skip to Main Content

Il Coraggio Sociale come Coraggio di Denunciare

Il Coraggio Sociale come Coraggio di Denunciare
Il Coraggio Sociale come Coraggio di Denunciare

Il Coraggio Sociale come Coraggio di Denunciare

Molto spesso le notizie di cronaca ci raccontano storie in cui ai diversi protagonisti vengono attribuite diverse qualità, come ad esempio la presenza o l’assenza di coraggio. Pensiamo, ad esempio, alle numerose attrici che hanno denunciato le molestie di registi e produttori e che hanno dato vita alla campagna #metoo, per supportare le donne che hanno subito violenze, esortandole a denunciare. Oppure pensiamo ancora ai reati della criminalità organizzata, contro i quali spesso si fa fatica a trovare testimoni disposti a testimoniare a favore delle vittime. Alcuni studiosi si sono chiesti che cosa sia un atto coraggioso e quali persone abbiano maggiori probabilità di mettere in atto comportamenti coraggiosi.

Un atto per essere definito coraggioso dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  1. Dovrebbe essere innanzitutto un atto intenzionale;
  2. Dovrebbe essere eseguito dopo una scelta consapevole delle eventuali conseguenze;
  3. Dovrebbe avvenire alla luce di un rischio sostanziale per la persona;
  4. Dovrebbe essere motivata in primis da un fine buono o nobile.

Tale visione del coraggio enfatizza la decisione consapevole di portare un beneficio a qualcuno (o a sé), piuttosto che l’impulsività e l’automaticità di un’eventuale azione. Recenti ricerche hanno esplorato diversi fattori che potrebbero predire il coraggio sul posto di lavoro, includendo sia tratti di personalità, sia le caratteristiche del lavoro svolto, come ad esempio la complessità, il grado di autonomia o di eventuale supporto dei colleghi, sia fattori demografici come il genere e l’età.

I risultati hanno evidenziato che avere una personalità grintosa e proattiva è un buon predittore del coraggio. Le persone grintose e proattive sono determinate, tenaci, mettono passione nel raggiungere i loro obiettivi e cercano di risolvere un problema quando si presenta, piuttosto che evitarlo. Il genere non si è dimostrato un buon predittore del coraggio, mettendo in luce quindi che uomini e donne hanno la stessa probabilità di mettere in atto comportamenti coraggiosi, mentre le persone più adulte tendono ad essere più coraggiose di quelle più giovani. È stato anche osservato che lavorare in un luogo dove è presente un leader empowering, ovvero un leader che garantisce autonomia e supporto ai propri dipendenti e che prende le decisioni in maniera collaborativa, favorisce comportamenti coraggiosi. Anche lavorare in posti dove non c’è una rigida organizzazione gerarchica pone i lavoratori nelle condizioni migliori di mettere in atto comportamenti coraggiosi.

Quando sono stati confrontati i fattori individuali (demografici e di personalità), rispetto ai fattori contestuali, è stato visto che i primi avevano un peso maggiore dei secondi nel predire comportamenti di coraggio, suggerendo che questo è soprattutto una qualità interna dell’individuo, sebbene i fattori contestuali, come la leadership e l’organizzazione lavorativa, abbiano comunque un ruolo molto importante.

La ricerca inerente il coraggio è ancora poco esplorata e praticamente al suo stadio iniziale. Un’importante implicazione di questi studi riguarda l’importanza di insegnare ai bambini e alle bambine sia ad esprimere agli adulti eventuali problemi, sia a mettere in atto azioni specifiche per aiutarli a risolvere le loro problematiche, in modo tale da sviluppare in loro una personalità proattiva. Le persone più adulte, inoltre, possono fungere da importanti modelli di coraggio per le più giovani. In questo modo, le organizzazioni e la società tutta potrà senz’altro beneficiare di persone più coraggiose. 

Riferimenti

  • Comer, D. R., & Vega, G. (2015). Moral courage in organizations: Doing the right thing at work. Armonk, NY: Routledge.
  • Detert, J., & Bruno, E. (2017). Workplace courage: Review, synthesis, and future agenda for a complex construct. Academy of Management Annals, 11(2), 593–639, annals-2015.
  • Howard, M. C. & Cogswell, J. E. (2018). The left side of courage: Three exploratory studies on the antecedents of social courage. The Journal of Positive Psychology, 1-17.
  • Howard, M. C., Farr, J. L., Grandey, A. A., & Gutworth, M. B. (2016). The Creation of the Workplace Social Courage Scale (WSCS): An investigation of internal consistency, psychometric properties, validity, and utility. Journal of Business and Psychology, 1–18.
  • Pury, C. L. S., Brawley, A. M., Lopez, S. J., & Burnett, E. A. (2016). Courage. In C. R. Snyder, S. J. Lopez, L. M. Edwards, & S. C. Marques (Eds.), Oxford Handbook of Positive Psychology (3rd ed.). New York: Oxford.
Back To Top