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Come la neve influenza il nostro benessere

Come la neve influenza il nostro benessere
Come la neve influenza il nostro benessere

Come la neve influenza il nostro benessere

Le temperature di Dicembre cominciano a scendere sotto lo zero in molte località d’Italia, qui e lì iniziano a esserci le prime nevicate. Il clima ha un notevole effetto sulla nostra psiche: solitamente, una bella giornata di sole ci dona buonumore, mentre una di pioggia può rendere il nostro umore grigio come il cielo. L’inverno, con il freddo e i virus influenzali, potrebbe far insorgere quello che si chiama Disturbo Affettivo Stagionale, definito come un Disturbo Depressivo Maggiore ricorrente con andamento stagionale.

Tuttavia, l’inverno ci regala qualcos’altro che non ci portano le altre stagioni: la neve. E’ innegabile come una bella nevicata, soprattutto se inaspettata, ci doni il buonumore. Ma come mai?

Qualcuno potrebbe obiettare che la neve non porta nulla di buono: basta poco e quel manto immacolato si sporca, occorre ripulire le strade, liberare le auto, ci vuole di più ad arrivare a lavoro, si scivola facilmente sul ghiaccio e potremmo rimanere bloccati in casa. È vero, vi sono aspetti negativi legati a questo fenomeno meteorologico.

Eppure, anche se la notizia di una tempesta di neve può farci inizialmente preoccupare, subentra una certa eccitazione positiva. La spiegazione sta nella nostra memoria emozionale. Quando ricordiamo alcuni eventi passati, il ricordo porta con sé anche l’emozione associata a esso. Le nostre prime esperienze con la neve sono senza dubbio all’insegna della gioia: alzarsi la mattina e scoprire il mondo innevato significava non dover andare a scuola, poter giocare a palle di neve, costruire un pupazzo, ecc. Quei ricordi felici riemergono facilmente in età adulta. Anche se vi saranno conseguenze materiali più o meno sgradevoli, l’istinto alla gratificazione immediata (particolarmente sviluppata nei bambini) ci spinge a godere dell’occasione del momento.

E infatti anche gli adulti si riversano nelle strade e nei parchi a giocare. Assieme alla sabbia d’estate, l’altra sostanza naturale associata ai giochi da bambini è proprio la neve. È palpabile la spensieratezza e la gioia che si diffondono nell’aria grazie a una bella nevicata e gli adulti si concedono cose che normalmente lascerebbero fare ai bambini.

Proprio come le scuole chiudono, spesso la neve rende difficili gli spostamenti, i trasporti si interrompono ed è impossibile recarsi a lavoro. Dopo la frustrazione iniziale, possiamo fermarci, osservare l’evento da dietro le finestre, condividere le nostre emozioni con amici e parenti mandando foto e video: la neve genera una rottura della routine, una vacanza inaspettata.

La neve è un fenomeno atmosferico per il  quale il vapore acqueo diventa solido a contatto con l’aria fredda, precipitando in cristalli. La forma di questi cristalli è simbolo dell’inverno e sono una vera e propria opera d’arte della natura: non ce n’è uno uguale all’altro e sono perfettamente simmetrici, con la loro forma esagonale che si arricchisce con l’abbassarsi della temperatura. Tecnicamente la neve è colorata, di tutti i colori: i cristalli riflettono tutta la luce e noi la percepiamo come bianca perché il bianco è la somma di tutti i colori.

La neve è simbolo di purezza. Guardare un paesaggio innevato ha il potere di calmarci. Questo è dovuto anche alla caratteristica della neve di assorbire i suoni. Il manto innevato infatti non è compatto: come la panna montata, tra un fiocco e l’altro c’è dell’aria che, proprio perché avvolta nel ghiaccio, restituisce i suoni attutiti. L’effetto è amplificato perché, solitamente, il traffico tende a diminuire e vi sono meno persone per strada.

Sono ancora vivi nella memoria (e in internet) le immagini surreali del Colosseo e dei Fori Imperiali ricoperti di neve nel febbraio del 2012 o le spiagge pugliesi innevate del gennaio di quest’anno. La neve offre una tela pulita dove tutto lascia una traccia, come il passaggio di un uccellino o di un gatto. Essere i primi a disegnare su questa tela dà una innegabile soddisfazione, come vedere le nostre orme mentre camminiamo. Inoltre tutto appare più vivido di fronte al manto bianco e notiamo il verde di abeti e altre piante, i colori scuri degli uccelli che zampettano in giro e di tutte le creature che, non abitando nelle zone normalmente coperte di neve, non hanno bisogno di essere di colore chiaro per mimetizzarsi. Inclusi gli umani.

La neve ha un qualcosa di magico e onirico anche perché limitata nel tempo: con il passaggio di una macchina si macchierà, con il risalire della temperatura si scioglierà e la vita tornerà a scorrere come prima, un po’ più grigia e monotona. Fino alla prossima candida parentesi che tanto fa parte dell’immaginario collettivo di fiabe e mondi incantati.

Benino Argentieri

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BIBLIOGRAFIA

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