Intimità genitore/figlio: un importante fattore protettivo durante l’adolescenza

Intimità genitore/figlio: un importante fattore protettivo durante l’adolescenza

Intimità genitore/figlio

Photo by Josh Willink on Pexels

Premessa

L’adolescenza è una tra le fasi più turbolente nella vita di un individuo. Una nuova ricerca presso la Penn State University ha indicato che sperimentare un legame affettivo significativo con i propri genitori, in particolare con la figura paterna, rappresenta un importante fattore protettivo nel difficile percorso di adattamento di un giovane.

Scopo e destinatari della ricerca

Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato quanto le relazioni emotivamente efficaci e di supporto con i genitori, nominate con il termine di “intimità genitoriale”, possano incidere sullo sviluppo di una buona autostima e possano, altresì, prevenire il decorso di eventuali stati depressivi in adolescenza.

L’estrema positività degli effetti riscontrati da questo tipo di “intimità” con il papà sembra essere valida sia per i figli maschi che le figlie femmine. Indiscutibilmente una buona vicinanza affettiva con la propria madre è importante; essa rappresenta la base sicura sulla quale costruire uno sviluppo sano. Tuttavia sembra limitarsi ad una specifica età della vita del bambino/a e risulta protettiva solo in riferimento ad alcuni problemi di adattamento.

La Dottoressa Anna Hochgraf, specializzata negli studi sullo sviluppo umano e sulla famiglia, ha affermato che l’ “intimità genitoriale” specificamente paterna può svolgere un ruolo determinante al fine di promuovere il benessere psico-fisico dei propri figli nella fase adolescenziale.

È decisamente più frequente riscontrare una significativa vicinanza emotiva con le madri; questo perchè, il più delle volte, esse garantiscono una presenza di maggiore supporto (ad esempio sul piano conversazionale). Tuttavia, in termini di qualità relazionale, la vicinanza con il proprio padre può rappresentare quella risorsa in più, la chiave per sciogliere significative difficoltà.

Secondo i ricercatori, l’adolescenza rappresenta il periodo di sviluppo che racchiude il maggior numero di cambiamenti (biologici, cognitivi, emotivi e sociali). Tali cambiamenti obbligano il ragazzo/la ragazza a continui tentativi di adattamento rendendolo/a vulnerabile e, talvolta, soggetto/a a sperimentare problemi di peso, di scarsa autostima, di umore deflesso, ecc. Sulla base di queste premesse, con l’obiettivo di analizzare dal punto di vista scientifico l’argomento in esame, il team di ricercatori, di cui ha fatto parte la dottoressa Hochgraf precedentemente citata, ha approfondito l’importanza del ruolo protettivo, investito dai genitori e dalla loro capacità di assicurare al bambino un’adeguata “intimità genitoriale”.

La ricerca

In tal senso, sono stati reclutati 388 adolescenti (tra i 12 e i 20 anni) da 202 famiglie con entrambi i genitori presenti. All’interno delle variabili prese in esame: informazioni su problemi di peso, sintomatologia depressiva o correlata a scarsa autostima, grado di intimità presente tra genitori e figli.

Tra le domande poste ai ragazzi, alle quali essi dovevano rispondere facendo riferimento ad una scala che va da 1 a 5, troviamo quelle relative alla tendenza del ragazzo a richiedere consiglio o sostegno in un momento di difficoltà o a condividere con i propri genitori contenuti intimi e/o il proprio vissuto emotivo in senso piùgenerale.

I dati sono stati raccolti in fasi diverse della vita dei ragazzi, in quanto si parla di aspetti (i problemi di adattamento) estremamente mutevoli e discontinui, strettamente correlati all’età dei partecipanti.

Risultati della ricerca

Questo approccio ha permesso di comprendere a quale età l’intimità genitore-figlio assuma una valenza protettiva in presenza di difficoltà connesse all’immagine corporea, ad un vissuto depressivo o di scarsa autostima.

L’analisi dei dati ha fatto emergere importanti aspetti correlati alla diversità di supporto fornita dalla figura materna rispetto a quella paterna e viceversa. Ad esempio, mentre l’intimità madre-adolescente è associata ad una minor frequenza nella rilevazione di sintomi depressivi fino a circa i 15 anni di età, l’intimità padre-adolescente è risultata essere protettiva per l’intero arco della fase adolescenziale del ragazzo.

Inoltre, la presenza di un’adeguata vicinanza emotiva con il papà rappresenta un fattore protettivo, sia per i figli maschi che per le figlie femmine, anche rispetto a problematiche di peso ed immagine corporea. Mentre per quanto rigurada il legame con la mamma è risultata essere di aiuto prevalentemente per i figli di genere maschile.

Infine, per quanto riguarda il livello di autostima acquisito, si riscontra una migliore valutazione del proprio valore, nel periodo che va dall’inizio alla fase intermedia dell’adolescenza, nei maschi e nelle femmine, per chi poteva contare su una maggiore intimità padre-figlio. Si è rilevata la possibilità di sviluppare una maggior autostima nelle ragazze (durante tutto l’arco dell’adolescenza) per chi di esse poteva far leva su un buon sostegno emotivo tra madre-figlia; periodo più ristretto (prima adoelscenza) quello relativo al rapporto tra madre-figlio maschio.

Conclusioni

In linea generale, lo studio recentemente pubblicato sul Journal of Family Psychology, sottolinea l’importaza e l’utilità rappresentatain termini di beessere psicologico, rappresentata dalla capacità dei genitori di dimostrarsi vicini, aperti e solidali nei cofronti dei loro figli.

La Dottoressa Hochgraf ha aggiunto: «I genitori possono essere promotori di uno sviluppo sano dei propri figli adolescenti assicurando relazioni emotivamente “calde”, accoglienti e di supporto con loro. A tal proposito, esistono numerosi programmi di prevenzione incentrati sui rapporti familiari che possono aiutare i genitori a migliorare e/o a mantenere una relazione positiva e una comunicazione efficace con i propri figli durante l’adolescenza». Di fatto si parla di aspetti importantissimi, in grado di prevenire qualsiasi tipo di problemi adolescenziali connessi all’adattamento psicologico ed emotivo del ragazzo.

 

Bibliografia

  • Hochgraf, A. K., Fosco, G. M., Lanza, S. T., & McHale, S. M.  (2021). Developmental timing of parent–youth intimacy as a protective factor for adolescent adjustment problems. Journal of Family Psychology. https://doi.org/10.1037/fam0000864

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Fantacci Chiara
Psicologa Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio dal 15/10/2012 n. 19486. Esperta nel settore dei disturbi in età evolutiva e, in particolare, nell’attività diagnostica finalizzata all’individuazione di aspetti sintomatologici che possano rallentare e/o interferire con il benessere di natura psicologica ed emotiva del bambino. Si occupa, inoltre, del trattamento e di fornire sostegno psicologico a genitori ed insegnanti implicati nel processo di crescita del paziente. Ha conseguito il primo livello di formazione in EMDR e secondo livello in Terapia Metacognitiva Interpersonale dei Disturbi di Personalità.

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
compila il modulo nella pagina contatti.

Cerca