Gioco guidato vs Istruzione classica: questione di efficacia

Gioco guidato vs Istruzione classica: questione di efficacia

Gioco guidato vs Istruzione classica

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L’apprendimento attraverso il gioco guidato è efficace quanto metodi di istruzione classica?

Introduzione

Negli ultimi anni, nell’ambito dell’educazione della prima infanzia, si è molto discusso sul ruolo e sui benefici che il gioco libero e l’istruzione diretta, rispettivamente, hanno sull’apprendimento e sullo sviluppo dei bambini. Lo spostamento concettuale verso un approccio di “apprendimento basato sul gioco” ha riconosciuto i vantaggi combinati del gioco e dell’insegnamento tradizionale.

Nel definire il gioco come lungo uno spettro con vari gradi di autonomia del bambino, e guida dell’adulto, il “gioco guidato” si situa come a metà tra il gioco libero e l’istruzione diretta. Descrive attività ludiche che sono strutturate attorno a un obiettivo di apprendimento, ma consentono ai bambini sperimentare in autonomia.

Secondo recenti concettualizzazioni, il gioco guidato deve avere tre caratteristiche fondamentali, che combinate tra loro, forniscono un’esperienza ottimale di apprendimento (Weisberg et al., 2013):

  1. l’adulto che fornisce orientamento dovrebbe avere in mente un chiaro obiettivo di apprendimento quando imposta un’attività ludica;
  2. l’attività o l’interazione dovrebbe consentire ai bambini un certo grado di scelta e azione sul loro gioco: se l’interazione ludica inizia da un adulto, il gioco dovrebbe essere guidato dal bambino ove possibile;
  3. l’adulto dovrebbe essere flessibile nell’uso delle tecniche di orientamento (ad esempio, utilizzando domande aperte, suggerimenti, modelli) per garantire sensibilità agli interessi e ai bisogni del bambino. Ciò richiede che l’adulto guida noti, interpreti e risponda ai segnali del bambino.

Si ritiene che la combinazione di queste caratteristiche renda il gioco guidato un contesto particolarmente potente per l’apprendimento, rispetto al solo gioco libero o all’apprendimento didattico. In particolare, nel gioco guidato, l’esperienza di apprendimento è intrinsecamente significativa per il bambino poiché il gioco coltiva naturalmente il suo divertimento, motivazione e azione, mentre l’inclusione della guida da parte di un adulto estende la portata dell’apprendimento oltre ciò che il bambino potrebbe ottenere da solo

La ricerca

Una ricerca recente (Skene e coll., 2022), condotta da accademici dell’Università di Cambridge, ha raccolto e valutato i dati provenienti da numerosi studi e fonti di informazione, che hanno documentato collettivamente l’impatto che il gioco guidato ha sull’apprendimento di circa 3.800 bambini di età compresa tra i tre e gli otto anni.

Risultati

Nel complesso, lo studio ha rilevato che questo approccio giocoso all’apprendimento può essere efficace quanto i metodi più tradizionali basati sulla guida dell’insegnante per lo sviluppo di abilità chiave: tra cui l’alfabetizzazione, la matematica, le abilità sociali e abilità di pensiero essenziali note come funzioni esecutive. I risultati suggeriscono anche che i bambini riescono a padroneggiare alcune abilità, in particolare in matematica, in modo più efficace attraverso il gioco guidato rispetto ad altri metodi di insegnamento.

I risultati inoltre mostrano come le attività ludiche guidate tendono, a produrre all’incirca gli stessi benefici di apprendimento degli approcci più tradizionali che contemplano la guida dell’insegnante.

Conclusioni

Lo studio sopra citato mostra che insegnare ai bambini più piccoli attraverso il gioco “guidato” può supportare aspetti chiave del loro apprendimento e sviluppo almeno altrettanto, e talvolta meglio, rispetto all’istruzione diretta tradizionale. 

Gli autori dello studio suggeriscono che il gioco guidato risulta influenzare caratteristiche che hanno un effetto positivo e a catena sul progresso educativo, quali ad esempio, la motivazione, la tenacia, la creatività e la fiducia dei bambini. Inoltre, il fatto che il gioco guidato spesso comporti un apprendimento pratico può essere un aspetto importante: i bambini spesso lottano con i concetti matematici poiché sono concetti astratti, questi diventano più facili da capire effettivamente se usati all’interno di un gioco immaginario o di un contesto ludico.

Tali metodi di apprendimento, così comuni nell’istruzione prescolare, vengono ad oggi usati meno nell’ambito dell’insegnamento primario.

Se riusciremo a capire di più su come il gioco guidato modelli lo sviluppo e la crescita, saremo in grado di identificare più precisamente come potrebbe essere utilizzato nelle scuole per poter, ancora di più e ancora più a lungo, potenziare l’apprendimento.

 

RIFERIMENTI

  • Skene K, O’Farrelly CM, Byrne EM, Kirby N, Stevens EC, Ramchandani PG. Can guidance during play enhance children’s learning and development in educational contexts? A systematic review and meta-analysis. Child Dev. 2022 Jan 12. doi: 10.1111/cdev.13730. Epub ahead of print. PMID: 35018635.
  • Weisberg, D., Hirsh-Pasek, K., & Golinkoff, R. (2013). Guided play: Where curricular  goal  meet  a  playful    Mind,  Brain,  and Education, 7, 10 4 –112.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Salvati Morena
Psicologa, psicoterapeuta in formazione. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico e dei disturbi del comportamento. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.

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