Interventi terapeutici per la disregolazione emotiva

Interventi terapeutici per la disregolazione emotiva

Interventi terapeutici per la disregolazione emotiva

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La tendenza alla disregolazione emotiva è cosa nota soprattutto nei pazienti affetti da un disturbo di personalità.

Grazie ad alcuni interventi specifici, così come suggerito dalla Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI), è possibile regolare quelle che sono reazioni rapide ed intense e raggiungere, di conseguenza, uno stato di calma.

 Gli interventi

  • Operazioni di Disciplina Interiore

Operazione privata di regolazione dello stato mentale che il terapeuta compie per evitare una tendenza emotiva a compiere un’azione nociva. Una volta compiuta con successo, essa colloca il terapeuta in una posizione vantaggiosa per operare un intervento efficace

  • Psicoeducazione

La intendiamo come un intervento articolato della fase iniziale, in cui l’alleanza è fortemente in bilico, volto a stabilire una forma primaria di condivisione rispetto alla necessità di aumentare il livello di sicurezza, contenimento e regolazione

  • Soothing/Validazione

Il Soothing è la base dell’intervento. I pazienti con DE falliscono nel self-soothing, probabilmente perché le disfunzioni precoci dell’attaccamento hanno minato l’apprendimento di questa competenza. Gli interventi di validazione comunicano già al paziente che vi è qualcosa di comprensibile e valido nella sua esperienza, anche se disfunzionale. Nei suoi interventi il terapeuta conserva permanentemente un’attitudine validante. A questo aggiungiamo però anche un livello più diretto di validazione consistente in incoraggiamento e approvazione espliciti

  • Accessibilità/Disponibilità del terapeuta nel regolare il paziente fuori dal setting terapeutico

  • Contratto

Si riferisce a: necessità di astenersi da qualsiasi condotta chiaramente o sfumatamente autolesiva o di ostacolo al trattamento; sedute saltate e onorario; sincerità reciproca; rassicurazione su professionalità e confine terapeutico; opuscolo/promemoria

  • Promozione di strategie autonome

Si tratta di stilare insieme al pz una lista di attività a cui ricorrere per regolare le emozioni nelle fasi di disregolazione. Può essere di aiuto scegliere attività che con maggior probabilità possono aver successo, cioè cose che faremmo volentieri di solito quando non soffriamo. Quando il paziente ha sperimentato che è possibile agire, anche se con un aiuto esterno, sugli stati di disregolazione, e allo stesso tempo ha un’immagine più coerente del terapeuta come soccorrevole e accudente, potrà accogliere favorevolmente l’idea di ricorrere a strategie autonome

  • Mindfulness e strategie di regolazione attentiva

Con un paziente fortemente disregolato, nella fase iniziale può non risultare efficace, per vari motivi: l’arousal è troppo elevato; è incompatibile con la pianificazione di un’azione finalistica;

l’attivazione somatica è troppo intensa per posture troppo statiche; il paziente ricerca rassicurazione da parte di una figura emotivamente calda e non degli insegnamenti di un maestro distante. Però va sottolineato che è una modalità imprescindibile per la regolazione emotiva. Nello specifico si possono utilizzare delle tecniche di regolazione attentiva, le quali prevedono forme semplificate e adattate di mindfulness, al fine di ancorare la mente al corpo e consentirle di regolare l’arousal in eccesso.

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).

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