Genere non binario e psicoterapia: raccomandazioni cliniche

Genere non binario e psicoterapia

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Le cinque aree su cui si focalizzano gli interventi clinici secondo l’approccio GALA (Gender Affermative Lifespan Approach), presentato nell’articolo precedente, sono le seguenti:

(1) Alfabetizzazione sul concetto di genere;

(2) Resilienza;

(3) Andare oltre li binarismo;

(4) Sessualità positiva;

(5) Interventi medico-chirurgici.

In che modo quindi lo psicoterapeuta può aiutare il suo cliente/paziente, prendendo in considerazione le varie aree nel lavoro clinico? Di seguito alcune raccomandazioni utili:

 

ALFABETIZZAZIONE SUL CONCETTO DI GENERE

Il primo componente dell’approccio GALA è lo sviluppo di una maggiore consapevolezza rispetto al genere e all’identità di genere, finalizzata a mettere in discussione la visione binaria. Il cliente viene aiutato ad identificare e distanziarsi dalle narrazioni di genere oppressive, ormai interiorizzate e rese invisibili da una cultura binaria dominante e pervasiva. La psicoeducazione e la ristrutturazione cognitiva sono strumenti utili per riconoscere e modificare i pensieri, gli atteggiamenti, i pregiudizi e gli stereotipi fondati sul binarismo di genere. 

RESILIENZA

Il cliente/paziente viene supportato dal clinico nella gestione e nel superamento delle avversità che si trova ad affrontare nelle situazioni critiche di vita quotidiana, cercando e creando luoghi sicuri (ad es. famiglia, amici, comunità e associazioni LGBITQ+ online/reale) per trovare spazi di espressione e ricevere validazione e supporto. Costruire la resilienza attraverso la condivisione della propria esperienza e il confronto con altre persone non binarie è una risposta efficace per far fronte al minority stress, trovando nuovi modelli di riferimento da cui ricevere sostegno ed imparare a difendersi contro lo stigma e gli episodi di discriminazione.

ANDARE OLTRE IL BINARISMO

Favorire l’ampliamento della visione etero/cisnormativa e esclusivamente binaria dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, che non risulta inclusiva, patologizza ogni genere non conforme e limita l’espressione sana del proprio genere e della propria sessualità. Lo psicoterapeuta sa orientarsi nello spettro di genere e valida quindi attivamente l’identità e l’espressione di genere non binaria del cliente/paziente.

SESSUALITÀ POSITIVA

Promuovere una vita sessuale sana, orientata al piacere e basata sull’affermazione della propria identità di genere. Per decenni le identità e i corpi non binari sono stati considerati patologici e medicalizzati, determinando così una scarsa conoscenza e competenza dei clinici nel favorire una sessualità sana e soddisfacente per le persone genderqueer. Gli interventi di terapia sessuale inoltre tutt’oggi presenti in letteratura sono in gran parte ideati e adattati alle persone eterosessuali e cisgender. Nell’approccio GALA invece, lo psicoterapeuta aiuta il cliente/paziente nella scoperta e validazione dei suoi desideri sessuali che può legittimamente cercare di soddisfare nei rapporti con i partner, nel pieno rispetto del suo corpo ed affermazione della sua identità di genere.

INTERVENTI MEDICI E CHIRURGICI

Per molte persone genderqueer è una vera sfida trovare professionisti della salute informati e competenti sul tema dell’incongruenza di genere e del non binarismo. Lo psicoterapeuta può dotarsi quindi di una rete di colleghi (medici e altre professioni sanitarie) con conoscenze appropriate sul tema e rispetto a tutti i trattamenti possibili, non focalizzati esclusivamente su una visione binaria del genere ma rispettosi dei desiderata del cliente/paziente.

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  
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