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Differenze fra Identità di genere non binaria e Identità transgender

Differenze fra Identità di genere non binaria e Identità transgender

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Identità di genere non binaria e identità transgender: quale differenza?

Alcune persone con identità di genere non binaria si definiscono transgender, altre no.

In passato, quando le persone transgender cercavano un aiuto terapeutico ricevevano un trattamento standard che prevedeva ormoni e interventi chirurgici di riassegnazione del sesso. Alla base vi era una visione binaria che prevedeva solo due generi distinti e separati (maschile e femminile) ai quali le persone potevano appartenere, e un assunto eteronormativo, per cui si dava per scontato che le persone fossero attratte sessualmente e affettivamente verso l’altro sesso ovvero l’eterosessualità come norma. Per ottenere dei diritti ed essere riconosciute nel genere a cui sentivano di appartenere le persone transgender dovevano quindi sottostare ai trattamenti chirurgici previsti dalla legge. Nel corso degli anni, sempre più persone transgender hanno intrapreso percorsi parzialmente medicalizzati, ad esempio assumendo ormoni senza però arrivare all’operazione chirurgica, alcuni/e hanno rifiutato di sottoporsi alle terapie mediche senza però rinunciare a chiedere di essere riconosciuti/e secondo il genere percepito; una parte di questi individui aveva un’identità di genere non binaria, altri semplicemente hanno scelto trattamenti parziali perché sufficienti a ridurre la disforia di genere oppure per evitare danni alla propria salute fisica (es: infertilità) o per timore di risultati chirurgici non soddisfacenti. Per alcuni individui transgender binari può esserci un’identificazione iniziale non binaria, per altri avviene il contrario, passano da un’identità binaria ad una non binaria.

QUALE DIFFERENZA?

Se da un lato i vissuti possono essere simili poiché le persone con identità di genere non binaria possono percepire la stessa incongruenza tra genere, corpo e sesso assegnato alla nascita, alla pari delle persone transgender, dall’altro esiste una peculiare differenza nello sviluppo delle persone non binarie, le quali possono avere difficoltà a trovare dei modelli di riferimento a causa della scarsa visibilità delle persone genderqueer, e si ritrovano a confrontarsi socialmente solo con identità cis o transgender binarie/medicalizzate. La mancanza di modelli no binary può aggravare quindi in alcuni individui la disforia di genere e il senso di esclusione sociale.

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  
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