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Torino: coppie omogenitoriali e ragazzo gay cacciato di casa

coppie omogenitoriali

L’Italia delle contraddizioni. Dal Piemonte ci arrivano due notizie sull’argomento LGBT ma di segno opposto.

Cominciamo dalla brutta notizia. Un ragazzo di Torrazza Piemonte, comune della città metropolitana di Torino, è stato aggredito fisicamente e verbalmente per essere gay. Da suo padre. Il 20enne avrebbe fatto coming out in famiglia, confidando a genitori e fratelli che il suo orientamento è omosessuale. Una notizia che in altri luoghi sarebbe accolta con un abbraccio o persino con un “E quindi?”, in questa casa è stata foriera di violenza. Il padre, infatti, avrebbe tirato una sedia addosso al figlio, per poi coprirlo di schiaffi e pugni. Il ragazzo, sanguinante, è stato poi cacciato di casa con la frase tristemente cliché “Tu per me sei morto!”.

Secondo quello riportato da gaynews.it, l’assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità del Comune di Torino, Marco Giusta, è importante implementare le iniziative culturali nelle località di provincia; accanto a queste, bisognerebbe dare la possibilità di essere accolti in apposite strutture in cui i giovani allontanati dalla famiglia possano ricevere protezione e sostegno così da continuare il loro percorso di crescita e trovare la loro strada nella vita.

Quello dei ragazzi cacciati di casa a causa del loro orientamento sessuale è un fenomeno in gran parte sommerso. Subire percosse e offese da parte della famiglia, fino all’allontanamento dal tetto familiare prima di aver raggiunto l’autosufficienza economica, si configura come un trauma per il quale i ragazzi avranno bisogno di tutto il sostegno necessario degli psicologi ma anche delle istituzioni: ricordiamo che il Tribunale di Napoli ha sentenziato, ad ottobre del 2017, che da parte dei genitori viga l’obbligo insuperabile di mantenere, istruire ed educare il figlio tenendo conto delle sue inclinazioni e aspirazioni.

Come detto in apertura, vi è anche una bella notizia e cioè che presto l’ufficio Stato Civile dell’anagrafe di Torino è stato trascritto l’atto di nascita dei figli di tre coppie omogenitoriali. Sarebbe questa la prima volta che questo viene fatto senza la disposizione di un tribunale. Questo è importante perché la Città di Torino riconosce ufficialmente tutte le forme di genitorialità e famiglia: si stima che le famiglie omogenitoriali siano circa 100 mila in Italia e dunque, nell’interesse del minore e dell’impianto sociale stesso, è sicuramente un passo avanti positivo.

Secondo la definizione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’omosessualità è “una variante naturale del comportamento sessuale umano“, esattamente come tutti gli altri orientamenti sessuali, incluso quello eterosessuale. Nonostante quello che scienza ed etica affermano, accadono purtroppo eventi, questi sì innaturali, come un genitore che picchia e abbandona il proprio figlio. È interessante vedere come, nello stesso territorio, possono coesistere due storie così dissimili che parlano comunque entrambe di una necessità culturale: quella di valorizzare le differenze, insite in ognuno di noi, e accogliere le persone per quelle che sono, in quanto c’è spazio a questo mondo per tutte le declinazioni dell’amore.

Riferimenti:

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