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Quando l’immaginazione diventa terapia nel disturbo d’Ansia Sociale

Quando l’immaginazione diventa terapia nel disturbo d’Ansia Sociale

Photo by Jr Korpa on Unsplash

Il lavoro sull’immaginazione è stato per molto tempo sottovalutato e ritenuto subordinato rispetto al lavoro sulla cognizione. Fortunatamente, negli ultimi anni molti modelli di terapia centrano la loro pratica sul ritornare con la mente a fotogrammi nucleari, memorie traumatiche, in un conteso protetto come il setting terapeutico, portando il paziente a visualizzare scenari futuri abitabili, transitarvi e uscirne andando in direzioni nuove (Blackwell, 2018).

Nel disturbo d’ansia sociale (DAS), caratterizzato per un’eccessiva paura e/o evitamento di situazioni sociali nelle quali il soggetto percepisce il giudizio da parte di altre persone, la riscrittura immaginativa diventa un intervento fondamentale.

Quando osservati dagli altri, i pazienti con DAS, sperimentano un aumento dei livelli di arousal e una progressiva accentuazione dei sintomi neurovegetativi come palpitazioni, tremori e vampate di calore.

Le persone con ansia sociale infatti, riferiscono che nelle situazioni sociali, sono “assediati” da trigger inficianti che “rappresentano” le loro paure come ad esempio arrossire in pubblico, sudare etc. Tali immagini sembrano essere legate a ricordi nucleari di esperienze sociali invalidanti, dove il paziente ha percepito una critica e/o rifiuto provando quindi emozioni quali vergogna e/o umiliazione.

Lavorare in immaginazione attraverso il rescripting con il paziente DAS, consente di elaborare e condividere la memoria traumatica attribuendo un significato diverso, che porta la persona a scoprire nuove possibilità di ri-scrivere finali diversi rispetto a ricordi autobiografici negativi su di sé, sugli altri e sul mondo.

Lo studio

Lo studio di Romano et al. 2020, ha indagato il ruolo della riscrittura delle immagini (IR) nei pazienti con disturbo d’ansia sociale (DAS) lavorando sui ricordi autobiografici negativi.

È stato teorizzato che l’IR funzioni attraverso la “correzione” del contenuto delle rappresentazioni negative della memoria, la modifica della valutazione della memoria e la trasformazione delle rappresentazioni negative su di sé e sugli altri.

Il campione è composto da 33 individui con DAS e suddiviso in tre gruppi. Il primo venne sottoposto a session di rescripting (IR), il secondo gruppo all’esposizione immaginativa (IE) e l’ultimo è stato trattato solamente con il supporto psicologico (SP).

Gli esiti sono stati valutati a 1 o 2 settimane dopo il l’intervento e a 3 mesi dal follow-up.

I risultati

 I risultati hanno dimostrato che il contenuto delle rappresentazioni della memoria autobiografica dei partecipanti è cambiato in modo distinto nelle tre condizioni. 

È stato notato come i pazienti trattati con IR hanno maggiori probabilità di ristrutturare le convinzioni negative ed esporsi maggiormente a situazioni sociali temute rispetto agli altri due gruppi.

L’IR rispetto al IE ha un aumento dei dettagli di memoria positiva nel tempo, mentre la IE ha facilitato l’aumento dei dettagli della memoria sia positivi/neutri che negativi e SP non ha facilitato alcun cambiamento nei dettagli della memoria.

Trattamento

I pazienti con disturbo d’ansia sociale hanno difficoltà a comprendere gli stati mentali, ragionarci e utilizzare la conoscenza su cosa loro stessi e gli altri provano e pensano per vivere una vita sociale più ricca, risolvere problemi e conflitti, realizzare le proprie mete e ridurre la sofferenza (Fonagy, 1991).  Le tecniche in immaginazione permettono un aumento della metacognizione del paziente e la risoluzione del sintomo.

La ricerca scientifica sostiene inoltre che la terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più efficaci per la cura della fobia sociale. Il trattamento infatti aiuterà la persona a ristrutturare i propri pensieri disfuzionali e ad esporsi gradualmente nelle situazioni temute. Il terapeuta insegnerà al paziente anche ad essere meno giudicante e accettare la vergogna in quanto parte dell’esperienza umana di tutti.

 

 

Sitografia

Bibliografia

  • American Psychatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual Disorders (Fifth ed.). Arlington, VA. American Psychiatric Publishing, pp. 5-25.
  • Dimaggio G., Ottavi P., Popolo R., Salvatore G. Corpo, immaginazione e cambiamento; Raffaello Cortina Editore 2019.
  • Procacci M. , Popolo R., Marsigli N. (2011). Ansia e Ritiro Sociale. Valutazione e trattamento. Raffaello Cortina Editore.
  • Wells A (2012). Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione. Eclipsi .

Autore/i dell’articolo

Manuela Fiori
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio dal 25/11/2013 con il N. 20227. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, occupandosi prevalentemente di disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbo ossessivo compulsivo e disturbi di personalità. Si avvale inoltre della Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI), aggiornando la sua formazione con autorevoli professionisti del settore.
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