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KINK: quando il sesso non è convenzionale

KINK

Foto di KeyholdingOnlineUK da Pixabay

Il termine “kink” indica una varietà di fantasie e pratiche sessuali non tradizionali (denominate sesso “vanilla”) che includono:

  • BDSM: acronimo che identifica un gruppo di attività erotiche consensuali caratterizzate da sensazioni di dolore, scambio di potere, forme di contenimento (Bondage, Disciplina, Dominanza, Sottomissione, Sadismo e Masochismo);
  • Fantasie e giochi di ruolo: possono essere semplici conversazioni erotiche di coppia sulle proprie fantasie oppure messe in scena della fantasia attraverso travestimenti veri e propri;
  • Fetish: fantasie e interesse sessuale riguardanti oggetti/materiali (es: scarpe, pelle, latex) o parti del corpo (es: piedi);
  • Voyeurismo o esibizionismo: osservare persone nude o mentre fanno sesso senza che ne siano al corrente oppure fare sesso in pubblico sono fantasie molto comuni;
  • Sesso di gruppo: attività sessuali in cui sono coinvolte più di due persone (es: threesome, feste sessuali)

Il sesso “kinky” è soggetto a molti stereotipi che generano stigmatizzazione e discriminazione delle persone che le praticano. Ci sono persone che ritengono che i praticanti del kink abbiano problemi psicologici e/o che abbiano certamente subito qualche trauma. Altre persone li considerano strani, anormali o addirittura malati, violenti, pervertiti e incapaci di mantenere una relazione stabile. Questi stereotipi possono influire pesantemente sul benessere mentale dei membri della comunità kink e, se vengono condivisi dai professionisti della salute mentale, conducono a pratiche professionali errate e pericolose. A differenza delle versioni precedenti, nel DSM V sono stati introdotti dei criteri che aiutano a distinguere le parafilie dai disturbi parafilici. L’assenza di consenso del partner e la compromissione del funzionamento personale quotidiano (es: problemi sul lavoro, difficoltà nelle relazioni sociali) sono gli aspetti da considerare per differenziare gli abusi e i disturbi parafilici da un interesse sessuale “kinky”, non convenzionale ma comunque sano.

Come distinguere il BDSM dall’abuso?

Alcuni fattori che possono fungere da markers per differenziare il sesso “kinky” dagli abusi e dalla violenza sono i seguenti: 1) la presenza di paura rispetto al coinvolgimento in pratiche BDSM, la definizione dei confini/negoziazione del consenso; 2) l’assenza di accordi di sicurezza (es: safeword o procedure di revoca del consenso); 3) mancanza di differenziazione tra la pratica BDSM e la vita quotidiana; 4) isolamento sociale; 5) volatilità emotiva che corrisponde alla violenza relazionale e riconciliazione; 6) evidenti squilibri di potere tra i partner che persistono nella vita di tutti i giorni; 7) assenza di negoziazione e comunicazione chiare tra i partner.

Il Centro nazionale per la sessualità Freedom (2008) ha sviluppato il seguente elenco di domande per aiutare i professionisti della salute mentale nella valutazione dei casi:

  1. Le tue esigenze e i tuoi limiti sono rispettati?
  2. La tua relazione si basa sull’onestà, la fiducia e il rispetto?
  3. Sei in grado di esprimere sentimenti di colpa, gelosia o infelicità?
  4. Riesci a funzionare nella vita di tutti i giorni?
  5. Puoi rifiutarti di svolgere attività illegali?
  6. Puoi chiedere di praticare sesso sicuro/protetto?
  7. Puoi scegliere di interagire liberamente con gli altri al di fuori della tua relazione?
  8. Puoi allontanarti dalla situazione senza paura di essere danneggiato o temendo che gli altri partecipanti si faranno del male?
  9. Sei libero di scegliere autonomamente riguardo alla gestione del denaro, del tuo lavoro e di altre decisioni relative alla tua vita?
  10. Ti senti libero di discutere le tue pratiche e sentimenti con il tuo partner/altri partecipanti alle pratiche?

Il sesso kinky non incoraggia la violenza nei confronti del partner ma anzi, contribuisce all’educazione al consenso, che è alla base di tutte le pratiche BDSM, in quanto pienamente accettate e condivise dalle persone coinvolte. Le coppie formate da due kinkster considerano la sessualità come un modo per esplorare e sperimentare nuove sensazioni e hanno una vita sessuale più soddisfacente, caratterizzata da un legame di totale fiducia reciproca e da una maggior consapevolezza del proprio corpo e delle zone erogene. La complicità e la comunicazione trasparente tra i partner sono chiaramente dei fattori che contribuiscono a migliorare il funzionamento della loro relazione.

Bibliografia:

  • Litam S.D.A. e Speciale M., (2019) “Kink Culture: What Professional Counselors Need to Know”, American Counseling Association
  • Yates S.M. e Neuer Colburn (2019), “Counseling the Kink Community: What Clinicians Need to Know”, Journal of Counseling Sexology & Sexual Wellness Research Practice and Education

 

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  
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