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Diventare padre oggi

Diventare padre oggi

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Al giorno d’oggi per ottenere una qualunque informazione sulla maternità basta entrare in libreria o fare un semplice click su internet per avere a disposizione numerose nozioni e consigli. Ma per quanto concerne la paternità possiamo dire che accade la stessa cosa?

Fino a qualche anno fa era molto raro riuscire a reperire materiale inerente questo aspetto, poiché la concezione della paternità era assai limitata e limitante, e non risultava di interesse pubblico né specialistico. Il vecchio modello patriarcale, infatti, non solo non lasciava spazio alla sperimentazione del proprio ruolo genitoriale, delegato completamente alla figura femminile, ma non prevedeva neppur lontanamente spazi di condivisione ludica ed emotiva tra padre e figlio.

La cristallizzazione dei vecchi modelli, associata all’assenza di uno stile educativo alternativo, crea spesso nei padri moderni vissuti di inadeguatezza, confusione e smarrimento.

Infatti, sebbene gli uomini non siano coinvolti dalle modificazioni fisiche legate alla gravidanza, nella loro mente l’immagine del bambino è giorno dopo giorno sempre più nitida al punto che ad esso, già prima della nascita, vengono attribuiti bisogni e diritti. Il momento dell’attesa, dunque, è caratterizzato da grandi cambiamenti, aspettative (a volte irrealistiche) e attese, al pari di quello materno.

Nei nove mesi di gestazione la partecipazione attiva dell’uomo nella vita della donna e del feto – che via via si va sviluppando – non solo è importante, ma si rivela fondamentale, poiché egli attraverso la sua presenza costante, rassicurante, comprensiva e protettiva può apportare benefici sia al benessere psicofisico della compagna, sia allo sviluppo del proprio bambino.

Per cui nella mente dell’uomo, come in quella della donna, si fanno strada dubbi e perplessità riguardo il proprio ruolo, quali: “Sarò un padre migliore del mio? Sarò in grado di svolgere una funzione di guida? Sarò abbastanza capace di soddisfare i suoi bisogni? Sarò capace di farmi amare e rispettare allo stesso tempo?”.

Tutto questo genera nel futuro papà un aumentato interesse nei confronti di ciò che caratterizza la vita del neonato: dalla partecipazione al corso preparto alla scelta della struttura ospedaliera dove partorire; dalla lettura dei libri sull’argomento alla preparazione del corredo e della stanza del bambino; dalla collaborazione nello svolgimento dei lavori domestici alla cura del bebè; dall’inserimento al nido alle uscite al parco.

La visione del padre come di colui che provvede al solo sostentamento e supporto economico sta gradualmente naufragando. E la maggiore rivendicazione delle proprie responsabilità nei confronti dei figli e dell’organizzazione familiare, nonché il coinvolgimento attivo nelle scelte in sinergia con la figura materna, preparano ad una paternità più matura e consapevole.

Attualmente diventare padre è un processo graduale e complesso che richiede un grande investimento di tempo, risorse ed energie. E non è raro che questo processo di adattamento al nuovo ruolo genitoriale, che nella donna si struttura gradualmente a partire dalla gravidanza, nell’uomo si manifesti bruscamente solo dopo la nascita del piccolo.

Essere padre, però, non vuol dire essere “figlio di un Dio minore” o un duplicato materno; essere padre vuol dire giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo psichico, emotivo e cognitivo del proprio figlio, aspetti di cui l’uomo odierno è sempre più consapevole.

La paternità, così come la maternità, essendo densa di preoccupazioni e vissuti emotivi altalenanti e talvolta spiacevoli, non è immune dallo stress e dalle manifestazioni di disagio e sofferenza come: ansia elevata, depressione, ipocondria, somatizzazioni e acting out comportamentali (tra cui: abuso di alcolici, ricerca attiva di avventure extraconiugali, fughe, scoppi improvvisi di ira).

E’ utile, quindi, per il benessere individuale, di coppia e genitoriale che anche l’uomo usufruisca di un adeguato sostegno sociale derivante da altri padri, genitori, parenti e amici. A tal proposito, negli ultimi anni sono in aumento le ricerche, i blog, i gruppi facebook, i corsi e i libri che trattano l’argomento.

La ridefinizione di un proprio posto nel mondo come padre evolve con il progredire del contesto socio-culturale di appartenenza, che getta sempre più luce attraverso la letteratura su nuove possibilità e modi di vivere la paternità, che presuppongono un maggior grado di libertà, attenzione empatica e creatività rispetto al passato.

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