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Curcuma: ecco la ricerca che spiega come aiuta memoria e umore

Curcuma

Se amate le ricette indiane, da oggi avete un motivo in più.
Il cibo indiano è famoso nel mondo per il sapiente e generoso uso di spezie. Tra queste, una decisamente “esotica” ma che si sta lentamente facendo strada anche in Italia è la curcuma, chiamata anche zafferano delle indie, e che ha origine proprio nell’Asia sud-orientale; è una pianta perenne senza veri e propri fiori ma con brattee (come, per esempio, le foglie rosse della stella di natale) e la radice è quella che, usata fresca o seccata e polverizzata, viene usata in ambito culinario, proprio come quella di zenzero, alla cui famiglia appartiene. All’interno della radice si trova un composto chimico chiamato curcumina e che è responsabile della colorazione giallo-arancione intenso di questa spezia.

L’università di Los Angeles ha condotto una ricerca per investigare le proprietà della curcumina, già venduta come supplemento alimentare per i suoi benefici antinfiammatori e antiossidanti verificati in laboratorio. I ricercatori si sono concentrati sugli effetti di una forma facilmente assorbile di curcumina sulle performance di memoria in persone senza demenza ma con moderata perdita di memoria dovuta all’età.

I 40 partecipanti allo studio, con un’età compresa tra i 50 e i 90 anni, sono stati divisi in due gruppi: metà di loro ha ricevuto 90mg di curcumina due volte al giorno per 18 mesi, l’altra metà ha invece ricevuto una sostanza per l’effetto placebo. Entrambi i gruppi sono stati testati con dei compiti standard cognitivi all’inizio dello studio e ogni sei mesi, mentre il livello di curcumina nel loro sangue è stato controllato all’inizio e alla fine del periodo di osservazione. Inoltre, 30 dei partecipanti si sono sottoposti a PET (tomografia a emissione di positroni) per esaminare i livelli di amiloidi e tau (aggregati di proteine alla base della malattia di Alzheimer e di Parkinson) nei loro cervelli all’inizio dello studio e dopo i 18 mesi.

I risultati della ricerca evidenziano che solamente il gruppo che ha assunto curcumina ha mostrato miglioramenti del 28% sia nella memoria che nell’attenzione e anche per quanto riguarda l’umore. Inoltre, rispetto al gruppo placebo, si sono potuti osservare minori segnali di amiloidi e tau nell’amigdala e nell’ipotalamo, che sono aree del cervello coinvolte proprio nella memoria e nelle funzioni relative alle emozioni.

I meccanismi di azione della curcumina non sono al momento completamente chiari ma, secondo i ricercatori, i risultati sui partecipanti sarebbero dovuti all’azione antinfiammatoria sul cervello. Questi effetti potrebbero spiegare come mai nella popolazione anziana in India si osserva una bassa prevalenza di malattia di Alzheimer e migliori performance cognitive. Poiché la forma di curcumina somministrata è relativamente sicura, questa piacevole aggiunta alle nostre ricette potrebbe diventare un valido aiuto per contrastare alcune malattie tipiche dell’avanzare dell’età.
Anzi, la ricerca potrebbe spingersi più in là e, in futuro, focalizzarsi su un campione più grande che include anche persone con livelli moderati di sintomi di depressione per definire se la curcumina abbia anche effetti antidepressivi.

Riferimenti:

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