Il pensiero desiderante

Il pensiero desiderante

Il pensiero desiderante

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Cos’è il Pensiero Desiderante

Il pensiero desiderante (desire thinking) o rimuginio desiderante, è un processo di pensiero consapevole e volontario, con cui la persona elabora delle informazioni e fa delle riflessioni su un oggetto, una cosa, un’attività piacevole che desidera, detta in generale target.

Una caratteristica specifica del rimuginio desirante è la creazione di immagini mentali (imaginal prefiguration) positive ed anticipatorie dell’oggetto desiderato, o immagini che rievocano il ricordo piacevole e la gratificazione che l’oggetto o l’attività hanno procurato in passato, cioè la persona crea attraverso l’immagine mentale un’anticipazione delle sensazioni piacevoli che può trarre da quell’attività o target.

Un’altra caratteristica è l’attuazione di un dialogo interno (verbal perseveration) sui benefici e l’eventuale gratificazione di raggiungere quel desiderio, con la conseguente attivazione di pensieri ripetitivi su valutazioni e pianificazioni di tutte le attività possibili per raggiungere il fine. Inoltre attraverso questo dialogo interno la persona si ripete che ha bisogno di quell’oggetto, sostanza o attività, evidenziando tutti gli aspetti positivi dell’ottenerlo e trascurando le possibili conseguenze o aspetti dannosi. Queste caratteristiche descritti sopra, del rimuginio desiderante, spingono la persona ad attuare un’azione concreta in direzione del target.

La pregustazione mentale delle sensazioni piacevoli è utile al raggiungimento di attività funzionali, obiettivi, desideri, ma può avere un risvolto rischioso quando si attiva in maniera incontrollata verso scopi, attività e comportamenti nocivi per la persona o quando si attiva il rimuginio desiderante su obiettivi irraggiungibili ed irrealistici. Infatti, anche se questa strategia cognitiva comporta un’elaborazione delle informazioni dell’elemento desiderato questo non significa che conduce alla scelta giusta ed adatta per la persona, ma soprattutto non fa sopprimere il desiderio ed inoltre riduce la capacità di autocontrollo ed autoregolazione emotiva, aumentando le sensazioni spiacevoli di deprivazione e frustrazione di non poter soddisfare il desiderio.

Questo processo mentale comporta un’attenzione focalizzata verso i propri pensieri e poco attenta all’esterno, con un forte dispendio energetico, isolamento, alti livelli di stress, condividendo delle somiglianze con le altre forme di rimuginio (ansioso, depressivo e rabbioso) quali: il pensiero ripetitivo e perseverativo, volontario e consapevole, assenza di autocontrollo, attenzione focalizzata dentro di sé, dialogo interno e disregolazione emotiva, ma possiede anche delle caratteristiche specifiche oltre le due descritte sopra la imaginal prefiguration e la verbal perseveration, che sono:

  • Componente immaginativa molto vivida e forte, in cui si creano immagini multisensoriali e mentali legate al desiderio di un oggetto, di mangiare un cibo, assumere alcool, fare un’attività, tutte con un’accezione di piacere e gratificazione uguali a quelle generate nella realtà, attivando tutti i sensi non solo l’immaginazione.
  • Maggiore concretezza rispetto le altre forme di rimuginio, in quanto il soggetto elabora informazioni e pianifica le azioni da attuare per ottenere il target desiderato, fino a compiere l’azione.
  • Aspetti emotivi e comportamentali, a livello emotivo e comportamentale vi è un’attivazione verso l’agire per soddisfare il desiderio, molto differente rispetto la ruminazione ansiosa o depressiva dove principalmente si attua un evitamento e non un’azione verso.

Nel breve termine questo processo aiuterà la persona a spostare l’attenzione da stati mentali dolorosi e spiacevoli, a pensieri, sensazioni, ricordi piacevoli legati all’oggetto ambito, mentre nel medio e lungo termine l’attivazione perseverativa dei pensieri condurrà ad aumentare il desiderio del target e se questo non potrà essere ottenuto, produrrà un incremento del desiderio che condurrà al craving.

Pensiero desiderante e craving

Il rimuginio desiderante è un processo mentale patologico tipico delle dipendenze e connesso al craving.

Il craving è un’esperienza soggettiva caratterizzata da un intenso desiderio incontrollabile verso un oggetto o un’attività al fine di ottenere degli effetti desiderati. Si manifesta con intrusioni mentale, impulsi ad agire, stati emotivi e sensazioni fisiche, creando sofferenza psicologica.

Il craving è un sintomo tipico delle persone dipendenti che comporta il rischio di ricadute nei periodi di astinenza all’uso di sostanze o attività, per questo il craving è uno dei criteri del DSM-5 per la diagnosi di dipendenza patologica da sostanze e da comportamenti.

Il craving e il rimuginio desiderante, sono collegati e si differenziano per il fatto che il primo è l’espressione di una spinta interna incontenibile e il secondo è uno stile cognitivo che comporta il pensare e valutare delle informazioni legate ad un target, ma sono esperienze simili nel momento in cui si desidera intensamente qualcosa, anche se con tre caratteristiche differenti che sono più influenti e potenti nel primo: l’intensità, la durata e la frequenza.

Il pensiero desiderante risulta attivo durante l’esperienza di craving, infatti il rimuginio desiderante attivato predice l’esperienza del craving nelle persone dipendenti nell’abuso di sostanze, alcol, nicotina, cibo, shopping compulsivo, gioco d’azzardo e internet.

Conseguenze del Pensiero Desiderante

L’aspetto perseverante del pensiero desiderante crea delle conseguenze negative, da una parte fa aumentare il desiderio del target attraverso le sensazioni piacevoli delle immagini mentali, dall’altra amplifica la mancanza, ancor di più se non si attiva un’azione pianificata per soddisfare il desiderio, che crea una intensa sensazione di frustrazione dando forza ad una necessità incontrollabile di soddisfare quel bisogno nell’immediato. Quindi la perseverazione del rimuginio desiderante amplifica il desiderio e il senso di deprivazione, spingendo la persona ad agire per ottenere una gratificazione immediata e convince la persona di motivazioni giuste per realizzare l’agito, che può essere anche disfunzionali quale bere, fumare, gioco d’azzardo o shopping compulsivo.

Nella mente della persona si crea un paradosso frustrante tra il target che si desidera e qualcosa che non si vuole, più aumenta questa sensazione di frustrazione più la persona prova disagio e l’unico modo per interrompere questo processo psicologico doloroso è compiere l’azione in direzione del desiderio.  Tutto questo passa per un dialogo interiore in cui vengono non solo pianificate le azioni, ma validate tutti i pensieri indulgenti che permettono alla persona di giustificarsi e di convincersi che quella è l’azione corretta, ignorando, invece, tutti quelli che possono essere gli aspetti e le conseguenze negative di quell’agito. Questo perché la mente è tutta concentrata ed intrappolata nell’attuazione di questo processo, che ricordiamo essere consapevole e volontario, ma che comporta una forte riduzione delle capacità di autocontrollo.

Riferimenti

  • Caselli G., Ruggero G. M., Sassaroli S. (2017). “Rimuginio. Teoria e terapia del pensiero ripetitivo”. Raffaello Cortina Editore
  • Caselli G., Spada M. “The Desire Thinking Questionnaire: development and psychometric properties”. Addict Behav. 2011 Nov;36(11):1061-7
  • Caselli G., Ferla M., Mezzaluna C., Rovetto F., Spada M. “Desire thinking across the continuum of drinking behaviour”. Eur Addict Res. 2012;18(2):64-9.
  • Caselli G., Ruggero G. M., Sassaroli S., Mansueto G., Martino F., Palmieri S., Scaini S. “Desire thinking: a New Target for Treatment of Addictive Behaviors?” Addictive Behaviors, Volume 98, November 2016
  • Caselli G., Spada M. (2010). “Metacognitions in Desire Thinking: A Preliminary Investigation.Behavioural and Cognitive Psychotherapy”. 38, 629-637

[1] https://www.istitutobeck.com/beck-news/stile-di-pensiero-perseverativo

[2] https://www.istitutobeck.com/beck-news/ruminazione-depressiva

[3] https://www.istitutobeck.com/beck-news/non-riesco-a-smettere-di-pensare

[4] https://www.istitutobeck.com/beck-news/craving

[5] https://www.istitutobeck.com/beck-news/craving-2

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