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Enuresi notturna e interventi comportamentali

Enuresi notturna

Photo by zhenzhong liu on Unsplash

L’enuresi notturna è caratterizzata da una perdita involontaria e intermittente di urina durante il sonno, nei bambini di età superiore ai 5 anni e in assenza di un altro disturbo fisico che giustifichi la minzione involontaria. Questo disturbo è estremamente comune, ma nella maggior parte dei casi passa con l’avanzare dell’età, infatti solo nel 2% dei casi persiste dopo i 13 anni.

L’enuresi notturna ha una base genetica (la familiarità è stata riscontrata in quasi l’80% dei casi) ed è più frequente nei maschi. Il disturbo è risultato associato a stipsi ed encopresi, problemi cognitivi, disturbi dell’attenzione, disturbi psicologici e comportamentali.

Gli interventi comportamentali si sono dimostrati molto efficaci, e questi includono: schemi di minzioni programmate, sistemi di allarme ed esercizi di riabilitazione vescicale.

I trattamenti non farmacologici prevedono sempre una fase di descrizione e comprensione del disturbo, per poi procedere con il fornire delle istruzioni sui comportamenti adeguati e di supporto finalizzate alla riduzione dei sintomi. Ecco alcuni esempi:

  1. Vengono date precise indicazioni sulla corretta assunzione di liquidi; ad esempio, viene consigliato di eliminare l’assunzione di bevande a base di caffeina.
  2. Il bambino dovrebbe urinare ogni 2-3 ore durante il giorno ed evitare di trattenere la pipì quando sente lo stimolo di urinare. La sera deve urinare prima di andare a letto e non deve bere eccessivamente.
  3. Può essere previsto l’utilizzo dell’allarme notturno. L’alarm training è un famoso intervento comportamentale (si basa sui principi del condizionamento operante) ideato nel 1938 e di dimostrata efficace a lungo termine (Caldwell et al., 2013). Viene posto un allarme nella biancheria intima (o nelle lenzuola) del bambino in modo che il sensore possa rilevare l’umidità provocata dalla fuoriuscita dell’urina. Quando lo strumento rileva la presenza di urina l’allarme inizia a suonare, svegliando il bambino.
  4. Vengono fornite delle specifiche indicazioni per aiutare il bambino a rilassare i muscoli del pavimento pelvico.

Un aspetto molto importante è quello che riguarda la relazione dei genitori rispetto al problema di enuresi notturna. I genitori devono essere invitati e aiutati alla gestione del problema evitando punizioni, disapprovazione o rabbia manifesta nei confronti del figlio.

 

Riferimenti bibliografici

  • Caldwell, P.Y., Deshpande, A. & von Gontard, A. (2013). Management of nocturnal enuresis. British Medical Journal, 347: f625.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cristina Marzano - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).
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