La Mindfulness per persone con sintomi di depersonalizzazione

La Mindfulness per persone con sintomi di depersonalizzazione

La Mindfulness per persone con sintomi di depersonalizzazione

Photo by Drew Beamer on Unsplash

Cos’è la depersonalizzazione

La depersonalizzazione è un’esperienza caratterizzata dalla sensazione di essere distaccati da se stessi, come se si osservasse il proprio corpo e i propri processi mentali dall’esterno (APA, 2013).  Il disturbo vero e proprio si presenta in circa il 2% della popolazione, ma esperienze di depersonalizzazione lievi e meno frequenti si verificano in un range che va dal 26% al 74% dei casi (Hunter et al., 2004).

La Mindfulness per sviluppare la consapevolezza di sé

La Mindfulness è stata definita come il “prestare attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, sul momento presente e senza giudicare” (Kabat-Zinn, 1994).

Alcuni autori hanno sottolineato il fatto che gli episodi di distacco da se stessi rappresentano l’antitesi della Mindfulness (Michal et al., 2013), infatti la depersonalizzazione è associata al percepirsi distaccati da sé e dal momento presente, alla riferita sensazione di essere un “automa” e all’interpretazione di pericolosità delle proprie esperienze interne.

Alcuni studi hanno rilevato una correlazione negativa tra la Mindfulness e i sintomi di depersonalizzazione in individui con depersonalizzazione poco frequente, con diagnosi di depersonalizzazione e anche in chi presentava allucinazioni (p.e., Escudero-Pérez et al., 2016).

Lo studio di Levin e collaboratori (2022) ha esaminato la relazione tra i sintomi di depersonalizzazione e le diverse componenti della Mindfulness in 296 persone. I sintomi di depersonalizzazione sono risultati positivamente correlati a “Osservare”, “Descrivere” e “Non-azione”; è stata invece riscontrata una correlazione negativa con “Agire con consapevolezza” e “Non-giudizio”.

I risultati suggeriscono che le esperienze di depersonalizzazione sono associate alla diminuita consapevolezza del momento presente e al marcato giudizio sulle proprie esperienze interne, e sono dunque in linea con la riferita sensazione di vivere la propria vita con il “pilota automatico” inserito, di essere un automa e di essere assorbiti dalle valutazioni catastrofiche rispetto ai propri sintomi.

Conclusioni

I dati presenti in letteratura confermano che la Mindfulness rappresenta un intervento di rilievo per la gestione dei sintomi di depersonalizzazione e per i vari sintomi dissociativi (Vancappel et al., 2021). Sono necessari, tuttavia, ulteriori studi per poter chiarire quali dei diversi aspetti della Mindfulness possano risultare più efficaci per le persone con depersonalizzazione.

 

Riferimenti bibliografici

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed). https:// doi. org/ 10. 1176/ appi. 97808 90425 596
  • Escudero-Pérez S., León-Palacios M.G., Úbeda-Gómez J., Barros- Albarrán D., López Jiménez A. M., & Perona S. (2016). Dissociation and mindfulness in patients with auditory verbal hallucinations. Journal of Trauma & Dissociation, 17(3): 294-306.
  • Hunter E.C.M., Sierra M. & David A.S. (2004). The epidemiology of depersonalisation and derealisation. Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, 39: 9-18.
  • Kabat-Zinn J. (1994). Wherever you go, there you are: Mindfulness meditation in everyday life.
  • Levin, K.K., Gornish, A. & Quigley, L. (2022). Mindfulness and Depersonalization: a Nuanced Relationship. Mindfulness. https://doi.org/10.1007/s12671-022-01890-y
  • Michal M., Koechel A., Canterino M., Adler J., Reiner I., Vossel G., Beutel M.E., & Gamer M. (2013). Depersonalization disorder: Disconnection of cognitive evaluation from autonomic responses to emotional stimuli. PLoS ONE, 8(9): e74331.
  • Vancappel A., Guerin L., Réveillère C. & El-Hage W. (2021). Disentangling the link between mindfulness and dissociation: The mediating role of attention and emotional acceptance. European Journal of Trauma & Dissociation, 5(4): 100220.

Autore/i dell’articolo

Cristina Marzano
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).

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