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Siamo sicuri che gattonare sia solo una fase di passaggio?

Gattonare

Photo by The Nigmatic on Unsplash

Nuove frontiere sullo studio dell’ontogenesi del movimento umano

Tutti noi abbiamo chiara in mente l’immagine che ritrae l’evoluzione umana: dall’australopiteco fino all’homo sapiens sapiens, fiero sulle sue gambe. un essere vivente bipede alla scoperta del mondo. Ma siamo sicuri sia davvero cosi?

Noi sappiamo che la posizione eretta e la motricità bipede è una caratteristica peculiare degli esseri umani a lungo studiata da scienziati ed antropologi mentre poco spazio è stato dato al gattonare che i cuccioli di uomo fanno prima di imparare a camminare. Eppure i movimenti che avvengono prima che il bambino assuma una posizione eretta sembrano avere un impatto molto importante sullo sviluppo di diversi domini cognitivi (Anderson et al., 2018).

Negli anni passati erano comune pensare che fossero due i movimenti principali di locomozione dei bambini e che fossero semplici “rituali di passaggio” al vero movimento umano: il camminare. Questi movimenti erano strisciare e gattonare. Adesso i ricercatori e i clinici della prima infanzia preferiscono parlare solamente di gattonare dividendo il movimento in due varianti: o con il supporto di braccia e ginocchia (hands and Kneews crawling) o facendo riferimento alla pancia (belly crawling).

Eppure non sono soltanto i bambini a gattonare: basti pensare a tutti i video che girano sul web di circensi e artisti di strada che corrono o si arrampicano usando tutti e 4 gli arti.

Lo sguardo sul movimento dell’uovo è in piena rivoluzione: i ricercatori suggeriscono infatti che bisogna cambiare prospettiva sull’argomento e non vedere più il camminare come un’attiva che implica il solo uso delle gambe. Chi di voi non oscilla le braccia quando cammina? Braccia, gambe, tronco: un vero e proprio network neurospinale che evidenzia come anche gli adulti della specie umana abbiamo una organizzazione motoria quadrupede. Se guardassimo una persona camminare a rallentatore vedremmo come il picco del movimento dell’arto superiore coincida perfettamente con la fine del movimento della gamba ipsilaterale ovvero quando il piede è completamente poggiato.

A partire da questi dati un gruppo di ricercatori dell’università Descartes di Parigi guidati da Marianne Barbu-Roth l’anno scorso hanno voluto indagare l’esistenza di un pattern neurale che colleghi gli arti inferiori e superiori presente già sin dalla nascita. Molto poco infatti si sa sul movimento quadrupede nei primi momenti di vita visto anche, come precedentemente detto, il gattonare sia stato per anni visto come una tappa di passaggio verso la posizione eretta.

Il mondo scientifico interessato all’argomento invece, ha cominciato a considerare il gattonare, camminare, calciare o nuotare come parti dello stesso sistema locomotore semplicemente espresso in diverse posizioni e contesti (Barbu-Roth et al., 2014). In questa ottica camminare non è altro che una manifestazione parziale del gattonare o del nuotare (Forma et al., 2018). Nello specifico si è voluto indagare se fosse già presente il gattonate nei neonati e se fosse caratterizzato da quel movimento in diagonale presente sia negli animali che negli umani in quadrupedìa-.

L’esperimento ha avuto luogo all’ospedale Port Royal di Parigi e sono stati presi in esame 60 neonati con due giorni di vita che presentavano un indice Apgard 8 dopo 5 minuti dalla nascita e in assenza di patologie. L’esperimento ha previsto due condizioni: i bambini venivano adagiati in posizione prona su un materassino pediatrico senza supporti per la testa o il tronco (condizione materassino) oppure venivano adagiati su un mini skateborad (condizione Crowliskate®). Il movimento dei piccolissimi è stato registrato tramite dei markers indossati dai neonati tramite degli appositi indumenti o bande elastiche. Il compito consisteva nel gattonare per 1 minuto in entrambe le condizioni sopra presentate.

I risultati hanno dimostrato che nella condizione “materassino” i neonati avevano difficoltà a darsi la spinta e tentavano di farlo utilizzando per primi gli arti inferiori come se stessero camminando in posizione orizzontale. Cosa molto diversa avviene nei neonati con cui è stato usato il mini skateboard.

Non avendo infatti la difficoltà legata alla frizione del loro pancino sulla superfice, i neonati hanno mostrato una capacità di movimento quadrupede usando per un numero equivalente di volte i movimenti delle braccia e delle gambe dimostrando come la coordinazione tra gli arti presenti durante il gattonare o il camminare lo sia già alla nascita. Inoltre era evidente come i movimenti delle gambe e delle braccia (calciare e muovere le braccia su e giù) fossero i precursori de movimenti presenti durante il camminare in età adulta. Inoltre lo studio ha dimostrato come i neonati siano già in grado di organizzare i momenti di estensione delle gambe. Sembra quindi essere già attivo nei neonati un sistema neuromuscolare che agganci tutti e 4 gli arti validando la teoria della quadrupedìa per cui il movimento diagonale che caratterizza il gattonare con le mani e le ginocchia sarebbe già presente durante lo sviluppo fetale.

Per la prima volta quindi, è stato dimostrato come anche i neonati siano in grado di compiere movimenti in quadrupedìa anche solo dopo 48 ore di vita. Sembra quindi che il pattern che permette il movimento armonioso tra braccia e gambe tipico del camminare adulto sia già presente “in utero”. Alla luce di quanto scoperto il Crawliskate® potrebbe essere uno strumento prezioso anche per aiutare i bambini a rischio di sviluppare problematiche relative al movimento. Inoltre questa stimolazione potrebbe anche avere degli effetti positivi sul sistema nervoso in termini di sviluppo della motricità indipendente.

Speriamo che da Parigi continuino ad arrivare risultati incoraggianti.

Bibliografia

  • Anderson, D. I., Uchiyama, I., Campos, J. J., He, M., Dahl, A., Walle, E. A., & Barbu-Roth, M. A. (2018). Recent advances in understanding the link between locomotor experience and psychological development. Behavioral Science Research, 56, 73–102.
  • Barbu-Roth, M., Anderson, D. I., Despres, A., Streeter, R. J., Cabrol, D., Trujillo, M., . . . Provasi, J. (2014). Air stepping in response to optic flows that move toward and away from the neonate. Developmental Psychobiology, 56, 1142–1149. https://doi.org/10.1002/dev.21174
  • Forma, V., Anderson, D.I., Provasi, J., Soyez, E., Martial, M., Huet, V., Granjon, L., Goffinet, F., Barbu-Roth, M. A. (2019). What Does Prone Skateboarding in the Newborn Tell Us About the Ontogeny of Human Locomotion? Child Development, 90:4,1286-1302

Autore/i dell’articolo

Roberta Rubbino
Psicologa-Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnostica, Responsabile Area Età Evolutiva "Beck for Kids" e docente dell'Istituto A.T.Beck .Si occupa prevalentemente di clinica relativa all’infanzia e all’ adolescenza. Per anni ha lavorato nell'ambito della neuropsicologia dell'età adulta e dell'età evolutiva in strutture ospedialiere in Italia e all'estero sia ai fini clinici che di ricerca. In Istituto si occupa anche della organizzazione e realizzazione dei gruppi di Mindfulness per pazienti oncologici (MBCT-CA). La dott.ssa Rubbino è full member della Società Internazionale di Schema Therapy (SIST) e membro fondatore della Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED). Di recente insieme alla dott.ssa Montano ha curato l'edizione italiana del protocollo di Mindfulness per bambini ansioni (MBCT-C).
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