DBP e DBT in adolescenza

DBP e DBT in adolescenza

DBP e DBT in adolescenza

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Dialectical Behavior Therapy e Disturbo borderline di personalità in adolescenza: una proposta di trattamento

Il Disturbo Borderline di Personalità

Il Disturbo borderline di personalità è un disturbo di personalità annoverato nel Cluster B dei Disturbi di personalità (DSM-5). Il Disturbo borderline di personalità è definito come un disturbo caratterizzato da vissuti emotivi eccessivi e variabili, repentini cambi d’umore, e da una generale instabilità riguardante l’identità della persona. I soggetti borderline tendono a crollare emotivamente di fronte a un rifiuto o a una delusione, e a mettere in atto comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni per gestire le emozioni negative da cui si sentono travolti. Fino a qualche anno fa la letteratura sosteneva che l’esordio dei più comuni Disturbi di personalità avvenisse in tarda adolescenza, mentre ora molti esponenti della comunità scientifica sostengono fortemente una diagnosi precoce di molti Disturbi di personalità, tra cui quello borderline, diagnosticabile infatti già ad individui di un’età compresa tra i 14 e i 15 anni.

Le manifestazioni comportamentali ed emotive più evidenti sono:

  • Ritiro sociale
  • Assenza di motivazione
  • Attività ripetitive e comportamenti bizzarri
  • Comportamenti impulsivi o aggressivi
  • Abuso di sostanze stupefacenti o alcool
  • Disturbi dell’alimentazione
  • Risultati scolastici insufficienti o performance eccessive
  • Sessualità disregolata
  • Alterazioni del sonno
  • Comportamenti autolesivi
  • Umore cupo o ansioso

Svolgere una diagnosi precoce è un modo di riconoscere la sofferenza di questi giovani pazienti e delle loro famiglie. L’obiettivo della valutazione diagnostica è discriminare gli adolescenti a rischio di sviluppare un vero e proprio disturbo di personalità in età adulta, per offrire loro un adeguato e tempestivo trattamento.

La disregolazione emotiva, l’impulsività, il carico di sofferenza individuale e familiare e la significativa disabilità psicosociale impongono la necessità di trattamenti specifici. Avviare un percorso di sostegno psicologico e di psicoterapia adeguato in una fase così delicata è fondamentale, permettendo di intervenire in un momento in cui il carattere è ancora in fase di definizione, non cristallizzato e quindi malleabile. Ciò consente di reindirizzare il percorso di vita del ragazzo evitando il rischio di pericolosi etichettamenti e patologizzazioni invalidanti, permettendo di proseguire il percorso di studi o lavorativo (Wall et al., 2021).

La Terapia Dialettico-Comportamentale per adolescenti

La terapia dialettico-comportamentale (DBT) di Marsha Linehan è un trattamento ad orientamento cognitivo-comportamentale integrato. Secondo la Linehan, la principale difficoltà di chi ha il disturbo borderline è quella di gestire le proprie intense emozioni (disregolazione emotiva). Obiettivi peculiari di questa terapia sono la riduzione dei comportamenti suicidari e dei comportamenti che interferiscono sia con la terapia, che con la qualità della vita del paziente. Questi obiettivi, unitamente alle modalità di cura e alle regole da rispettare, vengono definiti da terapeuta e paziente in uno speciale accordo (contratto terapeutico). Il trattamento della Linehan prevede due ore a settimana di terapia individuale e due o tre ore a settimana di incontri di gruppo (gruppi di skills training e di mindfulness). Negli incontri di gruppo vengono potenziate quelle abilità in cui il paziente risulta carente, in particolare la regolazione delle sue intense emozioni negative. Tale trattamento sembra essere particolarmente indicato per le persone che presentano atti autolesivi e suicidari. L’ampliamento della diagnosi di Disturbo borderline di personalità agli adolescenti (Miller, 2008) ha reso necessario l’adattamento delle tecniche di intervento messe a punto per l’adulto, all’età adolescenziale come, ad esempio, la Dialectical Behavior Therapy. La DBT-A per l’adolescente prevede innanzitutto il coinvolgimento dei familiari del ragazzo, un adattamento dei contenuti e del linguaggio degli skills training e la riduzione della durata del protocollo da 1 anno a 16 settimane con la possibilità di accedere ad una seconda fase opzionale.

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • Miller A.L., Muehlenkamp J.J., Jacobson C.M., (2008). Fact or fiction: diagnosing borderline personality disorder in adolescents. Clin Psychol Rev., 28(6), 969-81.
  • Wall, K., Kerr, S., Sharp, C. (2021). Barriers to care for adolescents with borderline personality disorder. Current Opinion in Psychology, 37, 54-60.

Autore/i dell’articolo

Alessandro Valzania
Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritto all’ordine degli psicologi della regione Lazio n. 18837. Dottore di ricerca in psicobiologia e psicofarmacologia presso il dipartimento di psicologia Università “La Sapienza di Roma”. Il Dott. Valzania è Docente dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Inoltre, è Docente dell’International College of Osteopathic Manual Medicine Ha conseguito il Master “Guarire il Trauma: valutazione, relazione terapeutica e trattamento del trauma semplice e complesso” presso l’Istituto A.T. Beck di Roma; ha conseguito il Master “Dipendenze da internet e gioco d’azzardo. Ritiro sociale e cyberbullismo” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Dott. Valzania è inoltre terapeuta EMDR di I° livello. Il Dott. Valzania si occupa di clinica dell’età adulta, prevalentemente di Disturbi della personalità, Trauma semplice e complesso e di dipendenze comportamentali. Si occupa di ricerca preclinica e clinica con pubblicazioni internazionali sulla controllabilità dello stress, depressione, abuso di sostanze e trauma infantile.  

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