La Dialectical Behavior Therapy Prolonged Exposure per il trauma

La Dialectical Behavior Therapy Prolonged Exposure per il trauma

Dialectical Behavior Therapy Prolonged Exposure per il trauma

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Perché è stata sviluppata la DBT PE?

La DBT (Dialectical Behavior Therapy; Linehan, 1993) rappresenta un trattamento d’elezione per agire sulla disregolazione emotiva e sul ridotto controllo degli impulsi.

All’interno del setting clinico è stato stimato (Barnicot & Crawford, 2018) che il 57-73% delle persone che necessitano di questo intervento presenta sintomi di PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Proprio per questo motivo, è stato sviluppata la DBT PE (DBT Prolonged Exposure; Harned, 2023), che consente di “potenziare” l’efficacia del protocollo DBT sui sopravvissuti a esperienze traumatiche grazie all’inserimento della PE (Prolonged Exposure; Foa et al., 2019), a oggi considerato uno degli interventi di maggiore efficacia per il PTSD.

Il trattamento inizia con la DBT standard per ridurre la disregolazione e i comportamenti disfunzionali per poi procedere, in una seconda fase, con l’esposizione in vivo e con quella immaginativa.

Le persone che hanno iniziato o completato il protocollo DBT PE hanno mostrato miglioramenti significativamente maggiori nei sintomi del PTSD rispetto a chi ha ricevuto la sola DBT standard (Harned et al., 2021).

A chi è rivolta la DBT PE?

La DBT PE è rivolta a persone con PTSD che risultano troppo a rischio o non stabilizzate per ricevere un trattamento focalizzato sul trauma come intervento di prima linea. Si tratta, quindi, di sopravvissuti che hanno sviluppato sintomi post-traumatici per eventi avvenuti precocemente durante lo sviluppo (p.e., abusi sessuali e fisici in età infantile) o a seguito di un’aggressione, o di coloro che presentano traumi multipli (quindi associati a maggiore gravità, complessità e suicidalità) e che sono stati esposti a un contesto invalidante di crescita.

L’invalidazione traumatica si presenta quando l’ambiente comunica ripetutamente al bambino che il suo modo di essere, i suoi comportamenti o le sue reazioni emotive sono inaccettabili e sbagliati. L’invalidazione può essere sperimentata e vissuta come estremamente dolorosa alterando, inoltre, il concetto di sé e il funzionamento dell’individuo. Per questo motivo viene considerata, per la DBT PE, una vera e propria esperienza traumatica che viene affrontata ampiamente nel protocollo.

Riferimenti bibliografici

  • Barnicot K & Crawford M (2018). Posttraumatic stress disorder in patients with borderline personality disorder: Treatment outcomes and mediators. Journal of Traumatic Stress, 31, 899–908
  • Foa EB, Hembree EA, Rothbaum BO, & Rauch SAM (2019). Prolonged exposure therapy for PTSD: Emotional processing of traumatic experiences (2nd ed). NY: Oxford University Press
  • Harned MS, Schmidt SC, Korslund KE, & Gallop RJ (2021). Does Adding the Dialectical Behavior Therapy Prolonged Exposure (DBT PE) Protocol for PTSD to DBT Improve Outcomes in Public Mental Health Settings? A Pilot Nonrandomized Effectiveness Trial with Benchmarking. Behav Ther, 52(3), 639–655
  • Harned MS (2023). DBT e trauma. Il protocollo di esposizione prolungata (DBT PE). Raffaello Cortina Editore
  • Linehan MM (1993). Cognitive-behavioral treatment of borderline personality disorder. NY: Guilford

Autore/i dell’articolo

Cristina Marzano
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).

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