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Cosa stimola e cosa inibisce il desiderio sessuale negli uomini eterosessuali

Cosa stimola e cosa inibisce il desiderio sessuale negli uomini eterosessuali
Cosa stimola e cosa inibisce il desiderio sessuale negli uomini eterosessuali

Cosa stimola e cosa inibisce il desiderio sessuale negli uomini eterosessuali

La ricerca sul desiderio sessuale negli uomini è stata spesso condotta fino ad ora in campioni di partecipanti giovani (come studenti universitari), misurando semplicemente frequenza e intensità del desiderio e paragonandolo con il vissuto delle donne. Quello che traspare dalla letteratura è una certa conformità agli script sessuali tradizionali: gli uomini hanno un desiderio sessuale più alto delle donne e non necessariamente connesso agli aspetti relazionali (per es. disponibilità all’atto sessuale da parte della partner, aspetto piacente della donna).

Il vissuto di uomini adulti e in una relazione a lungo termine sembra, invece, essere molto diverso. Uno studio recente (Murray at al., 2017), ha evidenziato tre fattori che stimolano il desiderio sessuale in uomini eterosessuali tra i 30 e i 65 anni in una relazione a lungo termine e tre fattori che, invece, lo inibiscono.

Gli uomini descrivono l’importanza di sentirsi desiderati dalla loro partner; al proposito, la prova più evidente era data dal fatto che la partner li approcciava sessualmente, la migliore espressione del comune interesse sessuale, una sorta di rassicurazione.
In secondo luogo, particolare importanza hanno gli incontri sessuali inaspettati, non pianificati, spontanei o quando l’iniziativa della partner avviene senza aspettarselo.
Il terzo fattore riportato come stimolante per il desiderio sessuale è la comunicazione intima tra i partner, una profonda connessione e intesa. La comunicazione è vista come importante anche quando verte sull’argomento sesso e sugli interessi sessuali dei due partner.

Congruentemente, molti dei fattori inibenti del desiderio sessuale facevano parte della mancanza di intesa e intimità. Prima di tutto, il rifiuto frequente all’approccio sessuale da parte della partner, vissuto come un’offesa con un impatto negativo su autostima e fiducia in se stessi.
Alla domanda “Quando potrebbe sentire meno desiderio sessuale?”, la maggior parte degli uomini intervistati ha riportato problemi di salute, anche se l’eventualità era percepita più come una situazione teorica che come la reale possibilità da parte loro di rifiutare un incontro sessuale.
Infine, litigi ed equivoci erano i fattori inibenti più riportati, ovvero il non essere in quel momento sulla stessa lunghezza d’onda con la partner.

In generale, quindi, gli uomini in questo studio riportano un certo grado di sovrapposizione tra gli aspetti fisici e quelli emozionali della relazione: disponibilità emotiva, comunicazione e intimità sono riportati come importanti per avere una connessione fisica che sfoci nell’attività sessuale. Al contrario, il desiderio sessuale è riferito diminuire nei casi di incomprensioni e mancanza di connessione. Questi aspetti sono chiari soprattutto nel caso di un’interazione sessuale inaspettata, la quale richiede una profonda connessione tra i partner, un’intimità e una intesa che permetta la transizione da un momento non sessuale a uno sessuale: i due partner devono poter percepire e capire i sottili messaggi (volontari o involontari) che si inviano a vicenda e anche avere un’opportuna reazione, così che non venga esperito sforzo ma, al contrario, spontaneità.

Secondo la teoria di Weingarten (1991), l’intimità si ottiene quando le persone scambiano o co-creano significati e sono in grado di coordinare le loro azioni per riflettere questo lavoro comune. Anche John e Julie Gottman (2015) sottolineano la necessità nella coppia di lavorare sui significati condivisi attraverso un’efficace comunicazione e la creazione di obiettivi, rituali e simboli comuni, anche nella sfera sessuale. L’intimità è quindi profondamente influenzata da fattori relazionali e, infatti, i partecipanti alla ricerca riportano il desiderio di percepire i loro incontri sessuali come condivisi e co-creati.

Con le dovute limitazioni, da questo interessantissimo studio traspare quindi che, nell’esperienza del desiderio sessuale, uomini e donne siano più simili di quanto ci si aspetti. Allontanandosi dagli stereotipi e gli script socialmente costruiti, il desiderio sessuale negli uomini sembrerebbe un fenomeno multisfaccettato e complesso di cui le partner dovrebbero tenere conto: la maggior parte degli uomini intervistati, infatti, riporta che il loro desiderio di sentirsi desiderati non era presente nelle partner. Proprio questo bisogno estende agli uomini quella Teoria dell’autoconsapevolezza dell’essere oggetto del desiderio (Bogaert & Brotto, 2014) che riferiva soprattutto alle donne il desiderio di sentirsi desiderate.

Sembra dunque che, con le necessarie differenze individuali e biologiche, i bisogni e i desideri all’interno della sfera relazionale e sessuale siano universalmente umane. Gli uomini sentono oggi la possibilità di allontanarsi da quei modelli maschili tradizionali che relegano al maschio il ruolo del seduttore, orientato all’aspetto fisico e che fa la prima mossa, e alla donna il ruolo dell’oggetto del desiderio, passiva, emotiva e orientata alla relazione. 

Benino Argentieri

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