Disturbo ossessivo compulsivo e schemi maladattivi precoci

Disturbo ossessivo compulsivo e schemi maladattivi precoci

Disturbo ossessivo compulsivo e schemi maladattivi precoci

Photo by Alev Takil on Unsplash

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una condizione caratterizzata da pensieri, impulsi o immagini ricorrenti che sono indesiderati e angoscianti (ossessioni) e da tentativi di alleviare il disagio determinato da queste ossessioni attraverso comportamenti ripetitivi o atti mentali (compulsioni). Dai dati epidemiologici risulta una prevalenza del disturbo di circa il 2%–3% (Kessler et al., 2012; Subramaniam et al., 2012), e gli studi longitudinali hanno evidenziato la compromissione della qualità di vita causata dal disturbo ossessivo compulsivo per via della sua cronicità ed impatto sul funzionamento personale. Nonostante l’efficacia degli attuali approcci terapeutici, compresa la prevenzione dell’esposizione e della risposta- ERP (Ferrando e Selai, 2021), gli effetti benefici del trattamento non si mantengono a lungo termine per circa il 50% dei pazienti con disturbo ossessivo compulsivo che ricevono una cura (Sharma et al., 2014), soprattutto quando sono presenti tratti di disturbo della personalità (Thiel et al., 2013). Ciò ha motivato la ricerca su approcci terapeutici diversi dall’ERP, come ad esempio la Schema Therapy, ideata da J.Young negli anni Novanta per trattare i pazienti con disturbi cronici e radicati attraverso il lavoro terapeutico sugli gli schemi sottostanti. Questo approccio integra la terapia cognitiva comportamentale con alcune teorie psicodinamiche e tecniche più emotive ed esperienziali tratte dalla terapia della Gestalt.

Una migliore comprensione dell’eziologia del disturbo ossessivo compulsivo può quindi orientare il trattamento per renderlo più efficace; a tal proposito diversi studi hanno indagato gli schemi maladattivi precoci (EMS) nel DOC. Una recente revisione sistematica e meta-analisi (Dostal A.L. e Pilkington P.D, 2023) ha cercato di sintetizzare i dati sulla relazione tra i diciotto EMS e il DOC.

Lo studio

I ricercatori hanno preso in considerazione gli studi presenti in articoli di riviste peer-reviewed che valutano EMS e DOC (diagnosi o gravità dei sintomi) in adulti con un’età media di 18 anni o più. Basandosi su 22 studi (N totale = 3699), tutti i 18 EMS risultano correlati positivamente al DOC. Le associazioni più forti sono con gli schemi di dipendenza/incompetenza, vulnerabilità al danno o alla malattia e negatività/pessimismo. I risultati suggeriscono quindi che tutti gli EMS, in particolare quelli relativi ad aspettative negative e sproporzionate sulla realtà (danni, malattie o eventi avversi) e ad una percepita incapacità di farvi fronte, sono implicati nel DOC. La prevenzione e il trattamento psicoterapeutico del DOC possono essere resi più efficaci da un lavoro clinico focalizzato su questi schemi. Questi risultati sono coerenti con ricerche precedenti che hanno evidenziato la sovrastima della minaccia e la mancanza di strategie di adattamento funzionali nelle persone con DOC. Le compulsioni e la ricerca eccessiva di rassicurazione possono perciò essere definite come un meccanismo di coping disadattivo per gestire l’ansia, il disagio e/o prevenire gli eventi temuti.
Oltre ai tre EMS predominanti, sono state trovate relazioni moderate tra il DOC e gli EMS nel dominio della distacco e del rifiuto, tra cui diffidenza/abuso, isolamento sociale/estraneità e difettosità/vergogna. Ciò suggerisce che le persone con DOC possono avere credenze ed emozioni centrate sui temi dell’abuso, dell’umiliazione o dello sfruttamento interpersonale, della non appartenenza e del disamore.

 

Riferimenti

  • Dostal A.L. e Pilkington P.D., (2023), “Early maladaptive schemas and obsessive-compulsive disorder: A systematic review and meta-analysis” in Journal of Affective Disorders, 336, 42-51
  • Ferrando, C., Selai, C., (2021), ”A systematic review and meta-analysis on the effectiveness of exposure and response prevention therapy in the treatment of obsessive-compulsive disorder” in Journal of Obsessive-Compulsive. Rel. 31, 10068
  • Kessler, R.C., et al. (2012), “Twelve-month and lifetime prevalence and lifetime morbid risk of anxiety and mood disorders in the United States” in. Int. J. Methods Psychiatr. Res. 21, 169–184
  • Sharma, E., et al. (2014), “Long-term outcome of obsessive-compulsive disorder in adults: a meta-analysis” in Journal of Clinical Psychiatry 75, 1019–1027
  • Subramaniam, M., et al. (2012), “Obsessive–compulsive disorder: prevalence, correlates, help-seeking and quality of life in a multiracial Asian population” Soc. Psychiatry Psychiatr. Epidemiol. 47, 2035–2043
  • Thiel, N., et al., (2013), “The effect of personality disorders on treatment outcomes in patients with obsessive-compulsive disorders” in Journal of Personality Disorders. 27, 697
  • Young J. E. et al. (2003), “Schema therapy: A practitioner’s guide” New York, Guilford Press.
  • Young, J.E., et al. (2007), “Schema Therapy.La terapia cognitivo – comportamentale integrata per i disturbi di personalità”, Firenze: Eclipsi.
  • https://www.istitutobeck.com/psicoterapia-disturbi-psicologici-terapie/disturbo-ossessivo-compulsivo

Autore/i dell’articolo

Marco Stefanelli
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  

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