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DBT skills nelle scuole

DBT skills nelle scuole

Photo by Jezael Melgoza on Unsplash

quando si educa la mente dei giovani non si deve dimenticare l’educazione del cuore

Dalai Lama

L’adolescenza è considerata un momento emotivamente difficile per molti giovani e l’insorgenza della maggior parte dei disturbi mentali si verifica durante questo periodo (American Psychiatric Association, 2013). Gli adolescenti possono essere categorizzati lungo un continuum che va da adolescenti relativamente tipici e asintomatici ad adolescenti gravemente disregolati sia emotivamente che a livello comportamentale.

Alla luce di queste due importanti categorie ed incentrato sull’acquisizione e la pratica di competenze per la gestione delle emozioni e il processo decisionale, la DBT può essere applicata sia ad adolescenti che presentano molteplici e gravi problemi come comportamenti suicidari, comportamenti autolesivi non suicidari, comportamenti sessuali ad alto rischio, disturbi alimentari, uso illecito di droga, abuso di alcool ed altri comportamenti dannosi, sia a comportamenti meno gravi, come una lieve tendenza a bere in compagnia; comportamenti autolesivi non suicidari e non gravi; difficoltà nel controllo della rabbia, evitamento della scuola, scarsa consapevolezza di emozioni, obiettivi e valori; frequenti interruzioni delle relazioni.

La DBT considera tutti questi problemi come conseguenza della disregolazione emotiva o come tentativi di affrontare la disregolazione emotiva. In altre parole, la disregolazione emotiva può condurre ad una disregolazione di sé a livello interpersonale, comportamentale e cognitivo. Perché la DBT è utile con gli adolescenti? È un trattamento basato sulle skills e ci aiuta a riconoscere che questi ragazzi non sono semplicemente pigri o vogliono manipolare come spesso invece viene detto loro. La DBT può essere utilizzata a vari livelli. Nello specifico, può essere applicata nell’ambito della prevenzione primaria al fine di evitare il manifestarsi di problematiche future in popolazioni non patologiche o a rischio. Infatti attraverso le abilità DBT è possibile lavorare con ragazzi di varie età (scuola medie, superiori e università) considerati nella norma che possono presentare un umore instabile ma non patologico e comportamenti a rischio o difficoltà nelle relazioni di tipo occasionale. Inoltre l’applicazione delle abilità della DBT permette di evitare lo sviluppo di patologie conclamate in pazienti a rischio, mostrando una significativa efficacia anche nell’ambito della prevenzione secondaria. Infine nel contesto della prevenzione terziaria la DBT permette di lavorare a breve e lungo termine sulle difficoltà emotive e comportamenti in pazienti con specifiche diagnosi. Molti degli adolescenti trattati con il programma di trattamento completo di DBT riportano, tipicamente, da 2 a 4 disturbi del DSM–5 insieme ad altri problemi di vita non compresi nella diagnosi. La DBT è stata ideata da M. Linehan in quanto programma strutturato di trattamento destinato a pazienti con diagnosi di disturbo borderline di personalità (BPD). Il programma DBT destinato agli adolescenti disregolati segue il protocollo originale definito dalla Linehan: terapia individuale, gruppo di Skills Training, counselling telefonico e riunioni di equipe. Ciascun elemento risulta essenziale e funzionale al trattamento delle problematiche riportate dai pazienti.

Nella Dbt, per individuare il comportamento problematico del ragazzo, viene fatto scrivere un diario, il ragazzo, nella costruzione di quella che definiamo catena comportamentale e ricerca di alternative, identifica i punti nella sequenza comportamentale in cui le abilità possono essere usate per sostituire i comportamenti problematici con comportamenti funzionali. Gli adolescenti a rischio di suicidio, gravemente disregolati dal punto di vista emotivo, necessitano di un professionista, oltre che di un conduttore del gruppo di Skills Training, che supervisioni intensamente il loro trattamento, che sia disponibile per loro quando necessario, che valuti il comportamento suicidario, e che gestisca il rischio.

La DBT è rivolto ai ragazzi e ai loro familiari, è strutturato su cinque moduli:

  1. abilità nucleari di Mindfulness (fondamentali per l’apprendimento delle altre competenze, aumenta la consapevolezza e le capacità attentive);
  2. tolleranza della sofferenza (abilità finalizzate all’accettazione e alla tolleranza della frustrazione e del dolore emotivo, aiuta a superare le crisi senza peggiorare la situazione);
  3. percorrere la via di mezzo (permette a genitori e adolescenti di risolvere i dilemmi che ne caratterizzano la relazione, migliora la comunicazione e la comprensione l’un dell’altro);
  4. regolazione emotiva (permette di divenire consapevoli delle emozioni sperimentate, identificarle e sviluppare una crescente capacità di modificarle e regolarle);
  5. efficacia interpersonale (insegna a gestire le relazioni interpersonali mantenendo il rispetto per sé e l’altro, allenando la capacità di perseguire i propri obiettivi, esprimere i propri bisogni e saper dire di no in modo assertivo).

Tale programma ci permette di lavorare su problematiche quali:

  • Disregolazione Emotiva (vulnerabilità emotiva, scoppi d’ira, stati emotivi negativi costanti come depressione, difficoltà nel provare emozioni positive e difficoltà nel modulare le emozioni);
  • Disregolazione interpersonale (relazioni instabili, conflitti interpersonali, difficoltà familiari croniche, isolamento sociale, ecc);
  • Disregolazione Comportamentale (comportamento impulsivo come autolesionismo, comportamenti sessuali rischiosi, comportamenti a rischio, abbuffate e uso di lassativi, abuso di droga e alcool, uso eccessivo di videogiochi, comportamento aggressivo, comportamenti suicidari e dannosi);
  • Disregolazione cognitiva e conflitti familiari;
  • Scarsa regolazione di sé (scarsa consapevolezza di emozioni, pensiero e azioni; scarso controllo attentivo,ecc). 

Oggi c’è una necessità sempre più emergente di utilizzare la DBT anche in altri contesti soprattutto a scopo preventivo per le difficoltà dei giovani. In quest’ottica nasce il programma DBT STEP A applicazione della DBT nelle scuole. In questo programma sono gli insegnanti che in classe insegnano le abilità della DBT.

La scelta di porre il focus sugli insegnanti nasce dalla ricerca scientifica e dalla consapevolezza dei numerosi vantaggi. Si riconosce all’insegnante il ruolo fondamentale per il numero di ore come anticipato passato vicino agli allievi e di importante educatore, guida e figura di riferimento. L’insegnante nel suo ruolo di educatore ha una vicinanza emotiva e di tempo con i ragazzi quasi pari a quella della famiglia. L’insegnante opportunamente educato alla Dbt, può imparare a gestire la disregolazione emotiva, l’impulsività e i disagi comportamentali fino ad arrivare alla prevenzione di comportamenti disfunzionali futuri

Esistono innumerevoli studi che dimostrano l’efficacia della DBT. Trials clinici su pazienti con comportamenti suicidari e diagnosi di disturbo borderline di personalità controllati ne dimostrano l’efficacia per questo tipo di disturbo (Linehan et al., 1991, 1993; Flynn et al., 2017; Heiderr et al., 2017; McMain et al., 2017; Oostendorp et al., 2017; Linehan et al. 2018; Probst, 2018). Attualmente vanta un numero di studi maggiore rispetto a qualsiasi altra psicoterapia e risulta efficace nel trattamento di pazienti con diagnosi di disturbo bipolare (Van Dijknet al. 2013; Eisner et al., 2017), disturbi dell’umore (Conrad et al., 2017), disturbo da stress post-traumatico (Bohuset al. 2013; Steil et al., 2018), dipendenza da sostanze (Whiteside, 2011; Maffei et al., 2018), disturbi alimentari (Safer& Joyce, 2010; Beard et al., 2017; Accurso et al., 2018). La letteratura riporta risultati significativi nella riduzione di comportamenti di autolesionismo (Wilkinson, 2018), suicidari (Goodman et al., 2017; McCauley et al., 2018; Ramaiya et al., 2018). Inoltre la DBT risulta un trattamento di provata validità per soggetti che presentano difficoltà di diversa natura: instabilità dell’umore, delle relazioni interpersonali e dell’immagine di sé, significativa difficoltà nel regolare le proprie emozioni, comportamenti impulsivi e dannosi relazioni interpersonali instabili e intense, alterazione dell’identità e disorganizzazione cognitiva (Stadler et al., 2016; Maffezzoni et al., 2017; Flynn et al., 2018).

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