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Quali sono gli effetti del bullismo, dell’abuso e del neglect in età adulta?

effetti del bullismo, dell’abuso e del neglect in età adulta

Photo by Clint McKoy on Unsplash

Particolari eventi di vita negativi, esperiti durante l’infanzia, sembrerebbero lasciare il segno in età adulta. Ciò è quanto afferma la letteratura scientifica a riguardo. Depressione, ansia cronica, attacchi di panico e PTSD sono solo alcune delle conseguenze più comuni dell’abuso sulla salute mentale delle vittime.

I bambini che subiscono eventi relativi a forme di violenze interpersonali, tra cui aggressioni o abusi sessuali e fisici, mostrano il più alto rischio di insorgenza di un PTSD con una stima indicata tra il 30 e il 70% dei casi (McLaughlin, Brent, & Hermann, 2018; McLaughlin et al.,2013; Widom, 1989). L’abuso sui minori porta inevitabilmente con sé profondi effetti sulla traiettoria evolutiva del bambino, sia immediati che a lungo termine. Infatti, generalmente con il passare del tempo, il suo impatto devastante tende a tramutarsi in disturbi clinici, nell’abuso di sostanze e nella difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali gratificanti (Springer, Sheridan, Kuo, &Carnes,2003).

Tuttavia, l’associazione tra specifici tipi di maltrattamento ed esiti sulla salute fisica e mentale non è stata così ben delineata (Sweeting, Garfin, Holman, & Silver, 2020). Ricerche precedenti hanno indicato che determinate tipologie di maltrattamenti, come ad esempio, forme di abuso verbale da parte dei genitori, abusi sessuali e l’aver assistito a violenze domestiche, incidono negativamente su particolari regioni cerebrali – corteccia uditiva, visiva e somatosensoriale – (Teicher&Samson, 2016), suggerendo dunque, che forme specifiche di maltrattamento si associano, mediante modalità diverse, ai sistemi sensoriali e ai percorsi neurali coinvolti nell’esperienza avversiva.

Un nuovo studio, condotto da Sweeting e colleghi (2020) si è proposto l’obiettivo di esaminare le associazioni tra bullismo infantile, maltrattamenti e le diverse conseguenze in età adulta.

Gli autori hanno preso in esame tre gruppi di partecipanti tra il 2013 e il 2015. Da un campione iniziale di oltre 4000 persone conclusero lo studio 2906 partecipanti. Il campione, di per sé molto vario, copriva un ampio background educativo e socio-economico, ed era costituito per il 52,37% da donne. L’età dei partecipanti era compresa tra 18 e 93 anni, con un età media di 46,8 anni.

In un primo momento, i soggetti, reclutati dallo studio,furono invitati a completare un assessmentsulle esperienze negative esperite durante l’infanzia. A tal fine, fu adoperato il Lifetime StressExposure Inventory che permise di rilevare forme di maltrattamento quali: essere stati vittime di bullismo, di abusi sessuali e fisici, neglect da parte dei propri genitori e l’aver assistito a forme di violenze in casa.

Successivamente, gli autori esplorarono un’altra serie di fattori relati alle conseguenze in età adulta:

  1. Il primo fattore, ovvero l’esposizione a eventi di vita negativi recenti,f u indagato attraverso la scala NLEs, la quale permise di valutare 33 tipi diversi di eventi associati alla violenza, alla perdita, ad incidenti e ferite;
  2. Per misurare l’indice di distress globale, lo studio impiegò una versione abbreviata del Brief Symptom Inventory;
  3. La paura generalizzata del futuro ebbe l’obiettivo, invece, di esplorare la paura o la preoccupazione per possibili attacchi terroristici, catastrofi naturali, violenze, questioni finanziarie, ecc.;
  4. Allo scopo di valutare la compromissione funzionale sociale e lavorativa,gli autori si avvalsero, invece, di quattro item estratti dal MOS Short-Form HealthSurvey (SF-36);
  5. Infine, i disturbi di salute mentale e fisica, già diagnosticati, furono approfonditi seguendo alcune domande adattate dal CDC National HealthInterview.

Risultati

Generale

L’80,83% del campione riportò almeno un episodio recente legato ad eventi di vita negativi (NLE). Oltre il 20% dei partecipanti riportarono almeno una diagnosi legata alla propria salute mentale e circa il 60% di loro, riferì di un disturbo fisico. I dati ottenuti dal campione mostrarono come durante l’infanzia, oltre il 25% dei partecipanti fu vittima di bullismo, il 15% di abusi fisici ed il 16% riferì di aver assistito a comportamenti violenti tra i genitori. Quasi l’11,5% riportò di abusi sessuali e oltre l’8,5% di forme di neglect genitoriale. Il bullismo, l’abuso fisico e l’abuso sessuale sono stati associati a un maggior numero di NLE.

Distress Globale

I partecipanti che riscontrarono più NLE mostrarono un maggior distress. Tuttavia, quelli più anziani e con uno status economico migliore ottennero punteggi minori al Brief Symptom Inventory. Il bullismo, da solo, evidenziò un’associazione diretta con un maggiore distress globale.

Paura generalizzata del futuro

Dalle variabile demografiche, emerse come le persone con un maggior grado di istruzione e con un reddito elevato riferirono di una minore angoscia per il futuro. Tuttavia, ciò non avvenne anche per le donne e per le persone con più NLE. Il bullismo, l’abuso fisico e l’abuso sessuale infantile mostrarono significativi effetti indiretti sulla paura del futuro in associazione ai propri recenti eventi di vita negativi. Il bullismo e la testimonianza a violenze domestiche rivelarono, altresì, un effetto diretto con la crescente paura del futuro.

Compromissione funzionale

I partecipanti che segnalarono NLE più recenti indicarono anche un peggior funzionamento sociale e lavorativo. Il bullismo, l’abuso fisico e l’abuso sessuale infantile erano, anche in questo caso, indirettamente correlati ad una compromissione funzionale, sempre attraverso esperienze di NLE recenti. Gli autori individuarono, inoltre, che il neglect e l’abuso sessuale erano direttamente collegati all’aumento della compromissione funzionale in età adulta.

Disturbi mentali e fisici

Tutte le forme di maltrattamento infantile prese in considerazione, eccetto per l’aver assistito a violenze domestiche, erano associate alla presenza di un maggior numero di disturbi mentali in età adulta, rispetto a coloro che non riportarono le suddette esperienze negative. Inoltre, il bullismo e l’abuso sessuale mostrarono una maggiore correlazione con malattie fisiche.

In conclusione, il presente studio fornisce interessanti spunti circa l’associazione tra le diverse esperienze avversive subite durante l’infanzia e il loro impatto psichico e fisico in età adulta. I dati sembrerebbero, altresì riflettere la presenza di un forte legame esistente tra le forme di maltrattamento infantile con l’esposizione, da adulti, a eventi di vita negativi.

Si aggiungono così nuovi elementi per la comprensione dei fenomeni negativi presi in esame. Ad esempio, per quanto concerne il bullismo, i dati ottenuti mostrano un’associazione con un maggior distress globale, una paura del futuro e problemi di salute di natura mentale e fisica, ma allo stesso tempo non si rilevano associazioni con la compromissione funzionale in età adulta. Lo studio pertanto, espande in modo importante la comprensione dei maltrattamenti subiti in età evolutiva, offrendo una nuova chiave di lettura nell’ottica della prevenzione e dell’intervento sull’adulto.

Bibliografia

  • McLaughlin, K., Brent, D., & Hermann, R. (2018). Posttraumatic stress disorder in children and adolescents: Epidemiology, pathogenesis, clinical manifestations, course, assessment, and diagnosis.
  • McLaughlin, K. A., Koenen, K. C., Hill, E. D., Petukhova, M., Sampson, N. A., Zaslavsky, A. M., & Kessler, R. C. (2013). Trauma exposure and posttraumatic stress disorder in a national sample of adolescents. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry52(8), 815-830.
  • Springer, K. W., Sheridan, J., Kuo, D., & Carnes, M. (2003). The long-term health outcomes of childhood abuse. Journal of general internal medicine18(10), 864-870.
  • Sweeting, J. A., Garfin, D. R., Holman, E. A., & Silver, R. C. (2020). Associations between exposure to childhood bullying and abuse and adulthood outcomes in a representative national US sample. Child Abuse & Neglect101, 104048.
  • Teicher, M. H., & Samson, J. A. (2016). Annual research review: Enduring neurobiological effects of childhood abuse and neglect. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 57, 241-266.
  • Widom, C. S. (1989). Does violence beget violence? A critical examination of the literature. Psychological bulletin106(1), 3-28.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Giulia Gabelli - Psicologa - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio dal 17/09/2012 n. 19457. Esperta in psicopatologia dell’apprendimento e delle dipendenze. Negli anni ha maturato una esperienza clinica sia in ambito pubblico che in strutture private. Attualmente svolge attività clinica con pazienti adulti occupandosi prevalentemente di disturbi d’ansia, disturbi depressivi e disturbi di personalità. Per l’età evolutiva il suo lavoro si concentra prevalentemente sugli aspetti di  valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi cognitivi, dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e delle problematiche associate, quali difficoltà comportamentali, emotive e relazionali. Si è interessata a progetti di prevenzione di disagio durante l’infanzia e l’adolescenza sia a carattere regionale che per il Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). E’ inoltre Terapeuta EMDR di primo livello.
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