Eiaculazione precoce: un problema solo maschile?

Eiaculazione precoce: un problema solo maschile?

Eiaculazione precoce

Photo by Evie S. on Unsplash

L’eiaculazione precoce 

Quando prematuramente, cioè a seguito di una stimolazione minima e insufficiente a far godere del rapporto sessuale entrambi i partner, si manifesta l’eiaculazione, si può parlare di eiaculazione precoce. È però la frequente persistenza con cui si verifica a configurarlo come un disturbo sessuale

, pare il più comune tra quelli maschili in quanto riguarderebbe un uomo ogni tre. Con conseguenze, il più delle volte, deleterie sia per il benessere emotivo di chi ne soffre che per la coppia, perché spoglia il sesso delle sue componenti di gioco e piacere appesantendolo con sentimenti come la vergogna e la frustrazione. Sebbene, evoluzionisticamente parlando, eiaculare rapidamente ha da sempre rappresentato un vantaggio per la sopravvivenza della specie (e lo è ancora, per gli animali) e prima dei gloriosi Anni Sessanta con i suoi movimenti di liberazione femminile la “conclusione” della donna e, di conseguenza, la durata del rapporto sessuale, non erano minimamente presi in considerazione, né dalla scienza né tantomeno dalla società. 

Quali strategie d’intervento

Lo stigma che lo accompagna, di uomo poco duro e vigoroso, quindi incapace di soddisfare la partner, è però talmente radicato e questa disfunzione eiaculatoria diffusa, che anche la tecnologia si è adeguata: all’ultimo Consumer Electronics Show 2022, evento dedicato all’high-tech che si tiene annualmente a Las Vegas, una società statunitense specializzata in salute e benessere sessuali ha presentato un dispositivo simile a un cerotto che, applicato tra scroto ed ano prima del rapporto, rilascia tramite un’app e un’unità wireless TENS

 lievi impulsi elettrici, permettendo di frenare la voglia di lasciarsi andare all’orgasmo. Un po’ complicato? Forse, ma sembra che il dispositivo non provochi alcun dolore o fastidio al suo utilizzatore

. Una volta accertatisi che, a monte, non vi siano delle cause organiche tramite gli opportuni esami medici, in un’ottica cognitivo-comportamentale le strategie che oggi si privilegiano nel trattamento dell’eiaculazione precoce mirano ad aumentare il controllo dell’interessato incrementandone la latenza eiaculatoria, ovvero il tempo che intercorre tra l’introduzione del pene in vagina e l’eiaculazione, attraverso: un lavoro di tipo psicoeducativo, ad esempio, sull’anatomia sessuale, la consapevolezza del proprio corpo e i fattori che la causano; un addestramento alle tecniche come lo stop and start e lo squeeze, da praticare come compiti a casa da soli e in coppia; l’uso di creme, anelli o preservativi ritardanti e di psico-farmaci quali i bloccanti alfa-adrenergici o gli antidepressivi serotoninergici, riducibili gradualmente, fino alla sospensione, non appena l’uomo acquisisce un maggior senso di autocontrollo.

L’orgasmo precoce femminile

Potrebbe sembrare strano, ma il disturbo dell’orgasmo precoce può interessare anche le donne, pur essendo difficilmente diagnosticabile rispetto alla più nota e lamentata anorgasmia. Anche l’evidenza scientifica è a tutt’oggi molto scarsa: quasi il 15% del totale delle intervistate nell’ambito di uno dei pochi studi esistenti sull’argomento

 ha riportato una difficoltà nel gestire le tempistiche dell’orgasmo e di sperimentarne spesso o sempre uno più in fretta di quanto desideri. Solitamente l’orgasmo precoce nelle donne è seguito dal fastidio o disagio nella continuazione del rapporto sessuale principalmente a causa dell’iperstimolazione del clitoride, divenuto troppo sensibile dopo l’orgasmo per tollerare un’ulteriore attività in tempi ravvicinati; o del senso di colpa per non essersi sapute trattenere. 

 

 

Riferimenti sito-bibliografici:

  • Carvalho S, Moreira A, Rosado M, et al. (2011). Female premature orgasm: Does this exist? Sexologies 2011.08.008, 2011.
  • Metz Michael E., McCarthy Barry (2006) Superare l’eiaculazione precoce, Eclipsi, collana Liberamente.
  • www.fanpage.it
  • www.vanityfair.it
  • www.vice.com

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).

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