Fibromialgia e insonnia

Fibromialgia e insonnia

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La fibromialgia è una sindrome da dolore cronico di eziologia sconosciuta che è caratterizzata da dolore diffuso, rigidità muscolare e astenia. Si ritiene sia legata ad alterazioni nel processamento degli stimoli dolorosi e i pazienti che ne sono affetti mostrano un’amplificazione della percezione del dolore a livello centrale.

Numerosi studi hanno mostrato che le persone con fibromialgia presentano una qualità del sonno peggiore rispetto alla popolazione generale e ai pazienti con altre malattie reumatiche (Choy, 2015), e vi è un accordo unanime nel ritenere i problemi del sonno presentati come delle manifestazioni strettamente associate a questo disturbo.

In chi soffre di fibromialgia, con il passare del tempo, si instaura un circolo vizioso in cui la presenza di insonnia aumenta il dolore che, a sua volta, determina un peggioramento del sonno. Tutto ciò alimenta la sofferenza del paziente e contribuisce al deterioramento della sua qualità di vita.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) rappresenta uno dei trattamenti di prima scelta per la fibromilagia (Thieme et al., 2017) ed è ormai noto che venga anche utilizzata con considerevole successo per il trattamento dell’insonnia. Intervenire in maniera congiunta su sonno e dolore cronico, dunque, sembra essere una soluzione efficace per aiutare le persone con fibromialgia.

La ricerca

Lo studio di Prados e collaboratori (2020) è stato effettuato su delle donne che presentavano insonnia e fibromialgia. Alcune di loro sono state assegnate alla TCC centrata sul dolore cronico, mentre le altre alla TCC centrata sia sui sintomi dolorosi che sull’insonnia. Alla fine del trattamento nel primo gruppo è stato rilevato un aumento del tempo totale di sonno e una diminuzione del sonno più superficiale, seppur in assenza di miglioramento nella qualità del sonno auto-percepita. I risultati relativi al secondo gruppo hanno mostrato la presenza di miglioramenti significativi nelle misure legate alla presenza di un sonno più ristoratore (p.e., più alta efficienza del sonno, minor veglia intra-sonno e maggiore quantità di stadio 4) e nella qualità del sonno auto-percepita.

Un sonno più ristoratore può certamente aiutare le persone con fibromialgia, quindi si sottolinea la necessità di utilizzare congiuntamente interventi di TCC rivolti al dolore cronico e all’insonnia.

Riferimenti bibliografici

  • Choy E.H.S. (2015). The role of sleep in pain andfibromyalgia. Nature Reviews Rheumatology, 11: 513-520.
  • Prados G., Miró E., Martínez M.P., Sánchez A.I., Lami M.J. & Cáliz R. (2020). Combined cognitive-behavioral therapy forfibromyalgia: Effects on polysomnographic parametersand perceived sleep quality. International Journal of Clinical and Health Psychology, 20: 232-242.
  • Thieme K., Mathys M. & Turk D.C. (2017). Evidenced-basedguidelines on the treatment of fibromyalgia patients: Are theyconsistent and if not, why not? Have effective psychologicaltreatments been overlooked? Journal of Pain, 18: 747-756.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cristina Marzano - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).
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