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Cybersexual Addiction e dintorni

Cybersexual Addiction e dintorni

Photo by Roman Odintsov on Pexels

Cybersexual Addiction e dintorni: aspetti psicopatologici ed ipotesi di trattamento

Nell’ultimo quarto di secolo il Web è entrato nella nostra quotidianità rendendo percepibile e accessibile un mondo prima non sempre raggiungibile con estrema semplicità. Tale diffusione ha causato l’insorgere di specifiche problematiche legate al suo eccessivo utilizzo, in particolare la correlazione tra sesso, Web e la dipendenza che ne può derivare tra gli adolescenti, i giovani adulti e gli adulti. Quello che attrae è la curiosità verso una sessualità appagante, alternativa ad una sessualità reale deludente, una compensazione alla solitudine relazionale, il libero manifestarsi di diversi orientamenti sessuali latenti e non espressi o socialmente inaccettabili. Risulta, dunque, necessario comprendere meglio tale fenomeno per riuscire a dare delle risposte a chi entra in questo loop erotico virtuale che spesso si concretizza in un vero e proprio comportamento di dipendenza (Riemersma, Sytsma, 2013).

Secondo dati recenti la dipendenza dal sesso virtuale è uno dei disturbi più diffusi tra coloro che presentano già una dipendenza da Internet. Generalmente quando si parla di sessualità online si fa riferimento a tutte le modalità di impiegare il Web allo scopo di raggiungere eccitazione e soddisfazione sessuale. Tali attività posso comprendere la visione e lo scambio di materiale pornografico, oppure la frequentazione di chat rooms a contenuto sessuale (spesso utilizzando ruoli di fantasia per esplorare i propri desideri sessuali più intimi), la scrittura e la lettura di romanzi erotici, l’uso di web-cam per attività erotiche virtuali e la ricerca di incontri con persone che si prostituiscono.

La cybersexual addiction è la dipendenza da queste attività sessuali virtuali. La maggior parte dei soggetti con una dipendenza da cybersex presenta dei tratti di personalità comuni: solitamente sono individui timidi, riservati, socialmente inibiti a volte sessualmente inesperti. Una condizione, quest’ultima che suscita una forte emozione di vergogna circa la propria inesperienza e che viene fronteggiata tramite l’uso eccessivo di chat erotiche e la visione di porno. Anche la mancata accettazione del proprio aspetto fisico ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo della suddetta dipendenza: usare il computer come mezzo di comunicazione permette loro di nascondere il proprio aspetto fisico, rendendoli più disinibiti e liberi di manifestare il proprio piacere nel fare sesso (Riboldi, Magni, 2020).

Nello specifico, lo sviluppo della cybersexual addiction è facilitato dalle seguenti caratteristiche:

  • L’anonimità, che protegge la persona coinvolta, permettendole di esternare le proprie fantasie sessuali normalmente represse a causa delle convenzioni sociali o per la paura di essere rifiutati.
  • La convenienza, che permette all’individuo, di collegarsi tranquillamente da casa alle innumerevoli chat e siti pornografici, mantenendo comunque un buon livello di privacy.
  • L’evasione: l’eccitazione garantita dal sesso virtuale provoca nel soggetto una sorta di fuga mentale e di evasione dalla propria quotidianità problematica. È proprio questa sensazione di fuga, piuttosto che la gratificazione sessuale in sé e per sé, a fungere da rinforzo e a favorire la ripetizione dell’esperienza.

L’approccio psicoterapeutico maggiormente indicato per il trattamento della cybersexual addiction è quello cognitivo-comportamentale sia individuale che di gruppo. Young (2001) suggerisce che i pazienti devono, come primo passo, valutare il proprio rapporto con Internet al fine di esaminare la portata e la frequenza di utilizzo del sesso online identificando le situazioni ad alto rischio, i sentimenti, o gli eventi che innescano il comportamento. Successivamente dovranno concentrarsi sul cambiamento comportamentale al fine di raggiungere forme più adattive: ridurre il tempo dedicato alle attività online, astenersi da ogni comportamento sessuale ed evitare le situazioni ad alto rischio che potrebbero portare a ricadute e recuperare le relazioni perdute. Infatti i sex addicted a causa della loro dipendenza finiscono per perdere relazioni significative presenti nella vita reale. Siccome spesso erano proprio questi individui che fornivano loro sostegno, accettazione e amore, la loro assenza fa sentire il paziente inutile e rafforza la sua credenza di non essere una persona amabile. È importante che il paziente ristabilisca queste relazioni per ritrovare il supporto necessario per combattere la dipendenza.

Infine Young sottolinea che il trattamento è un processo di auto-esplorazione che dovrebbe fornire supporto e affermazione per creare un’immagine positiva di sé. In conclusione, la terapia cognitivo-comportamentale per la dipendenza da cybersex può essere applicata con successo per ridurre i sintomi della dipendenza, migliorare il controllo degli impulsi, minare le distorsioni cognitive e sviluppare le capacità di problem-solving, sia personale che situazionale, che sono chiaramente connesse con l’uso compulsivo della pornografia online (Young, 2008).

 

Bibliografia

  • Riboldi, F., Magni, E. (2020). Cybersex addiction: cause, sintomi, percorsi di terapia. Milano: Franco Angeli.
  • Riemersma, J., Sytsma, M. (2013). A New Generation of Sexual Addiction. The Journal of Treatment & Prevention, 20(4), 306-322.
  • Young, K.S. (2001). Tangled in the Web: Understanding cybersex from fantasy to addiction. Bloomington, IN: Authorhouse.
  • Young K.S. (2008). Internet sex addiction: Risk factors, stages of development, and treatment. American Behavioral Scientist, 52, 21-37.

Autore/i dell’articolo

Alessandro Valzania
Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritto all’ordine degli psicologi della regione Lazio n. 18837. Dottore di ricerca in psicobiologia e psicofarmacologia presso il dipartimento di psicologia Università “La Sapienza di Roma”. Il Dott. Valzania è Docente dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Inoltre, è Docente dell’International College of Osteopathic Manual Medicine Ha conseguito il Master “Guarire il Trauma: valutazione, relazione terapeutica e trattamento del trauma semplice e complesso” presso l’Istituto A.T. Beck di Roma; ha conseguito il Master “Dipendenze da internet e gioco d’azzardo. Ritiro sociale e cyberbullismo” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Dott. Valzania è inoltre terapeuta EMDR di I° livello. Il Dott. Valzania si occupa di clinica dell’età adulta, prevalentemente di Disturbi della personalità, Trauma semplice e complesso e di dipendenze comportamentali. Si occupa di ricerca preclinica e clinica con pubblicazioni internazionali sulla controllabilità dello stress, depressione, abuso di sostanze e trauma infantile.  
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