Dismorfofobia e chirurgia estetica

Dismorfofobia e chirurgia estetica

Dismorfofobia e chirurgia estetica

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Il disturbo da dismorfismo corporeo, DCC, è un quadro psicopatologico contraddistinto dalla preoccupazione eccessiva per difetti fisici immaginati o secondari ed è collegato intricatamente agli ideali di bellezza culturali prevalenti. La ricerca suggerisce che questi standard di attrattività, fortemente influenzati dalle norme sociali, svolgono un ruolo significativo nello sviluppo del DDC, contribuendo ad un’immagine di sé distorta e all’insoddisfazione per il proprio corpo.

Origini ed evoluzione del DDC

La storia del disturbo da dismorfismo corporeo risale alla definizione di “sindrome della bruttezza immaginaria”; riconosciuto formalmente nella letteratura psichiatrica con l’avvento del DSM-III, il DDC da allora si è evoluto nei suoi criteri diagnostici. Il DSM-5 lo colloca tra i disturbi ossessivo-compulsivi e correlati, sottolineandone la natura compulsiva e la compromissione della vita quotidiana.

Identificazione del DDC

Il DDC si rivela spesso attraverso comportamenti come il frequente controllo allo specchio o la ricerca di rassicurazioni sul proprio aspetto. La credenza implacabile dell’essere poco attraente o repulsivo domina i pensieri del paziente, oscurando qualsiasi rassicurazione che potrebbe ricevere. Questo disturbo può portare le persone che ne soffrono a perseguire trattamenti dermatologici non necessari o interventi di chirurgia estetica, spesso con l’aspettativa irrealistica che queste procedure potranno risolvere i difetti percepiti e, per estensione, i loro problemi di vita.

Demografia e prevalenza

Il DDC emerge tipicamente in adolescenza, con un numero significativo di casi segnalati prima dei 18 anni, anche se può avere un esordio tardivo. Le stime suggeriscono che fino all’1 per cento della popolazione degli Stati Uniti può soffrire di DDC.

Eziologia del DDC

Le cause del DDC sono sfaccettate, coinvolgono infatti fattori psicologici e fisiologici. Esperienze come bullismo e abuso nell’infanzia possono contribuire all’insorgenza del disturbo; la proliferazione dei social media ha introdotto un ulteriore fattore di rischio, fornendo una piattaforma di paragone continuo e cyberbullismo che può aggravarne i sintomi.

Procedure estetiche: una tendenza in crescita

Storicamente, la diagnosi di DDC è stata considerata una controindicazione alla chirurgia estetica. I pazienti con DDC spesso ripongono nell’intervento estetico aspettative irrealistiche e sono in genere insoddisfatti dei risultati, che non si allineano con la percezione distorta del proprio aspetto. Questa insoddisfazione può portare a gravi ripercussioni sia per il paziente che per il chirurgo, comprese azioni legali e, in casi estremi, atti di violenza.

Valutazione e trattamento: un approccio multidimensionale

Un approccio più sfumato alla comprensione del DDC suggerisce la differenziazione tra casi lievi e gravi. I pazienti con sintomi meno gravi che non presentano compromissione significativa della vita quotidiana possono beneficiare di procedure estetiche se le loro aspettative sono gestite in modo appropriato. Il trattamento di pazienti con sintomi lievi di DDC richiede un attento screening e la collaborazione con professionisti della salute mentale per garantire un miglior risultato.
L’utilizzo di strumenti di screening validati può aiutare il personale sanitario a determinare la presenza e la gravità dei sintomi e a prendere decisioni informate sull’opportunità degli interventi estetici. Esistono due questionari ampiamente utilizzati per lo screening del DDC.

BDDQ-DV

Il BDDQ-DV è una forma specifica del Body Dysmorphic Disorder Questionnaire, adattato per l’uso in settori dermatologici e progettato per essere uno strumento di screening auto-amministrato. I pazienti possono compilarlo in attesa della loro consultazione, che può quindi informare la valutazione del medico e le successive discussioni sulle opzioni di trattamento. Il BDDQ-DV è costituito da domande che misurano la preoccupazione del paziente rispetto al proprio aspetto, l’entità della preoccupazione e l’impatto di queste preoccupazioni sulla vita quotidiana. Se le risposte indicano un possibile caso di DDC, il clinico può proseguire la valutazione, eventualmente coinvolgendo un professionista della salute mentale.

DCCQ

Il Dysmorphic Concern Questionnaire è un ulteriore strumento di screening per il DDC, anche se più complesso e completo. Include domande che non riguardano esclusivamente i sintomi del disturbo, e che possono aiutare a identificare preoccupazioni più ampie, compresi altri problemi di salute mentale. Ad esempio, alcuni item del DCQ indagano preoccupazioni riferite all’odore del corpo, alla sudorazione e all’aspetto fisico generale.

Sia il BDDQ-DV che il DCQ sono stati validati, il che significa che sono stati testati per la loro efficacia nell’identificare con precisione il DDC nei pazienti. La validazione dà ai clinici la fiducia nell’utilizzo di questi strumenti come parte della loro pratica, inoltre, questi test possono facilitare la comunicazione tra medico e paziente, fornendo una modalità strutturata per discutere preoccupazioni che altrimenti potrebbero essere difficili da articolare. Quando viene diagnosticato il DDC, il trattamento può concentrarsi su interventi psicologici, prima linea di trattamento, piuttosto che su procedure estetiche e chirurgiche.

Conclusioni

Per concludere, man mano che le procedure di chirurgia estetica diventano sempre più comuni, sia il personale medico che i professionisti della salute mentale devono riconoscere e comprendere le implicazioni più ampie del DDC. L’utilizzo di un approccio multidisciplinare, tra cui un attento screening del paziente, può aiutare a distinguere coloro i quali potrebbero beneficiare di procedure cosmetiche da coloro per i quali tali interventi potrebbero aggravare il disagio psicologico. Sono necessarie ulteriori ricerche per perfezionare le strategie di trattamento del DDC, con l’obiettivo di migliorare il benessere psicologico di coloro che lottano con questo disturbo, spesso debilitante.

 

Riferimenti

  • Higgins S, Wysong A. Cosmetic Surgery and Body Dysmorphic Disorder – An Update. Int J Womens Dermatol. 2017 Nov 20;4(1):43-48. doi: 10.1016/j.ijwd.2017.09.007. PMID: 29872676; PMCID: PMC5986110.
  • Kattan AE, Alnujaim NH, Barasain O, Bouman TK, AlHammad R, Van der Lei B. Awareness and experiences of cosmetic treatment providers with body dysmorphic disorder in Saudi Arabia. 2020 Apr 21;8:e8959. doi: 10.7717/peerj.8959. PMID: 32341899; PMCID: PMC7182027.

Autore/i dell’articolo

Rosetta Cappelluccio
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .

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