Il tradimento di Morfeo: la correlazione tra disturbi del sonno e qualità della vita nei disturbi dello spettro autistico

la correlazione tra disturbi del sonno e qualità della vita nei disturbi dello spettro autistico

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In generale, molte persone nello spettro dell’autismo riportano una bassa qualità di vita rispetto a quanto affermato dalla popolazione generale, e ciò sembra essere influenzato in modo significativo dalla qualità del sonno degli individui: i disturbi del sonno, infatti, risultano correlati ad una bassa qualità della vita, mentre fattori quali la sensazione di non essere utile alla società e la presenza di comorbilità psicologiche appaiono legate ad un livello più basso delle attività quotidiane, a un anno di distanza.

I disturbi del sonno sono comuni nelle condizioni dello spettro autistico, e possono influenzare la severità dei sintomi, avendo anche effetto sulla salute fisica e mentale della persona; inoltre, possono manifestarsi durante tutto il corso della vita, mantenendosi costanti nel tempo.

In uno studio recente, Deserno e colleghi (2019) hanno analizzato nel dettaglio il legame che unisce il sonno e la qualità della vita nei soggetti con autismo, avvalendosi anche del fatto che negli ultimi anni il ruolo del sonno nei disturbi dello spettro autistico è diventato argomento molto discusso all’interno della comunità scientifica.

Il primo risultato dello studio conferma il ruolo fortemente predittivo dei disturbi del sonno rispetto alla qualità della vita soggettiva, e considerando che secondo le stime più recenti tra il 44 e l’86% dei bambini con autismo ha problemi a dormire, ciò rappresenta una questione della massima importanza nel campo degli studi sull’autismo. Un ulteriore elemento riguarda la definizione della qualità della vita per le persone nello spettro: gli autori sottolineano la necessità di creare ambienti consoni a sviluppare e sostenere le abilità e i talenti delle persone nello spettro, in quanto questo permette loro di sviluppare un senso di soddisfazione, completezza e utilità all’interno della società.

In secondo luogo, la ricerca ha dimostrato, in modo controintuitivo, come la severità dei sintomi dell’autismo non sia direttamente correlata alla qualità della vita: ciò significa che il livello di benessere e soddisfazione percepito dalla persona è indipendente dalla gravità della condizione.

Infine, dall’analisi dei dati è emerso che il 38% dei partecipanti riportava di essere soddisfatto della vita, mentre solo il 15% affermava di essere infelice. Questo sembrerebbe in contrasto con quanto affermato nelle premesse alle basi della ricerca, e cioè che la grande maggioranza delle persone con autismo riporta livelli di qualità della vita molto bassi. Gli autori, tuttavia, spiegano che già studi precedenti hanno dimostrato che i risultati dipendono dalla tipologia di misurazione utilizzata: misurazioni soggettive della qualità della vita, invece che oggettive, tendono a non mostrare differenze significative tra i soggetti nello spettro e la popolazione neurotipica.

Da non trascurare, inoltre, è la comorbidità con disturbi quali ansia e depressione, che spesso sono alla base dei disturbi del sonno riportati in seguito, che a loro volta vanno ad influire sulla qualità della vita: lo studio, dunque, dimostra che intervenire sui problemi del sonno e riportare la persona a seguire una routine del sonno regolare può contribuire in modo significativo a migliorare la qualità della vita del soggetto.

Conclusioni

Lo studio di Deserno e collaboratori risulta di fondamentale importanza non solo perché conferma il ruolo dei disturbi del sonno nell’influenzare la qualità della vita dei soggetti con autismo, e quindi riporta l’attenzione su un aspetto critico della condizione, ma anche perché dimostra la mancata correlazione tra severità dei sintomi e qualità della vita: per i professionisti della salute mentale, ma anche per tutte le persone direttamente in relazione con una persona con autismo, è importante ricordare che un’elevata gravità dei sintomi non sempre corrisponde ad una qualità della vita percepita bassa, e viceversa, la presenza di sintomi lievi non è garanzia di soddisfazione e benessere.

 

Riferimenti

  • Ballester, P., Martinez, M.J., Javaloyes, A., Inda, M-D-M., Fernandez, N., Gazquez, P., Aguilar, V., Perez, A., Hernandez, L., Richdale, A.L., Peirò, A.M. (2018). Sleep problems in adults with autism spectrum disorder and intellectual disability. Autism Research, 12, 1, 66-79
  • Deserno, M.K., Borsboom, D., Begeer, S., van Rentergem, J.A.A., Mataw, K., Geurts, H.M. (2019). Sleep determines quality of life in autistic adults: A longitudinal study. Autism Research, 12, 5, 794-801

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Bacchio - Psicologa, terapista specializzata nell’ambito dell’autismo, specializzanda in terapia cognitivo-comportamentale presso l’Istituto A.T. Beck.
Psicoterapeuta. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.
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