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E’ morto Gianni Liotti, luminare della psicoterapia cognitiva in Italia

Gianni Liotti

Ieri è scomparso, all’età di 73 anni, Gianni Liotti, psichiatra e psicoterapeuta di grande importanza e una delle figure più autorevoli del movimento italiano di psicoterapia cognitiva.

Il Dott. Liotti ha contribuito in maniera continuativa, fin dagli anni ’70 del secolo scorso, allo sviluppo della psicoterapia, in particolare la psicoterapia cognitivo-evoluzionista. È stato il socio fondatore e didatta della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) assieme al Dott. Vittorio Filippo Guidano, psichiatra e fondatore del cognitivismo post-razionalista.

Insegnante ad Harvard e autore di oltre cento pubblicazioni in tutto il mondo, nel suo ultimo libro “Sviluppi traumatici. Eziopatogenesi, clinica e terapia della dimensione dissociativa” (2011) ha parlato della correlazione tra i disturbi psicopatologici dell’adulto con i traumi psicologici che si subiscono in età infantile.

Assieme, il Dott. Liotti e il Dott. Guidano hanno scritto il libro “Cognitive processes and emotional disorders“, in cui affrontano uno degli argomenti per cui ha mostrato più interesse nel corso della sua vita, la teoria dell’attaccamento. Questa teoria, formulata dallo psicologo e psicoanalista britannico John Bowlby nella seconda metà del ‘900, parla della relazione bambino-caregiver come fondamentale per lo sviluppo della personalità e di come manifestazioni di difficoltà e disturbi in età adulta possano essere ricondotti ad esperienze infantili negative come distacco, abuso, trascuratezza. Il testo del Dott. Liotti esplora la connessione tra attaccamento disorganizzato e dissociazione patologica, diventando uno strumento di inestimabile valore e considerato un libro fondamentale del campo. Il Dott. Liotti è stato anche socio-fondatore dell’Associazione per la Ricerca sulla Psicopatologia dell’Attaccamento e dello Sviluppo e si è interessato al Disturbo Borderline di Personalità come collegato al sistema motivazionale dell’attaccamento per quanto riguarda l’eziopatogenesi.

Sulle cause dei deficit di regolazione emozionale riconducibili alle esperienze nel corso dello sviluppo parla nel suo libro “Le opere della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionista” (2001), che il Dott. Liotti arricchisce di numerosi casi clinici riportati assieme agli esempi di intervento terapeutico che, anche con l’ausilio della farmacologia, possono aiutare il paziente a riconoscere e regolare i propri vissuti emotivi, anche se gravi.

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