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Il lupo mascherato: la realtà dell’abuso nell’autismo high-functioning

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Il lupo mascherato: la realta’ dell’abuso nell’autismo high-functioning
Il lupo mascherato: la realta’ dell’abuso nell’autismo high-functioning

Il lupo mascherato: la realta’ dell’abuso nell’autismo high-functioning

“Quando ero più giovane sono rimasta in una relazione sessualmente abusante e manipolatoria, perché non sapevo come difendermi. Mi era stato insegnato che ogni cosa che facevo era sbagliata, dal momento che non avevo l’abilità innata che gli altri avevano, di riconoscere ciò che era appropriato e ciò che non lo era” (Testimonianza tratta da R. Simone, “Aspergirls”)

Gli abusi sessuali non sono eventi infrequenti: circa 1 ragazzo su 6 e 1 ragazza su 4 ne è vittima prima dei 18 anni (Centre of Disease Control and Prevention, 2013). Le persone con difficoltà di comunicazione associate all’autismo hanno una probabilità più che doppia di subire abusi rispetto alle persone tipiche (Murphy e Young, 2005).

Fattori di rischio nei bambini

I bambini con autismo sono vulnerabili agli attacchi dei molestatori poiché possono essere considerati prede facili e sono soggetti alla manipolazione o intimidazione a causa delle loro difficoltà sociali, dunque possono risultare particolarmente “attraenti” (APA, 2000).

Le difficoltà socio-emozionali e comunicative, quando presenti, possono essere interpretate dai criminali sessuali come vulnerabilità da sfruttare. Può essere molto difficile per un bambino con autismo capire le emozioni degli altri quando queste sono espresse in modo ingannevole (come può avvenire nel caso di un’interazione con un possibile aggressore sessuale). Le difficoltà comunicative possono rendere i bambini con autismo vittime appetibili agli occhi degli abusatori, a causa della percezione che questi bambini non riuscirebbero a denunciare le molestie (ciò vale anche per bambini verbali).

Inoltre, nella letteratura emerge una strategia cognitiva utilizzata dagli aggressori sessuali che consente loro di accettare la molestia e non considerarla “sbagliata” o “dannosa” per la vittima. Per concedersi di agire questi “oggettivizzano” le vittime, ovvero le considerano come oggetti piuttosto che come persone. Alcuni bambini con autismo possono mostrare comportamenti ripetitivi o stereotipati che risultano insoliti agli occhi degli altri. Perciò, per un abusatore, potrebbe essere più facile oggettivizzare un bambino che mette in atto questi comportamenti piuttosto che farlo con un bambino tipico (Russel, 1998).

Infine, i bambini nello spettro autistico possono essere a rischio di abuso in misura maggiore rispetto ai bambini tipici a causa del desiderio di essere socialmente accettati, nonostante le sfide sociali che spesso devono affrontare. Se un aggressore sessuale si presenta come un “amico”, il bambino può vedere il rapporto con questo come l’opportunità di avere la relazione sociale che desidera, e che spesso non ha avuto la possibilità di sperimentare prima. Tutto ciò potrebbe risultare ancor più disorientante poiché spesso non viene fornita ai bambini con autismo alcun tipo di educazione sessuale, a causa della credenza erronea che le persone con autismo siano asessuate. Questi bambini possono non riconoscere il comportamento dell’abusante come, di fatto, inappropriato.

Segnali dell’abuso sessuale

I bambini con autismo possono avere difficoltà a farsi capire se cercano di comunicare di essere in pericolo e possono anche mostrare difficoltà a comunicare l’accaduto in modo comprensibile agli altri, poiché utilizzano in maniera meno efficace la comunicazione referenziale e il linguaggio pragmatico (Dahlgren e Dalghren Sandberg, 2008; Hale e Tager-Flusberg, 2005).

Le ricerche hanno mostrato che alcuni bambini con autismo che hanno subito abusi non mostrano alcun comportamento considerato preoccupante (Kendall-Tackett, Williams e Finkelhor, 1993).

I tentativi del bambino di capire o affrontare l’abuso possono portare ad una maggiore accentuazione di comportamenti già presenti, come comportamenti autostimolatori (agitare la testa, dondolarsi, saltare), autolesivi (battere la testa, mordicchiarsi le dita o la pelle) e azioni ripetitive, tutti comportamenti che la persona con autismo mette in atto al fine di autoregolarsi e calmarsi. Anche i comportamenti sessualizzati potrebbero essere un segnale di abusi fisici (Merrick et al., 2008). Tuttavia questi comportamenti possono essere mal interpretati da altri semplicemente come una manifestazione dei sintomi dell’autismo.

Abuso nelle donne Asperger

Uno studio recente (Bargiela, Steward e Mandy, 2016) si è occupato di descrivere le esperienze di abuso di giovani donne Asperger come riflesso della vulnerabilità percepita a causa delle caratteristiche autistiche. Lo studio ha rilevato un’incidenza sorprendentemente elevata (9 partecipanti su 14, pari al 64,3%) di esperienze di abuso sessuale riportate nel campione. La metà dei resoconti di abusi è avvenuta all’interno di rapporti di coppia. Queste giovani donne hanno parlato di sentirsi obbligate ad avere rapporti intimi, ritenendolo come qualcosa che fosse stato previsto da loro in ruolo di fidanzata.  Alcune donne Asperger hanno descritto la loro necessità di “compiacere, appagare, scusarsi e fare quello che ti viene detto dall’altro” per la necessità di sentirsi accettate e ricevere affetto.  Le donne del campione hanno fatto spesso riferimento ad esperienze di “passività percepita”, collegata alla loro condizione autistica, che le aveva condotte ad instaurare relazioni malsane e a ritrovarsi in situazioni ad alto rischio.

I dati hanno indicato una serie di motivi interconnessi per spiegare le cause per le quali le giovani donne erano state intrappolate in situazioni in cui la loro sicurezza e i loro diritti sono stati messi a rischio:

  • In primo luogo, è stato considerato il ruolo della mimica sociale: è possibile che la donna o la ragazza Asperger copi un comportamento di corteggiamento di un ragazzo senza capirne le intenzioni, dando così un significato non voluto ai messaggi che manda;
  • In secondo luogo, molte donne hanno riportato la difficoltà a “leggere” le intenzioni di altre persone, e così faticano a capire se un uomo si comporta in maniera amichevole o se è sessualmente attirato da loro (“ingenuità sociale”);
  • In terzo luogo, contrariamente alle loro coetanee tipiche, che hanno potuto condividere le esperienze e apprendere competenze per mantenersi al sicuro, le giovani donne con Asperger hanno riferito di essere state adolescenti isolate e quindi è mancato loro un punto di riferimento per poter conoscere e sviluppare strategie per rimanere al sicuro;
  • Quarto, alcune donne hanno segnalato che le loro esperienze di rifiuto da parte dei pari le hanno lasciate in “disperata” ricerca di accettazione, che a loro volta le ha rese più vulnerabili allo sfruttamento da parte di altri.
  • Quinto, l’incertezza delle giovani donne in materia di regole sociali è stata menzionata come fattore che ha contribuito al rischio di abuso. Ad esempio, alcune donne non sapevano che potevano dire “no” qualora avessero voluto rifiutare il sesso o le avances di altre persone. Altre hanno parlato di essere intrappolate in relazioni malsane: “Ho continuato a cercare di rompere con lui e ogni volta che lo facevo avrebbe detto che non conoscevo i miei sentimenti…”

Nonostante le narrazioni sulla passività e sugli abusi, alcune donne hanno anche parlato di un aumento nel tempo nella loro capacità di essere assertive. Molte hanno descritto come abbiano imparato a leggere meglio le intenzioni degli altri e hanno usato questa conoscenza per lasciare situazioni in cui si sentivano a disagio. Quattro donne hanno spiegato come, dopo aver ricevuto la diagnosi, siano riuscite a chiedere chiarimenti o spiegazioni quando non erano sicure di una situazione.

Come prevenire gli abusi

Da alcuni studi emerge come il livello di conoscenza reale in materia di sessualità e abuso da parte delle persone con autismo sia stato un fattore di mediazione nell’associazione tra autismo e la vittimizzazione. Gli interventi volti ad aumentare la conoscenza reale possono costituire un importante strumento preventivo per gli individui con autismo. Attualmente esistono pochi programmi o linee guida che forniscono indicazioni per l’educazione sessuale in questa popolazione (Hénault 2005; Visser et al., 2013; Travers e Tincani 2010). Risulta necessario determinare le migliori fonti di informazioni, la consegna dei programmi e le modalità per adattare il contenuto a livelli di sviluppo e cognitivi nella prevenzione delle esperienze di vittimizzazione in questa popolazione. Le scuole, i legislatori, i genitori, i ricercatori e gli individui con autismo possono lavorare insieme per determinare i metodi migliori, le migliori pratiche per insegnare agli individui con autismo e per ridurre la stigmatizzazione associata al connubio di sessualità e autismo.

È necessario insegnare loro a rifiutare, aumentare la conoscenza sulle regole sociali e lavorare sull’autostima.

Uno dei modi per ridurre la possibilità di abusi sessuali è evitare che la persona autistica sia isolata. Meno persone ci sono fra i contatti sociali e maggiore è il rischio di abusi sessuali.

“…Non importa quanto sia brillante un giovane nello spettro, non puoi mandarli nel mondo senza abilità per vivere, amare, resistere…” (Traduzione da “The Independent Woman’s Handbook for Super Safe Living on the Autistic Spectrum” di Robyn Steward).

Roberta Bacchio, Roberta Rubbino, Morena Salvati

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Abuso nell’autismo – Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 4th edition, text revised. Washington, DC: Author.
  • Bargiela, S., Steward, R., & Mandy, W. (2016). The experiences of late-diagnosed women with autism spectrum conditions: an investigation of the female autism phenotype. Journal of Autism and Developmental Disorders, 46(10), 3281-3294.
  • Dahlgren, S., Dahlgren Sandberg, A. (2008). Referential communication in children with autism spectrum disorder. Autism, 12, 335-348.
  • Hale, C. M., & Tager-Flusberg, H. (2005). Social communication in children with autism: The relationship between theory of mind and discourse development. Autism, 9, 157-178.
  • Kendall-Tackett, K. A., Meyer Williams, L., & Finkelhor, D. (1993). Impact of sexual abuse on children: A review and synthesis of recent empirical studies. Psychological Bulletin, 113, 164-180.
  • Goldberg Edelson (2010). Sexual Abuse of Children with Autism: Factors that Increase Risk and Interfere with Recognition of Abuse. Disability Studies Quarterly, 30, 1
  • Merrick, M.T., Litrownik, A.J., Everson, M.D., & Cox, C.E. (2008). Beyond sexual abuse: The impact of other maltreatment experiences on sexualized behaviors. Child Maltreatment, 13, 122-132.
  • Russell, D. E. H. (1998). Dangerous relationships: Pornography, misogyny, and rape. Thousand Oaks, CA: Sage Publications, Inc.
  • Steward, R. (2014). The Independent Woman’s Handbook for Super Safe Living on the Autistic Spectrum. London: Jessica Kingsley Publishers.
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