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Ecco perché leggere email di lavoro a casa fa male

Ecco perché leggere email di lavoro a casa fa male
Ecco perché leggere email di lavoro a casa fa male

Ecco perché leggere email di lavoro a casa fa male

Gli smartphone in primo luogo, ma anche altri device come i tablet, hanno propagato la diffusione della tecnologia praticamente ovunque nello spazio e ci hanno reso connessi a internet potenzialmente 24 ore su 24. Questo significa che è normale ricevere messaggi privati (ed email) durante l’orario di lavoro e messaggi di lavoro durante il tempo privato.

Da una parte, questo è sinonimo di flessibilità lavorativa: è un vantaggio poter svolgere determinate mansioni non necessariamente sul posto di lavoro e al di là delle ore stabilite. Da un’altra, un innegabile svantaggio è quello di rendere il confine tra lavoro e tempo libero sfumato e non poter effettivamente “staccare” dal lavoro e, quindi, riposarsi. Leggere e rispondere a email e messaggi riguardanti il lavoro mentre si stanno passando delle ore in famiglia significa togliere energie, tempo e attenzione a partner e figli. Le necessità familiari passano da priorità a interferenza, seppure temporaneamente.

Una recente ricerca (Carlson et al., 2017) ha voluto focalizzarsi sull’uso della tecnologia al di fuori dei normali orari lavorativi, in particolare durante il tempo passato in famiglia, e sugli effetti sia sulla relazionale familiare che sulla qualità del lavoro.

Questa ricerca è particolarmente interessante perché osserva due fenomeni da un’angolazione più ampia. I due fenomeni sono: spillover (straripamento), ovvero l’abitudine di uno dei partner di controllare lo smartphone per motivi lavorativi durante il tempo in famiglia; crossover (miscuglio) dei due differenti domini lavorativo e familiare, che accade quando le esperienze di uno dei partner influenzano quelle dell’altro.

E’ stato già osservato che lo stress negativo percepito da uno dei due (distress) influenza la soddisfazione coniugale dell’altro. L’angolazione più ampia esplorata in questa ricerca riguarda gli effetti che lo spillover ha sulla famiglia e la presenza di crossover sul lavoro di entrambi i partner.

Secondo il modello delle risorse lavoro-famiglia (Work-Home resources), le persone cercano di accumulare e proteggere risorse importanti per raggiungere degli scopi, dunque l’uso di smartphone per lavoro durante il tempo in famiglia si configura come esaurimento delle risorse nella gestione del conflitto lavoro-famiglia. Proprio questo conflitto e questa perdita di risorse potrebbe creare tensioni in famiglia. Il tentativo di risolvere tali tensioni riduce la quantità di risorse da dedicare al lavoro.

I risultati della ricerca riportano che lo spillover ha un impatto negativo sul lavoro in termini di minore soddisfazione e performance peggiore di entrambi i partner, mostrando come le esperienze delle persone coinvolte in una relazione di coppia influenzano l’un l’altro. Dunque la (cattiva) abitudine di portarsi il lavoro a casa e togliere tempo alla famiglia non solo peggiora la qualità della vita e crea tensioni in famiglia ma, proprio per questo, peggiora anche la performance lavorativa di entrambi i partner, coinvolgendo quindi due domini lavorativi.

Questa ricerca ha evidenti implicazioni per le aziende. Sebbene i manager probabilmente hanno poco a cuore il lavoro dei partner dei loro impiegati, dovrebbero invece fare attenzione a come le tensioni che sorgono in famiglia possono influire negativamente sulla produttività degli impiegati stessi quando viene loro richiesto (implicitamente o esplicitamente) di continuare a essere connessi al lavoro, oltre gli orari del contratto. Questi manager, senza saperlo, stanno sabotando la loro stessa azienda. Al contrario, sarebbe più vantaggioso essere consapevoli degli effetti a catena delle richieste lavorative fatte ai propri impiegati così da non contribuire alle tensioni familiari e a risultati lavorativi scadenti.

Riferimenti:

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