Che cos’è la dipendenza alimentare

Che cos’è la dipendenza alimentare

dipendenza alimentare

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L’eccesso di cibo, l’obesità e i disturbi alimentari sono problemi che affliggono le società moderne.

Le ragioni per le quali alcune persone mangino cronicamente troppo e non siano in grado di limitare l’assunzione di cibo sono stati presi in esame da molteplici ricerche. Un numero crescente di prove cliniche e neurobiologiche ha dimostrato che, nei soggetti vulnerabili, l’eccesso di cibo continuativo può portare ad un modello di comportamento compulsivo simile a quello dell’abuso di sostanze e di altre dipendenze comportamentali.

La necessità di una migliore definizione di questo modello comportamentale ha portato alla formulazione del concetto di “Food Addiction” che ha guadagnato un crescente interesse nella letteratura scientifica incentrata sui disturbi alimentari, con particolare attenzione ai meccanismi neurobiologici e fenomenologici sottostanti.

Il termine “Dipendenza alimentare” è stato costruito sul comportamento e sulle esperienze soggettive legate al consumo di cibo che ricalcano i criteri del Substance Use Disorder (SUD) (ad esempio, forte desiderio di consumare, esacerbato dall’astinenza e dalla mancata limitazione del consumo nonostante la consapevolezza della tossicità).

Da una prospettiva biologica, molti studi neurobiochimici e neurogenetici hanno dimostrato che i meccanismi tipici delle dipendenze sono cruciali nella nutrizione problematica. Inoltre, le droghe illecite e il cibo esercitano lo stesso effetto gratificante attraverso l’attivazione dei neuroni della dopamina nell’area tegmentale ventrale con conseguente rilascio di dopamina nel nucleus accumbens ed effetti sulla via mesolimbica.

Sebbene la definizione di dipendenza alimentare (FA) non sia ancora classificata nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il dibattito accademico su un possibile potenziale di dipendenza da cibo continua. Infatti, molti criteri di sovrapposizione con la tossicodipendenza descritta nel DSM-5 includono: (1) sostanza assunta in quantità maggiori e per un periodo più lungo del previsto; (2) desiderio persistente o ripetuti tentativi falliti di smettere; (3) una grande quantità di tempo ed energia spesi per ottenere, usare o smaltire le sostanze; (4) riduzione di importanti attività sociali, professionali o ricreative a causa dell’uso di sostanze; (5) uso continuato nonostante la conoscenza delle conseguenze negative; (6) tolleranza; e (7) sintomi di astinenza.

Una meta-analisi di Di Giacomo e colleghi (2022) ha provato ad esplorare se la dipendenza da cibo possa coincidere con un disturbo alimentare specifico (come il binge eating) o si tratti di un’entità diagnostica separata in comorbilità con disturbi alimentari o altre condizioni come l’obesità o nella popolazione in generale.

La Yale Food Addiction Scale (YFAS) è stata sviluppata da Gearhardt, come primo tentativo per categorizzare la Food Addiction. L’YFAS è un questionario che adatta i criteri diagnostici di dipendenza da sostanza del DSM IV-TR al comportamento alimentare o abuso di alimenti specifici. Attualmente, è l’unico strumento convalidato per valutare i sintomi della “dipendenza alimentare”.

Ha diverse categorie di punteggio: conteggio dei sintomi (sette criteri diagnostici) e una soglia clinica che riflette i criteri per la diagnosi della dipendenza da sostanze (presenza di tre o più sintomi più compromissione o disagio clinicamente significativo).

Fino all’11,4% della popolazione generale può mostrare sintomi di dipendenza alimentare, mentre circa il 25-42% dei pazienti obesi soddisfa i criteri dell’YFAS.

Questa è la prima ricerca sistematica, a nostra conoscenza, che dimostra l’esistenza della dipendenza da cibo come entità separata da qualsiasi disturbo alimentare o altra malattia psichiatrica. Questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori studi per una migliore comprensione del disturbo.

I dati emersi mostrano che la prevalenza della dipendenza da cibo nel disturbo da binge eating è più alta che in altri disturbi alimentari tranne che nella bulimia nervosa. Inoltre, è una realtà diagnostica separata e può essere rilevata nelle persone senza psicopatologie pregresse e nella popolazione in generale.

Alcuni autori ipotizzano che la dipendenza da cibo potrebbe avere un valore prognostico e i risultati di questa revisione sistematica incoraggiano fortemente la valutazione della presenza di dipendenza da cibo in pazienti con disturbi alimentari, nonché in quelli con obesità per adattare il loro trattamento con maggiore precisione e affrontare tutti le variabili che potrebbero influenzare la risposta del paziente al trattamento stesso.

Riferimenti

  • Di Giacomo E, Aliberti F, Pescatore F, Santorelli M, Pessina R, Placenti V, Colmegna F, Clerici M. Disentangling binge eating disorder and food addiction: a systematic review and meta-analysis. Eat Weight Disord. 2022
  • Jiménez-Murcia S, Agüera Z, Paslakis G, et al. Food addiction in eating disorders and obesity: analysis of clusters and implications for treatment. 2019
  • Fletcher PC, Kenny PJ. Food addiction: a valid concept? 2018

Autore/i dell’articolo

Rosetta Cappelluccio
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .

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