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Dolore pelvico cronico risolto dalla Mindfulness

Dolore pelvico cronico risolto dalla Mindfulness

Circa l’8% degli uomini ha a che fare con la sindrome del dolore pelvico cronico (SDPC) e con prostatite cronica. Stiamo parlando di patologie poco conosciute e con un ampio ventaglio di sintomi che includono dolore e problemi nella minzione che hanno un impatto negativo nella vita di tutti i giorni e nelle attività sessuali.
Non sono purtroppo state ancora individuate cause definitive della SDPC né sono in nostro possesso cure risolutive, tanto che vengono offerte soluzioni palliative mirate a migliorare la sintomatologia e le conseguenze negative quotidiane ma non promettono di curare definitivamente il problema.

Parte delle cause della SDPC vanno ricercate altrove. Infatti, ansia e stress possono causare infiammazioni e scatenare o mantenere uno stato di tensione del pavimento pelvico, il quale è formato da un complicato intreccio di muscoli e nervi. Alcune persone accumulano tensione nei muscoli del collo e soffrono di mal di testa, altri (circa il 50% di chi ha SDPC) dirigono la tensione verso i muscoli pelvici. Ovviamente senza esserne consapevoli.
Inoltre, si assiste a un circolo vizioso: una condizione dolorosa a lungo termine come la prostatite può aumentare la percezione dello stress, i livelli di ansia e i sintomi depressivi, esacerbando la condizione fisica di infiammazione.

Per intervenire, la meditazione si è dimostrata efficace. La Stanford University ha sviluppato il Protocollo Wise Anderson. Il protocollo prevede l’ascolto di una registrazione della durata di circa un’ora ogni giorno ed è una combinazione di tecniche di respirazione e istruzioni per guidare il focus verso specifiche aree del corpo. Questo intervento è chiamato rilassamento paradossale, così chiamato in quanto invita il paziente a concentrarsi sulle sensazione fisiche di tensione accettandole, senza cercare di cambiarle.

Questo tipo di approccio prende il nome di Mindfulness, ovvero prestare attenzione al momento presente, in maniera intenzionale e non giudicante. È stato osservato empiricamente che la pratica della Mindfulness ha numerosi benefici, come riduzione della pressione sanguigna, rinforzamento del sistema immunitario, rallentamento di alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, trattamento di ansia e depressione, ADHD, ecc.

Il programma ha una durata di 14 mesi e, se sembra un lungo periodo di tempo, occorre ricordare che non è facile né immediato togliere certi automatismi appresi inconsapevolmente durante il corso del tempo e sostituirli con altri automatismi funzionali. La pratica della meditazione offre un intervento che non include farmaci e può essere utilizzata anche da chi ha provato altre vie senza successo.

 

Antonella Montano

Riferimenti:

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