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In ansia per un risultato importante? Ecco come fare

Ansia

Ci siamo trovati tutti nella situazione di dover attendere una notizia il cui esito risulta molto importante per noi: il risultato di un esame universitario, di un test medico, di un colloquio di lavoro. Potremmo passare il tempo di attesa preoccupandoci o sperando per il meglio. Quale di queste strategie risulta la più vantaggiosa nella gestione dell’ansia? E, soprattutto, qual è la nostra disposizione naturale: ottimismo o pessimismo?

Secondo la ricercatrice Kate Sweeny, se vivessimo in un mondo perfetto, saremmo ottimisti più a lungo possibile per godere delle emozioni positive che si provano sperando per il meglio; quindi, al momento di conoscere la verità, potremmo tenerci forte per essere preparati al peggio. Purtroppo (o per fortuna) non viviamo in un mondo perfetto e potremmo trovarci incastrati in due meccanismi: la ruminazione, ovvero pensare e ripensare al passato (cosa avrei potuto fare o dire differentemente per assicurarmi un esito positivo) o la preoccupazione, di cui fanno parte i pensieri negativi di previsione del futuro.

In realtà, non possiamo cambiare il passato né intervenire attivamente sul futuro in situazioni che sono al di là del nostro controllo, sebbene molti di noi applichino modalità non razionali, come il fare scongiuri o leggere gli oroscopi. Queste modalità non sono altro che resti del pensiero magico, una forma mentale tipica del funzionamento cognitivo infantile per la quale mettiamo in pratica azioni o facciamo pensieri simbolici che crediamo possano avere una qualche influenza sul mondo esterno.

Tra noi ci sono comunque anche persone che, invece di soffermarsi sul passato o sul futuro, restano nel momento presente che è anche l’unico reale, il cosiddetto qui e ora su cui si focalizza la meditazione Mindfulness: invece di farci rapire dai pensieri che ci portano in tempi e luoghi diversi dal presente, manteniamo la nostra attenzione all’esperienza del momento. Questo ci aiuterà a vivere le emozioni come passeggere, a concepire i pensieri come diversi dalla realtà e mantenere un atteggiamento non giudicante sul nostro vissuto.

Chi ha una disposizione più mindful usa meno la strategia del “prepararsi al peggio” e la riserva alla fine del periodo di attesa quando può effettivamente avere un’utilità se ci dovessimo confrontare con una cattiva notizia. Essere naturalmente mindful ci aiuta a mantenere un’attitudine più ottimistica, preoccuparsi meno e percepirsi come più efficaci nel coping.

Per coloro che non hanno una predisposizione a vivere la vita mindfully c’è una buona notizia: persino una breve introduzione alla meditazione e una pratica di 15 minuti alla settimana è abbastanza per diluire lo stress dell’attesa. Non è quindi necessario essere un provetto meditatore: dedicare anche poco tempo a praticare la Mindfulness aiuta proprio coloro che ne hanno più bisogno, ovvero le persone pessimiste e con difficoltà a tollerare l’incertezza dell’attesa. 

Riferimenti sull’ansia:

 

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