Come si possono gestire i sintomi del disturbo d’ansia di malattia?

Come si possono gestire i sintomi del disturbo d’ansia di malattia?

Gestire i sintomi del disturbo d’ansia di malattia

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels

Cos’è il disturbo d’ansia di malattia

Il disturbo d’ansia di malattia si presenta quando una persona manifesta elevata preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia, nonostante l’assenza o la bassa intensità di sintomi somatici. La persona, quindi, inizia a pensare ripetutamente e si convince di essere affetta da una malattia e che vi sia una grave minaccia per la sua salute. Questa convinzione, di conseguenza, innesca una risposta ansiosa che porta alla messa in atto di comportamenti disfunzionali come ripetute richieste di rassicurazione mediante colloqui con i medici, check-up, controlli sul proprio corpo, domande a familiari e amici, ricerche su siti internet e libri; al contrario, si può presentare un evitamento disattivo (p.e., evitare visite mediche e ospedali).

Le preoccupazioni sulla salute diventano un problema quando:

  • sono eccessive;
  • risultano sproporzionate rispetto alla realistica probabilità di essere affetti da una malattia grave;
  • diventano persistenti (nonostante gli esami oggettivi non abbiano rilevato la presenza di patologie organiche);
  • causano elevata sofferenza e interferiscono con il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Trattamento

La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) è particolarmente efficace per la riduzione di frequenza e intensità dei sintomi (Axelsson & Hedman-Lagerlöf, 2019). Vengono presi in considerazione i meccanismi intrapsichici che alimentano il disturbo come l’attenzione selettiva, i comportamenti orientati al controllo, gli effetti dell’arousal fisiologico. La persona viene aiutata a esplorare una visione alternativa e più credibile delle cause e dei processi di mantenimento legati alla preoccupazione per la salute (Salkovskis et al., 2003).

È stata rilevata una correlazione positiva tra il tentativo di soppressione dei pensieri e l’ansia di malattia (Boussaid et al., 2025), infatti tentare di allontanare i pensieri intrusivi non fa altro che aumentarne la frequenza. Per questo motivo gli interventi mindfulness-based come, per esempio, l’Acceptance and Commitment Therapy, rappresentano una valida risorsa di trattamento. Le persone vengono aiutate a considerare pensieri, emozioni e sensazioni fisiche come degli eventi che non sono direttamente sotto il proprio controllo scoprendo che, invece, è possibile cambiare la relazione con le proprie esperienze interne.

Riferimenti bibliografici

  • Axelsson E. & Hedman-Lagerlöf E. (2019). Cognitive behavior therapy for health anxiety: systematic review and meta-analysis of clinical efficacy and health economic outcomes. Expert Rev Pharmacoecon Outcomes Res, 19(6): 663-676.
  • Boussaid N., Feki, Gassara I., Mhiri H.E., Omri S.,Charfi N., Ben Thabet J., Maalej M., Smaoui N., Maalej M. & Zouari L. (2025).  Suppressing Health-Related Thoughts: A Pathway to Increased Anxiety? European Psychiatry 68(S1):487-487.
  • Salkovskis P.M., Warwick H.M.C. & Deale A.C. (2003). Cognitive-Behavioral Treatment for Severe and Persistent Health Anxiety (Hypochondriasis). Brief Treatment and Crisis Intervention, 3(3): 353-

Autore/i dell’articolo

Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).
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