel momento presente.

I partecipanti allo studio hanno confermato l’impatto principalmente positivo che la pratica mindfulness ha avuto sul rapporto con gli studenti e con i colleghi. Nella maggior parte dei casi sono stati riportati miglioramenti nelle relazioni con gli studenti, nell’attenzione alla comunicazione non verbale, nel rapporto di fiducia tra insegnante e allievo e minori problemi disciplinari nel contesto classe. Infatti, a seguito di questa esperienza, gli insegnanti erano concordi nell’interpretare in maniera diversa gli atteggiamenti di sfida degli studenti, comprendendo le situazioni di vita e le emozioni alla base di essi ed accettandoli. Gli insegnanti hanno riferito di percepire un calo dello stress e dei sentimenti negativi vissuti a lavoro e ciò gli consentiva di essere meno reattivi verso i comportamenti difficili e sfidanti degli studenti.

Dal punto di vista della vita lavorativa la pratica della mindfulness ha permesso ai partecipanti di gestire meglio le parti stressanti e difficili dell’organizzazione lavorativa. Gli insegnanti si auto-percepivano come “migliori”, più efficaci e maggiormente in grado di gestire le situazioni difficili e i ritmi lavorativi.

I ricercatori hanno concluso che l’uso della pratica mindfulness può migliorare la vita personale, professionale e le prestazioni lavorative degli insegnanti.

 

 

Riferimenti:

  • Emerson, L. M., Leyland, A., Hudson, K., Rowse, G., Hanley, P., & Hugh-Jones, S. (2017). Teaching mindfulness to teachers: A systematic review and narrative synthesis. Mindfulness,8(5), 1136-1149.
  • Flook, L., Goldberg, S. B., Pinger, L., Bonus, K., & Davidson, R. J. (2013). Mindfulness for teachers: A pilot study to assess effects on stress, burnout, and teaching efficacy. Mind, Brain, and Education, 7(3), 182-195.
  • Meiklejohn, J., Philips, C., Freedman, M. L., Griffin, M. L., Biegel, G., Roach, A., Frank, J., Burke, C., Pinger, L., Soloway, G., Isberg, R., Sibinga, E., Grossman, L., & Saltzman, A. (2012). Integrating mindfulness training into K-12 education: fostering the resilience of teachers and students. Mindfulness, 3, 291–307.
  • Norton, K. R., & Griffith, G. M. (2020). The Impact of Delivering Mindfulness-Based Programmes in Schools: A Qualitative Study. Journal of Child and Family Studies, 1-14. 

Autore/i dell’articolo

Rita Massaro
Psicologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania dal 27/01/2020 n° 8632. Svolge il ruolo di Research assistant occupandosi di raccolta dati nell’ambito di progetti di ricerca con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania. Collabora con l’Istituto Beck come tutor d’aula presso la sede di Caserta. Ha preso parte a progetti di prevenzione del disagio giovanile presso scuole primarie superiori e scuole secondarie del territorio. Ha svolto attività di tirocinio presso il servizio Materno Infantile dell’ASL di Caserta e un Centro di riabilitazione neuromotoria per minori.
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