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Da oggi la curcuma è 100 volte più efficace contro il tumore

curcuma

La curcumina, meno conosciuta con il nome di diferuloilmetano, è il composto polifenolico predominante nella radice della curcuma, spezia particolarmente usata nella cucina indiana e che si sta facendo strada anche in Italia.

Ne abbiamo già parlato il 28 maggio 2018 in una news che riportava i risultati di una ricerca dell’Università di Los Angeles. Gli studiosi hanno trovato che l’assunzione di curcumina tra i 50 e i 90 anni di età è correlata a miglioramenti della memoria, dell’attenzione e dell’umore e minori formazioni di amiloidi e tau nel cervello. Questo potrebbe fornire la spiegazione alla bassa prevalenza di malattia di Alzheimer nella popolazione indiana.

La curcumina ha dimostrato di avere numerosi effetti benefici: antiossidante, antinfiammatoria, antimicrobica, immunomodulatrice e persino anticancro soprattutto per quanto riguarda il tumore al colon. Tuttavia uno dei limiti della curcumina è di non essere solubile in acqua e questa è una proprietà necessaria a qualsiasi composto per essere assorbito dagli organi del corpo e quindi essere efficace.

La buona notizia è che gli scienziati dell’Università dell’Illinois sono riusciti a trovare il modo di rendere la curcumina idrosolubile. Hanno, infatti, creato un complesso metallociclico usando il platino, già comunemente utilizzato come agente terapeutico nel trattamento dei tumori. Questo sofisticato complesso ha non solo permesso alla curcumina di legarsi alle molecole di acqua ma ne ha potenziato di cento volte l’effetto benefico contro melanoma e cancro al seno.

Il team di ricercatori ha aperto la strada verso una maniera più efficace di intervenire direttamente sulle cellule staminali tumorali, ovvero quelle che nel cancro sono capaci di proliferare a lungo e permettere al tumore di ritornare ed estendersi anche nelle persone a cui ne è stata diagnosticata la scomparsa.

Sebbene il metodo sia stato testato solo con la curcumina, è molto probabile che funzionerà anche con altri composti e speriamo che la ricerca possa verificare presto questa ipotesi.

 

Riferimenti:

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