Il canto: funzioni e caratteristiche universalmente condivise

Il canto: funzioni e caratteristiche universalmente condivise

Il canto

Photo by Miguel Bautista on Unsplash

Il canto consente, attraverso la voce, di creare suoni con particolare ritmo e altezza, che uniti creano una melodia. L’abbinamento della musica alla parola, trasforma la voce umana nello strumento musicale naturale più adattabile, che ha il potere di produrre sull’animo e la mente effetti molto profondi e difficili da esprimere verbalmente. La musica è uno dei beni preziosi che l’uomo ha il dono di produrre ed è dotata di un linguaggio universale.

Per gli esseri umani l’arte del canto è connessa a specifiche funzioni, come ad esempio l’accudimento dei bambini, la guarigione o il ballo, ed ha caratteristiche melodiche e ritmiche peculiari. Un recente studio ha osservato come vi siano aspetti che accumunano canti anche molto lontani nello spazio e nel tempo.

La ricerca

Studiosi come antropologi ed etnologi, da sempre si sono interessati ad approfondire l’esistenza di tratti comuni ai componimenti musicali di varie culture. Un team di ricercatori della Harvard University, unitosi ad altri istituti statunitensi, ha creato un database di canzoni, raccogliendo per cinque anni centinaia di registrazioni presenti online, in biblioteche pubbliche e in collezioni private di antropologi ed etnomusicologi di tutto il mondo, riguardanti 86 culture diverse e 5000 testi relativi a canti di 60 società di 30 varie regioni geografiche.

Successivamente sono state catalogate le diverse caratteristiche di ciascun componimento: esecutori e pubblico, occasione in cui è stato eseguito, durata delle canzoni, eventuali tipi di strumenti. Una volta incrociati i dati antropologici ed analizzate le caratteristiche tecniche delle melodie, i ricercatori hanno notato come in tutte le società considerate, la musica fosse connessa a particolari attività come la cura dei piccoli, la guarigione, la danza e l’amore, oltre a lutti, conflitti armati e rituali. Dai dati è emerso come le canzoni che avevano la stessa la stessa finalità, avevano caratteristiche sonore simili tra loro.

Tecumseh Fitch e Tudor Popescu, dell’Università di Vienna, spiegano come alcune di queste similitudini siano scontate, come nel caso delle canzoni per la danza, che sono più ritmiche delle ninne nanne; in altri casi le caratteristiche in comune sono più particolari, ad esempio i canti rituali di guarigione sono melodicamente meno variabili rispetto a quelli relativi alla danza. Fitch e Popescu ipotizzano l’esistenza di principi di base fondamentali che connettono stili sonori nella musica a funzioni sociali, rituali e registri emotivi.

Conclusioni

Il fascino della ricerca svolta, sta nell’aver unito analisi dei dati, antropologia e psicologia, con la finalità di approfondire gli aspetti psicologici universali, alla base delle differenti composizioni musicali.

 

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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