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I pregiudizi sulla bisessualità

pregiudizi sulla bisessualità

Photo By Harry Quan in Unsplash

Quando si parla di orientamento sessuale sembra che sia le ricerche in ambito psicologico che le credenze di senso comune siano caratterizzate da una visione dicotomica (eterosessuale o omosessuale). Da un lato, la letteratura psicologica è dominata prevalentemente da ricerche in cui la direzione dell’attrazione sessuale e romantica è rivolta verso un unico genere sessuale; la bisessualità è menzionata solo in un terzo dei manuali di psicologia più popolari e risulta notevolmente assente nel campo degli studi interdisciplinari ”queer”. Dall’altro lato, le credenze comuni sull’orientamento sessuale ricalcano un modello simile: le persone vengono considerate come omosessuali o eterosessuali mentre i bisessuali sono percepiti come individui che si collocano “nel limbo”, in transizione tra l’identificazione come eterosessuali o lesbiche/gay.

Nonostante i bisessuali siano il gruppo più numeroso all’interno della comunità LGBTQ, si può dire che occupino una posizione precaria di minoranza sociale e spesso sono bersaglio di pregiudizi provenienti sia dall’interno della stessa comunità gay/lesbica, che dal gruppo degli eterosessuali (doppio stigma).

Ma quali sono i pregiudizi più comuni che caratterizzano gli stereotipi e influenzano gli atteggiamenti nei confronti delle persone bisessuali? In genere si esprimono come preoccupazioni infondate riguardo l’autenticità e la stabilità dell’orientamento sessuale e la presunta tendenza a trasgredire a livello sessuale e relazionale (Matsick J.L., Rubin J.D., 2018).

La bisessualità NON ESISTE

Un tema ricorrente che caratterizza gli atteggiamenti negativi verso la bisessualità è che non si tratti di un orientamento sessuale autentico e stabile. Da un lato si assiste alla tendenza a percepire le persone bisessuali come se fossero dei gay o delle lesbiche che negano la propria omosessualità e hanno timore di “uscire allo scoperto”, dall’altro la bisessualità viene intesa come un orientamento transitorio e mutevole, per cui si tratta solo di una fase di indecisione che prima o poi le persone dovranno superare. Presi insieme, questi atteggiamenti e stereotipi mettono in dubbio la validità della bisessualità come orientamento sessuale e contribuiscono a delineare una visione dei bisessuali come persone poco affidabili. La pressione sociale derivante da tali stereotipi è talmente forte da incoraggiare di fatto, in alcuni casi, l’adozione di un’identità gay/lesbica al fine di soddisfare le aspettative sociali. Un altro aspetto interessante è l’impatto che la visione eteronormativa e androcentrica del desiderio sessuale ha sulla rappresentazione dell’orientamento bisessuale. Le donne bisessuali tendono ad essere percepite più frequentemente come eterosessuali, che sperimentano l’attrazione verso lo stesso sesso per soddisfare le fantasie dei partner eterosessuali; ciò contribuisce a generare una visione della bisessualità come una performance, un desiderio non autentico, come una pratica “artificiale” destinata a compiacere lo sguardo maschile. Al contrario, quando si tratta di uomini, la bisessualità viene percepita come l’espressione di un’omosessualità repressa, poiché qualsiasi contatto sessuale tra individui di sesso maschile viola le norme culturali sulla mascolinità e risulta indesiderabile e stigmatizzato. Anche all’interno della comunità LGBT si assiste spesso alla medesima invalidazione della bisessualità maschile, spesso considerata un tentativo degli uomini gay di evitare il coming out per limitare lo stigma e mantenere il “privilegio” eterosessuale. In entrambi i casi, ad ogni modo, la sessualità sia delle donne che quella degli uomini bisessuali sembra essere percepita come non autentica ma orientata verso gli uomini (rispettivamente eterosessuali e gay), come se la bisessualità come orientamento sessuale non esistesse.

I bisessuali sono PROMISCUI E/O INFEDELI

Un secondo gruppo di stereotipi e di atteggiamenti negativi verso le persone bisessuali riguarda la presunta tendenza a trasgredire e alla promiscuità. I bisessuali sono percepiti come individui promiscui, sessualmente più a rischio e portatori di infezioni a trasmissione sessuale e come maggiormente infedeli e incapaci di avere una relazione monogama. Le preoccupazioni sulla fedeltà possono essere correlate all’altro gruppo di pregiudizi, quelli sull’autenticità e sulla stabilità dell’orientamento bisessuale. Tra le persone gay/lesbiche risulta presente la credenza che prima o poi il partner bisessuale interromperà la relazione omosessuale per beneficiare dei privilegi di una relazione eterosessuale, in quanto meno stigmatizzata. Tuttavia, i timori e gli atteggiamenti negativi sembrano essere più diffusi nella comunità lesbica che in quella maschile gay, nella quale, secondo alcuni studi, esiste una percentuale di uomini che prediligono, “feticizzano” gli uomini bisessuali per la loro maggiore mascolinità percepita.

Gli atteggiamenti pregiudiziali e la mancanza di supporto sociale hanno un impatto negativo sulla salute mentale e fisica delle persone bisessuali, le quali in alcuni studi hanno riportato tassi di depressione ed abuso di sostanze più elevati delle persone eterosessuali o omosessuali; inoltre, ci sono prove che il genere femminile e l’appartenenza a minoranze etniche siano fattori che aggravano lo stress e lo stigma sociale. Considerando che molte di queste disparità e dei loro effetti sulla salute vengono normalmente compensati dall’azione della rete sociale e dalla comunità di appartenenza (come spiegato dal modello del “minority stress” di Meyer), è meno probabile per le persone bisessuali poter beneficiare di tale supporto, dato che riferiscono di sentirsi isolati, sia dentro la comunità LGBTQ che al di fuori.

Per concludere, possiamo iniziare a indebolire e ridurre i pregiudizi sulle persone bisessuali affermando che:

  • NON sono CONFUSE, ma sono attratte da individui appartenenti a più di un sesso biologico;
  • NON fanno una SCELTA DI COMODO per non dichiararsi gay/lesbica anche se è vero che alcune persone omosessuali hanno passato un periodo in cui, mentendo a loro stessi e agli altri, hanno dichiarato di essere attratti anche dal sesso opposto;
  • NON sono obbligatoriamente ATTRATTI ALLO STESSO MODO DA UOMINI E DONNE ma possono esistere varie sfumature, non solo 50% e 50%;
  • NON stanno attraversando una FASE, una condizione transitoria da cui prima o poi si esce per diventare definitivamente omo/eterosessuali ma possono essere bisessuali in modo costante nel tempo;
  • NON hanno bisogno di stare CONTEMPORANEAMENTE CON UN UOMO E UNA DONNA, ma proprio come tutti gli individui, scelgono se restare single, in coppia o avere più relazioni allo stesso tempo;
  • NON sono PROMISCUI, MANIACI o INFEDELI poiché il livello di libido e lo stile con cui si sceglie di vivere le proprie relazioni affettive/sessuali non dipendono certamente dall’orientamento.

Riferimenti

  • https://www.bproud.it/wordpress/pregiudizi/
  • Matsick J.L., Rubin J.D. (2018), “Bisexual Prejudice Among Lesbian and Gay People: Examining the Roles of Gender and Perceived Sexual Orientation”, Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity,Vol. 5, No. 2, 143–155

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  

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