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Eventi traumatici infantili e dipendenze patologiche: un rapporto di causalità?

Eventi traumatici infantili e dipendenze patologiche

Ohoto by Larm Rmah on Unsplash

Molti studi scientifici evidenziano il ruolo del trauma infantile nello sviluppo delle dipendenze patologiche, caratterizzate dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento (Caretti et al., 2005; Khoury et al. 2010; Mosquera et al. 2011; Heffner et al. 2011).

I traumi subiti durante l’infanzia possono riguardare un abuso fisico, sessuale, psicologico e/o esperienze di neglect. Le emozioni derivate dall’abuso, sono vissute dal soggetto come dolorose, insostenibili e invalidanti. Per fronteggiare il ricordo doloroso di queste esperienze, il soggetto potrebbe cercare di dissociarsi dalla realtà attraverso varie forme di dipendenza quali sesso, internet, shopping compulsivo, alcool, droga.

Da un punto di vista neurologico, l’esperienza correlata al maltrattamento infantile è alla base di alcune anomalie nella struttura cerebrale del cervello come la corteccia prefrontale, frontale, la regione dell’ippocampo e l’amigdala coinvolti in sistemi organizzativi neuronali deputati anche a processare e regolare le funzioni della memoria e delle emozioni.

Utilizzando le parole del neuroscienzato Macr Lewis: “Più tempo trascorri nel tuo stato di dipendenza, più i segnali collegati alla tua droga o bevanda di scelta accenderanno il sistema della dopamina diminuendo l’attività nelle aree del cervello responsabili del giudizio e del processo decisionale”

Gli studi

In ambito clinico, sono state condotte numerose ricerche sulla correlazione tra abuso fisico durante l’infanzia e abuso di sostanze. Lo studio di Dube (2003), basato su un campione di 8613 partecipanti, ha rilevato come i soggetti abusati fisicamente e sessualmente nei primi anni di vita, abbiano sviluppato nel corso degli anni una tossicodipendenza in percentuale da due a quattro volte maggiore rispetto ad individui con una storia di vita priva di abusi. Il rischio aumenta drammaticamente, con il sommarsi degli episodi con un’incidenza massima tra i 14 e 15 anni.

Tali risultati sono confermati anche dallo studio di Dinc. et al. (2019), in cui si analizza un campione di 322 partecipanti con diverse tipologie di dipendenza, da cui emerge come il 97,5 % del campione sia stato esposto almeno una volta ad un evento traumatico e circa il 22% presenti una diagnosi di PTSD (Post Traumatic Stress Disorder).

Interessante è anche lo studio di Gugliandolo (2019) su 311 partecipanti tra i 18 e 26 anni. L’obiettivo dello studio era quello indagare le cause che portano ad uno sviluppo dipendente dalle nuove tecnologie.

Dai risultati emerge come uno stile genitoriale controllante, invalidante e abusante emotivamente diventa un fattore di rischio per lo sviluppo delle “New Addiction” quali: l’utilizzo da Internet, da smartphon e dai social network. Dunque è possibile ipotizzare che per i giovani traumatizzati, rifugiarsi nella rete rappresenti un tentativo di “evasione” dalla realtà.

Conclusioni

Comprendere la relazione tra trauma e dipendenza, è il primo passo in psicoterapia per intervenire e prevenire possibili ricadute e il lavoro necessita di una ottima alleanza terapeutica e di un approccio integrato.

La dipendenza non è una patologia che “entra” casualmente nella vita di una persona, ma si “nutre” di una vulnerabilità di base derivata da esperienze di vita negative.

Il piacere che il soggetto ricava da qualsiasi forma di dipendenza patologica, deve essere “letto” dal clinico come un meccanismo protettivo, il cui scopo è quello di “vivere” una realtà parallela dissociando da qualsiasi emozione, pensiero, sensazione e reazione fisiologica.

Si potrà quindi parlare di “guarigione” dal trauma e da una dipendenza solamente quando la persona riconquisterà finalmente la propria mente, il proprio corpo, le proprie emozioni e la propria vita.

Fonti:

  1. Steele, S. Boon, O. Hart (2017) “La cura della dissociazione traumatica. Un approccio pratico e integrativo.” Edizioni Mimesis, Milano.
  2. Montano, R. Borzì (2019) “Manuale di intervento sul trauma”. Edizione Erickson, Trento.
  3. S.R Dube (2003) “Childhood abuse, neglect, and household dysfunction and the risk of illicit drug use: the adverse childhood experiences study”. Pediatrics. 111(3):564-72
  4. Dinc, M., Isik, S., Ogel, K. e Seker, BC (2019). “Incidenza e caratteristiche del trauma psicologico nel disturbo da abuso di alcol e sostanze.” Addicta-the turkish journal on addictions,.6, 2, 331-336.ù
  5. M.C. Gugliandolo, V. Verrastro, F. Liga (2019) “Parenting invalidante e dipendenze tecnologiche: il ruolo del controllo psicologico genitoriale”. Maltrattamento e abuso all’infanzia. 21(3) 55-74.

Autore/i dell’articolo

Manuela Fiori
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio dal 25/11/2013 con il N. 20227. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, occupandosi prevalentemente di disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbo ossessivo compulsivo e disturbi di personalità. Si avvale inoltre della Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI), aggiornando la sua formazione con autorevoli professionisti del settore.
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