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Le complicazioni del Covid-19 a livello cerebrale

Covid-19

Photo by @fusion_medical_animation on Unsplash

Le complicanze psichiatriche e neurologiche legate al Covid-19, tra cui ictus, demenza e psicosi, sono state sistematizzate per la prima volta in una ricerca recentemente pubblicata su The Lancet Psychiatry (Varatharaj et al., 2020). Nello studio le complicanze neurologiche e psichiatriche sono state riscontrate in pazienti anziani ma, inaspettatamente, anche in una fascia di popolazione di pazienti più giovane. Lo studio di Varatharaj et all è tra i primi che ha tentato di sistematizzare le manifestazioni neurologiche dei soggetti affetti da Covid-19, numerosi infatti sono state le descrizioni in letteratura di casi isolati di pazienti affetti da Covid-19 che presentavano anche sintomi neurologici e neuropsichiatrici, tra cui un’alta prevalenza di anosmia (perdita totale o parziale del senso dell’olfatto) e disgeusia (distorsione o riduzione del senso di gusto) , sintomi non-specifici come vertigini ed emicrania (Mao et al., 2020), più raramente manifestazioni neurologiche gravi come ad esempio un paziente con encefalite in cui il SARS-CoV-2 è stato ritrovato nel liquido cerebrospinale (Moriguchi et al., 2020) e un paziente con encefalopatia necrotizzante acuta (Poyiadji et al., 2020).

Il gruppo di ricerca di Varatharaj ha raccolto i dati clinici 125 pazienti ricoverati nel Regno Unito per Covid-19 che presentavano anche una qualche complicanza di carattere psichiatrico e/o neurologico. Sono state definite in particolare tre classi di sindromi associate al Covid-19:

  • Eventi cerebrovascolari : ischemia, emorragia o trombosi vascolare acuta che coinvolge il parenchima o lo spazio sub-aracnoideo
  • Alterazioni dello stato mentale : alterazione acuta della personalità del comportamento, degli stati cognitivi o della coscienza
  • Neuropatie periferiche : che coinvolgono le radici dei nervi, i nervi periferici, la giunzione neuro muscolare o i muscoli

Dei 125 pazienti che rispondevano ai criteri di ammissione prestabiliti, circa il 62% ha presentato un accidente cerebrovascolare di tipo ischemico od emorragico. Il 31% invece ha manifestato i sintomi di un’alterazione dello stato mentale riconducibile ad un danno tissutale di tipo infiammatorio/reattivo; tra questi in particolare sono stati riscontrati encefalopatia, encefalite, nonché 10 casi di psicosi e 6 casi che presentavano sintomi dementigeni.

L’età media di questa popolazione di studio era di 71 anni. Gli eventi cerebrovascolari sono risultati essere più frequenti nei pazienti anziani, le alterazioni acute dello stato mentale sono state riscontrate più frequentemente nei pazienti più giovani, nella fascia di età compresa tra i 21 e i 50 anni. Le conclusioni di questo studio non possono essere estese ad una popolazione più ampia di pazienti con sintomi più lievi né alla popolazione degli asintomatici, tuttavia i dati forniscono un’immagine piuttosto rappresentativa dei pazienti che sono stati ricoverati per Covid-19 nel Regno Unito e suggeriscono la necessità di ampliare lo spettro sindromico della Covid-19.

Sebbene lo studio presenti delle limitazioni legate al numericamente piccolo campione della popolazione di studio e al fatto che non comprenda pazienti non ricoverati, rappresenta un importante punto di partenza per approfondire quelle che potrebbero essere le conseguenze psichiatriche e neurologiche dell’infezione da Sars-Cov2.

Per comprendere meglio l’associazione tra Covid-19 e complicazioni di natura psichiatrica e neuropsichiatrica è necessario predisporre degli studi in cui si tengano in considerazione più fattori (tra cui quelli genetici) e che prevedano dei gruppi di controllo con pazienti ricoverati per Covid-19 ma che non presentano sintomi neuropsichiatrici acuti, è inoltre necessario valutare in che misura le alterazioni dello stato mentale siano da ascrivere all’infezione da Covid-19 in maniera diretta e quanto invece siano il risultato di una slatentizzazione di condizioni neurodegenerative già presenti.

E’ auspicabile, inoltre, che gli studi futuri arruolino pazienti Covid – 19 sia ricoverati sia che non necessitano di ospedalizzazione, per poter avere un quadro più completo dell’incidenza delle complicanze/manifestazioni neuropsichiatriche e neurologiche anche al fine di individuare quale siano i soggetti a maggior rischio di svilupparle.

di Beatrice Baldi

Riferimenti

  • Mao, L., Jin, H., Wang, M., Hu, Y., Chen, S., He, Q., … & Miao, X.
  • (2020). Neurologic manifestations of hospitalized patients with coronavirus disease 2019 in Wuhan, China. JAMA Neurology, 683-690.
  • Moriguchi, T., Harii, N., Goto, J., Harada, D., Sugawara, H., Takamino, J., … & Nakao, A. (2020). A first case of meningitis/ encephalitis associated with SARS-Coronavirus-2. International Journal of Infectious Diseases.
  • Poyiadji, N., Shahin, G., Noujaim, D., Stone, M., Patel, S., & Griffith, B. (2020). COVID-19-associated acute hemorrhagic necrotizing encephalopathy: CT and MRI features. Radiology.
  • Varatharaj, A., Thomas, N., Ellul, M. A., Davies, N. W., Pollak, T. A., Tenorio, E. L.& Coles, J. P. (2020). Neurological and neuropsychiatric complications of COVID-19 in 153 patients: a UK-wide surveillance study. The Lancet Psychiatry.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Rita Vadalà - Medico chirurgo, specialista in Diagnostica per Immagini e Neuroradiologia, IRCCS Fondazione Santa Lucia, Roma.
Medico – chirurgo, specialista in Neuro Radiologia, iscritta all’OdM di Roma n 55414. Docente a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata. Socio della SIRM (Società Italiana di Radiologia medica) e dell’ ESR (European Society of Radiology). Dirigente medico IRCCS Fondazione Santa Lucia, Roma.
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