Il disturbo bipolare nelle relazioni interpersonali: suggerimenti

Il disturbo bipolare nelle relazioni interpersonali:

Photo by Susan Q Yin on Unsplash

Il disturbo bipolare è un disturbo mentale che provoca cambiamenti nell’umore, nell’energia e nella capacità di funzionare di una persona. Le persone con disturbo bipolare sperimentano stati emotivi intensi che tipicamente si verificano durante periodi distinti da giorni a settimane, chiamati episodi di alterazione dell’umore. Questi episodi sono classificati come maniacali/ipomaniacali (umore anormalmente felice o irritabile) o depressivi (umore triste). Le persone con disturbo bipolare generalmente hanno anche periodi in cui l’umore è stabile (eutimia).

Il disturbo bipolare è una categoria che comprende tre diverse diagnosi: bipolare I, bipolare II e disturbo ciclotimico; quando trattate, le persone affette da questo disturbo possono condurre una vita piena e produttiva.

Anche le persone senza disturbo bipolare sperimentano fluttuazioni dell’umore. Tuttavia, questi cambiamenti di umore in genere durano ore anziché giorni. Inoltre, non sono solitamente accompagnati da un estremo cambiamento del comportamento o difficoltà con le routine quotidiane e le interazioni sociali che le persone con disturbo bipolare dimostrano durante gli episodi di alterazione dell’umore. Il disturbo bipolare può interrompere le relazioni di una persona con i propri cari e causare svariate difficoltà come andare a lavorare, fare la spesa o a andare a scuola.

Affrontare gli alti e bassi del disturbo bipolare può essere difficile, e non solo per la persona con la malattia. Gli stati d’animo e i comportamenti di una persona affetta da questo disturbo colpiscono tutti intorno, in particolare i familiari e gli amici intimi. Durante un episodio maniacale, si potrebbe dover far fronte a condotte spericolate, richieste oltraggiose, comportamenti esplosivi e decisioni irresponsabili. E una volta che il vortice della mania è passato, spesso bisogna occuparsi delle conseguenze. Durante gli episodi di depressione, invece, potrebbe essere necessario tenere per mano la persona cara che non ha l’energia per affrontare le responsabilità a casa o al lavoro.

La buona notizia è che la maggior parte delle persone con disturbo bipolare può stabilizzare i propri stati d’animo con trattamenti, farmaci e supporto adeguati, e i familiari e gli amici intimi giocano un ruolo significativo nel recupero della persona. Spesso, avere qualcuno con cui parlare può fare la differenza per la loro prospettiva e motivazione.

Vivere con una persona che ha il disturbo bipolare può causare stress e tensioni in casa. Oltre alla sfida di affrontare i sintomi della malattia e le sue conseguenze, i membri della famiglia spesso lottano con sentimenti di colpa, paura, rabbia e impotenza e questo può causare seri problemi di relazione. Ma ci sono diversi modi per affrontare la cosa. Il primo passo per affrontare con successo il disturbo bipolare è che le famiglie imparino ad accettare la malattia e le sue difficoltà. Quando ci si sente frustrati o colpevoli bisogna sempre ricordare che il disturbo bipolare non è colpa di nessuno: accettare il disturbo bipolare implica riconoscere che le cose potrebbero non essere mai più “normali”; il trattamento può fare un’enorme differenza per la persona, ma potrebbe non curare completamente tutti i sintomi. Per evitare delusioni e risentimenti è importante avere aspettative realistiche. Aspettarsi troppo dal proprio familiare è una ricetta per il fallimento. D’altra parte, aspettarsi troppo poco può anche ostacolare il recupero, quindi è fondamentale cercare di trovare un equilibrio tra incoraggiare all’indipendenza e fornire supporto (Granek et al., 2016; Mondimore, 2014).

Le oscillazioni del tono dell’umore tipiche del disturbo bipolare mettono a dura prova qualunque tipo di relazione interpersonale, facendo aumentare il livello di conflittualità (a prescindere dalla fase che la persona stia vivendo). Sia dopo una fase depressiva che maniacale o ipomaniacale è necessario provare a ricostruire le relazioni, ecco perché è importante avere almeno una persona su cui si sa di poter contare e con cui potersi confidare.

Soprattutto per familiari e partner è importante seguire gruppi di psicoeducazione in quanto la conoscenza del disturbo ne facilità la gestione, anche da un punto di vista farmacologico. Per le famiglie, partecipare ai gruppi di psicoeducazione aiuta a restare uniti, conservando la consapevolezza rispetto alla malattia.

Come orientarsi? Consigli utili:

Per coloro che vivono accanto ad una persona affetta da disturbo bipolare può essere utile:

  • Avere un’adeguata conoscenza del disturbo
  • Essere in grado di riconoscere i sintomi tipici premonitori delle varie fasi
  • Contribuire a diminuire i fattori di stress
  • Astenersi da giudizi e critiche
  • Chiedere come si può essere d’aiuto
  • Incoraggiare il paziente ad assumere la terapia farmacologica
  • Aiutare il paziente nella compilazione del diario dell’umore
  • Mantenere attiva la comunicazione con il paziente e il personale medico
  • Avere chiari i disturbi associati e monitorarli (paure, compulsioni, uso di alcol e droghe)
  • Tenere sotto controllo il rischio di suicidio
  • Parlare anche dei propri stati d’animo
  • Avere un supporto personale
  • Concedersi del tempo per sé stessi

Avere nella vita una persona amata affetta da disturbo bipolare può mettere a dura prova la relazione e compromettere tutti gli aspetti della vita familiare, ma la pazienza, l’amore e il supporto possono fare davvero la differenza nel corso del trattamento e nella fase di recupero. Si può aiutare imparando tutto il possibile sulla malattia, offrendo speranza e incoraggiamento e tenendo traccia dei sintomi. Ma prendersi cura di una persona con disturbo bipolare avrà un costo se si trascurano le proprie esigenze, quindi è importante trovare un equilibrio tra il sostenere la persona e il prendersi cura di sé stessi (Forster, 2018).

Ad oggi sappiamo che pazienti e partner lottano allo stesso modo con l’enorme impatto del disturbo bipolare sulle loro vite e sulle loro relazioni. Dati gli alti tassi di divorzio in queste relazioni, i professionisti del settore sanitario possono fornire supporto emotivo e pratico sia ai pazienti che ai coniugi da soli e in coppia.

 

Riferimenti bibliografici

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).
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