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La DBT applicata ai disturbi dello spettro autistico

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Photo by Brian McGowan on Unsplash

Che cos’è e come nasce la DBT

La Dialectical Behaviour Therapy o DBT è un trattamento ideato da Marsha Linehan negli anni Settanta per il trattamento del disturbo borderline, che coniuga i benefici della terapia cognitivo-comportamentale standard con gli approcci cosiddetti “di terza onda” come quelli mindfulness based. Fin qui nulla di nuovo. La DBT fa di più: sposa ed applica i principi della filosofia dialettica, attraverso l’insegnamento di skills che consentono ai pazienti, in un equilibrio sintetico, sia di cambiare i propri pattern di comportamento problematici che di accettare aspetti della propria condizione che non possono essere modificati. Concetto che potrebbe ricordare, in particolar modo alle generazioni cresciute con le serie TV americane, la Serenity Praye adottata nel noto Programma dei dodici passi degli AA, con la quale si chiede “la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza”.

Recenti applicazioni della DBT

Pur nascendo come terapia d’elezione per sintomi quali l’impulsività, la labilità emotiva e i comportamenti autolesionistici tipici del disturbo borderline di personalità, numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia anche per pazienti che presentano disturbi dell’umore (ad esempio, il disturbo bipolare), PTSD, dipendenza da sostanze e disturbi del comportamento alimentare. Alcuni autori, inoltre, ne hanno sviluppato una variante, la Radically Open Dialectical Behavior Therapy o RO DBT, per persone con sintomi internalizzanti ovvero caratterizzate da ipercontrollo, un’eccessiva tendenza a inibire comportamenti, impulsi e desideri, perché a lungo andare ciò potrebbe condurre a isolamento sociale e problemi interpersonali, o associarsi a disturbi come l’anoressia nervosa, la depressione e il DOC di personalità.

DBT e autismo

Un recente studio ha altresì esteso la DBT al trattamento di pazienti con disturbo dello spettro dell’autismo che, con quello borderline di personalità, condivide alcune caratteristiche, specie i gesti autolesionistici e, di più delicata e difficile gestione, i comportamenti suicidari: per i quali, come sappiamo, la terapia dialettico-comportamentale si è rivelata essere il trattamento gold standard. Lo studio, più precisamente, ne valuterà il successo in termini di riduzione dei comportamenti suicidari e/o autolesionistici e ne confronterà l’efficacia, rispetto al trattamento usuale per la riduzione degli stati ansiosi, nel miglioramento delle prestazioni sociali, la riduzione della depressione, il miglioramento della qualità della vita e la convenienza del rapporto costi/benefici. Le 128 persone che andranno a formare il campione presentano diagnosi di autismo e associati comportamenti anticonservativi e autolesionistici e verranno assegnate a:

La condizione sperimentale DBT, che prevede sessioni settimanali di terapia cognitivo-comportamentale individuale e una sessione di skills training di gruppo, due volte a settimana per 6 mesi;

La condizione di controllo: consistente nel trattamento usuale, ovvero sessioni di terapia individuale settimanale di 30-45 minuti.

Tra i meriti dell’esperimento, vi è quello di essere il primo studio clinico controllato randomizzato in singolo cieco per esaminare l’efficacia del DBT nelle persone con autismo e suicidio: fenomeno, quest’ultimo, sul quale restano ancora molte zone d’ombra, soprattutto quando riguarda la popolazione autistica.

 

Riferimenti

  • Carlucci, S. (2021) Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) e Autismo: implicazioni future, State of Mind Il giornale delle scienze psicologiche, aprile.
  • Gilbert, K., Hall, K. & Codd, T. (2020) Radically Open Dialectical Behavior Therapy: Social Signaling, Transdiagnostic Utility and Current Evidence, Psychology Research and Behavior Management, 13: 19-28.
  • Huntjens, A., Wies van den Bosch, L.M.C., Sizoo, B., Kerkhof A. Huibers, M.J.H. & van der Gaag, M. (2020) The effect of dialectical behaviour therapy in autism spectrum patients with suicidality and/ or self-destructive behaviour (DIASS): study protocol for a multicentre randomised controlled trial, In BMC Psychiatry (2020) 20:127, 1-11.
  • Linehan MM (1993) Cognitive behavioural therapy of borderline personality disorder, New York: Guilford.
  • Lynch, T.R. (2018), The Skills Training Manual for Radically Open Dialectical Behavior Therapy: A Clinician’s Guide for Treating Disorders of Overcontrol, Reno, NV: Context Press, an imprint of New Harbinger Publications, Inc.

Autore/i dell’articolo

Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).
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