Giornata della consapevolezza intersessuale

Giornata della consapevolezza intersessuale

Giornata della consapevolezza intersessuale

Photo by Katie Rainbow on Pexels

Ogni anno ufficialmente a livello internazionale il 26 Ottobre si tiene la ricorrenza del INTERSEX AWARENESS DAY, giornata della consapevolezza intersessuale, nata la prima volta nel 1996 a Boston con la prima manifestazione pubblica di persone intersex durante la conferenza dell’American Academy of Pediatrics.

Fu proprio l’indomani di questa manifestazione che negli Stati Uniti fu rilasciato il primo passaporto con una X nella voce “Genere”. Questo evento fu importante per molte persone intersessuali poiché: “quando una persona ottiene documenti che riflettono la sua vera identità, vive con maggiore dignità e rispetto” J.Sterne.

Proprio in questa giornata si vogliono sensibilizzare e consapevolizzare le persone sulle tematiche riguardanti il sesso, l’identità di genere e l’orientamento sessuale delle persone intersessuali.

Le persone intersessuali si identificano per un 52% nella popolazione LGBQT, lesbiche, gay, bisessuali, queer e transgender, per questo nell’acronimo è stata inserita anche la lettera I di intersex, LGBQTI+.

Ricordiamo anche la data del 8 novembre, ricorrenza dell’INTERSEX DAY OF SOLIDARITY, noto anche come INTERSEX DAY OF REMEMBRACE, giornata della commemorazione intersessuale, ufficializzata nel 2005.

Questo giorno rappresenta la data di nascita di Herculine Adélaïde Barbin nel 1838 a Parigi, una persona intersessuale che alla nascita, nonostante l’ambiguità genitale, fu assegnato il genere femminile e chiamata Alexina.

Alexina non sviluppo mai il seno e non ebbe mai le mestruazioni, aveva una corporatura mascolina e doveva radersi e depilarsi ogni giorno.

Nell’adolescenza fu mandata in convento per studiare e li cominciò a sentire le prime attrazioni per le ragazze, successivamente da ventenne si innamorò di una sua collega insegnante, di cui divenne l’amante.

Quando diventò adulta, a causa di forti dolori fisici, si fece visitare da un medico che riconobbe che aveva una piccola vagina e un minuscolo pene con testicoli interni, quindi un’ambiguità genitale. Questa ambiguità genitale comportò l’allontanamento dal collegio femminile dove ormai insegnava da diverso tempo. Addolorata di questo, chiese l’intervento del Vescovo, che la fece visitare da un altro medico che confermò l’ambiguità genitale, che oggi, possiamo definire in pseudoermafroditismo di tipo maschile (disordini dello sviluppo sessuale 46 XY).

Dopo questi eventi fu deciso ufficialmente che venisse cambiata la sua identità sessuale in maschile, quindi cambiò il suo nome in Abel Barbin. Questo comportò la perdita definitiva del suo lavoro e della donna che amava.

Durante questo periodo di esclusione e molto triste scrisse le sue memorie e la sua storia venne menzionata su tutti i giornali parigini dell’epoca, si suicidò nel 1868 nella sua casa e il suo manoscritto è ancora acquistabile oggi.

L’importanza di queste date e il ricordo di queste vicende ci devono aiutare a comprendere la necessità di far conoscere la realtà intersessuale, perché non si può fingere che non esista naturalmente questa identità genitale ambigua, negando la dignità di riconoscimento di queste persone.

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
compila il modulo nella pagina contatti.

Torna su
Cerca