Disturbo da uso di alcol: tipologie di alcolisti

Disturbo da uso di alcol: tipologie di alcolisti

Disturbo da uso di alcol

Photo by Jill Burrow on Pexels

Nel corso degli anni, considerata la complessità ed eterogeneità dei quadri clinici delle persone con disturbo di uso da alcol (DUA), sono state proposte varie classificazioni basate sull’osservazione clinico- comportamentale. Vediamone di seguito due esempi molto simili tra loro.

La classificazione di Cloninger

Cloninger e collaboratori (1988), studiosi del temperamento, hanno suddiviso i pazienti alcolisti in due sottogruppi.

  • L’alcolista di tipo I è caratterizzato da una personalità ansiosa e da un rapido sviluppo di tolleranza e dipendenza dagli effetti ansiolitici della sostanza (rinforzo negativo), che lo inducono a perdere il controllo del bere. L’età di insorgenza è superiore ai 25 anni e si riscontrano periodi più prolungati di astinenza.
  • L’alcolista di tipo II presenta un temperamento caratterizzato da basso grado di evitamento del pericolo e dalla ricerca di sensazioni nuove e trova nel consumo di alcol un rinforzo positivo, dovuto ai suoi effetti stimolanti ed euforizzanti. L’età di insorgenza è inferiore ai 25 anni e la presenza di una maggior disregolazione emotiva e tratti di personalità antisociale potrebbero esporre il soggetto a conseguenze psico-sociali e/o problemi giudiziari (es: arresti, risse, comportamenti violenti legati al bere).

La classificazione di Babor

Babor e altri (1992) prevede la seguente differenziazione delle persone con disturbo da uso di alcol.

  • Alcolisti di tipo A: il disturbo insorge tardivamente e raramente in comorbidità con altre psicopatologie. Si riscontrano pochi fattori di rischio familiari e una dipendenza meno severa. L’alcol è spesso usato come una forma di automedicazione di alcuni sintomi che compromettono il funzionamento, come l’ansia sociale. Solitamente presentano una buona risposta al trattamento.
  • Alcolisti di tipo B: l’esordio del disturbo è precoce, è presente una familiarità per alcolismo, una dipendenza più grave e spesso un poliabuso di sostanze associate all’alcol. La comorbidità con altri disturbi psichiatrici spesso presente complica il trattamento che deve essere prolungato.

 

Riferimenti

  • Babor T.F.,et al., (1992), “Types of alcoholics, I. Evidence for an empirically derived typology based on indicators of vulnerability and severity”, Archives of General Psychiatry 49(8): 599-608.
  • Cloninger C.R., et al., (1988), “Genetic heterogeneity and the classification of alcoholism. Advances in Alcohol and Substance Abuse”, 7(3-4), 3-16
  • Vento A.E., Ducci G., (2022), “Manuale pratico per il trattamento dei distrubi psichici da uso di sostanze. II edizione”, Giovanni Fioriti Editore.

Autore/i dell’articolo

Marco Stefanelli
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
compila il modulo nella pagina contatti.

Torna su
Cerca