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L’intolleranza dell’incertezza negli studenti universitari

incertezza negli studenti universitari.

Photo by Dan Dimmock on Unsplash

I tanti impegni accademici, la pressione legata alle performance e, per alcuni, la necessità di risultati positivi configura per gli studenti universitari un ambiente stressante. Se consideriamo che spesso i fuori sede devono fare i conti con indipendenza e autosufficienza forzata, eventuali difficoltà finanziare e la necessità di dover creare nuove relazioni interpersonali capiamo bene che le problematicità aumentano notevolmente. Anche la gestione del rapporto con i docenti, la pressione dei corsi e degli esami, la lontananza da casa sono fattori che alimentano il disagio. Alcuni ragazzi attendono questo periodo proprio per mettersi alla prova e imbattersi nell’autonomia ma nella realtà le cose non sempre si rivelano entusiasmanti. Basti pensare all’alto tasso di abbandono del corso di studi prima che esso venga ultimato.

Gli anni dai 18 ai 29 si configurano come un periodo di cambiamento psicologico e psicosociale in cui i ragazzi sperimentano per la prima volta la pressione delle aspettative proprie e altrui e la paura dell’errore incorrendo in vari disturbi psicologici. Questo si verifica in diversi ambiti della vita ma alcuni studi si sono focalizzati specificatamente su campioni di studenti universitari. Blanco et al. (2008) riferiscono che quasi la metà degli studenti universitari soddisfa i criteri DSM-IV per almeno un disturbo mentale, più frequentemente ansia e depressione, maggiormente associata al genere femminile (Pirbaglou, et al., 2013; Auerbach et al., 2018). Se le donne sono considerate più vulnerabile è anche vero che gli uomini riflettono un più alto rischio di suicidio.

Considerando tutto ciò è di fondamentale importanza identificare i fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi psicologici tra le studentesse per definire nuove tecniche e trattamenti.

Nekic & Mamic (2019) hanno identificato come fattore principale per lo sviluppo sia dell’ansia che della depressione negli studenti universitari l’intolleranza all’incertezza definita come una tendenza a temere situazioni ambigue ed a interpretare ogni dubbio come qualcosa di stressante e frustrante. Ad esempio il risultato ad un esame è sicuramente un buon esempio di dubbio sulla performance. Di conseguenza una persona reagisce impulsivamente per ridurre l’incertezza e ciò può essere efficiente per qualche tempo ma non porta alla risoluzione dei problemi anzi inibisce i comportamenti funzionali. Infatti per garantirsi un voto alto, ad esempio, gli studenti possono ricorrere alla rinuncia di attività piacevoli, dedicarsi in modo estenuante allo studio, pensando e ripensando costantemente ad alcuni elementi collegati alla performance ed al risultato.

Diversi studi mostrano che l’intolleranza all’incertezza è associata a problemi psicologici come il disturbo d’ansia generalizzato (DAG), il cui modello cognitivo-comportamentale è centrato proprio su questo elemento (Dugas et al., 2008) ma in realtà esso è un centrale in molti disturbi psicologici (Yook et al., 2010; Carleton et al., 2016; Boelen et al., 2018).

Un fattore che svolge funzione di protezione in tal senso è la consapevolezza, definita come stato di attenzione nel momento presente, che difficilmente viene coltivato nella vita quotidiana, soprattutto dagli studenti o dai ragazzi in genere che preferiscono focalizzarsi su attività piacevoli e attivanti piuttosto che osservare ciò che accade momento per momento nella loro esperienza, sospendendo il giudizio e accettando in modo radicale l’esperienza. Quello che sembra avere un ruolo chiave nel mantenimento dell’ansia e della depressione è la ruminazione ed il rimuginio che ingigantiscono la percezione negativa degli eventi, generando emozioni intense e la percezione di essere in balia di eventi ambigui ed incerti invece che ottenere una percezione di controllo. L’importanza della consapevolezza nel benessere generale è chiaramente supportata da studi precedenti, ma anche dalle ricerche attuali. In particolare qui si può notare l’impatto positivo sulla dimensione dell’ansia e della depressione collegata ad una scarsa tolleranza all’incertezza aumentando la capacità di gestione delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni negative e favorendo una rivalutazione degli eventi stressanti ed impattando positivamente sulla salute psicologica. Quando si tratta di ambienti accademici, la consapevolezza ha dimostrato avere un impatto positivo a livello sia accademico che personale (Galante et al., 2018).

Considerando questi dati la ricerca futura dovrebbe focalizzarsi sull’identificazione dei fattori protettivi e di rischio della salute mentale in campioni di studenti e studentesse anche di diversi gruppi di età per favorire il benessere generale a livello psicologico ma soprattutto per fornire i ragazzi di strategie maggiormente efficaci per tollerare le incertezze e per gestire i processi mentali che rinforzano l’ansia e la depressione.

 

Riferimenti

  • Auerbach, R.P., Mortier, P., Bruffaerts, R., Alonso, J., Benjet, C., Cuijpers, P., Demyttenaere, K., Ebert, D.D., Green, J.G., Hasking, P. et al. (2018). WHO World Mental Health Surveys International College Student Project: Prevalence and Distribution of Mental Disorders. J. Abnorm. Psychol., 127, 623–638.
  • Blanco, C., Okuda, M., Wright, C., Hasin, D., Grant, B.F., Liu, S.M., Olfson, M. (2008). Mental health of college students and their non-college-attending peers: Results from the National epidemiologic study on alcohol and related conditions. Arch. Gen. Psychiatry 65, 1429–1437
  • Boelen P.A & Lenferink,L.I.M. (2018). Latent class analysis of indicators of intolerance of uncertainty. Scand.J.Psychol., 59, 243–251
  • Carleton, R.N. (2016). Into the unknown: A review and synthesis of contemporary models involving uncertainty. J. Anxiety Disord. , 39, 30–43
  • Dugas, M.J., Gagnon, F., Ladouceur, R., Freeston, M.H. (1998). Generalized anxiety disorder: A preliminary test of a conceptual model. Behav. Res. Ther. 36, 215–226
  • Galante, J., Dufour, G., Vainre, M., Wagner, A.P., Stochl, J., Benton, A., Lathia, N., Howarth, E., Jones, P.B. (2018). A mindfulness-based intervention to increase resilience to stress in university students (the Mindful Student Study): A pragmatic randomised controlled trial. Lancet Public Health, 3, 72–81
  • Nekic´, M., Mamic´ ,S. (2019). Intolerance of Uncertainty and Mindfulness as Determinants of Anxiety and Depression in Female Students. Behav. Sci., 9, 135;
  • Pirbaglou, M., Cribbie, R., Irvine, J., Radhu, N., Vora, K., Ritvo, P. (2013). Perfectionism, anxiety, and depressive distress: Evidence for the mediating role of negative automatic thoughts and anxiety sensitivity. J. Am. Coll. Health, 61, 477–483.
  • Yook,K., Kim,K.H., Suh,S.Y., Lee,K.S. (2010). Intolerance of uncertainty, worry, and rumination in major depressive disorder and generalized anxiety disorder. J. Anxiety Disord., 24, 623–628.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Virginia Valentino

Psicoterapeuta. Tratta disturbi d’ansia, depressione, disturbi sessuali e disturbi della personalità applicando la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e si occupa di neuropsicologia dell’adulto, occupandosi di valutazione e riabilitazione cognitiva in pazienti con malattie neurodegenerative.È autrice di lavori divulgativi di carattere scientifico su riviste nazionali ed internazionali su temi riguardanti la neuropsicologia e la psicologia clinica.


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