La regolazione e la disregolazione emotiva

La regolazione e la disregolazione emotiva

La regolazione e la disregolazione emotiva

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Le emozioni, e in particolare i disturbi emozionali, hanno avuto un ruolo importante nella psicoterapia fin dall’inizio, ma erano considerate più sintomi da curare che fenomeni da studiare.

Paul Ekman (2007), grazie alla sua ricerca sul comportamento non verbale e le espressioni facciali, fu il primo a capire che le emozioni meritavano la stessa attenzione che veniva dedicata ai processi mentali, alle pulsioni e al comportamento. Quando iniziò la ricerca negli anni ’70 si presumeva che imparassimo ad esprimere fisicamente le emozioni in base a un insieme di convenzioni sociali che differivano da cultura a cultura. Ekman si recò in ogni angolo del mondo, prima per fotografare gli abitanti dei paesi sviluppati come il Giappone, il Brasile e poi la gente che viveva in luoghi quasi inaccessibili, come le giungle di Papa Nuova Guinea. Scoprì che gli appartenenti a quelle tribù erano in grado di interpretare le espressioni facciali come chiunque vivesse nei paesi globalizzati. Questo fa pensare che le espressioni facciali siano prodotti universali dell’evoluzione umana. Dai suoi studi ha concluso che le emozioni sono importanti per la nostra struttura psicologica; non a caso, la difficoltà nel regolare gli affetti è una caratteristica comune nei pazienti con disturbo di personalità: la tendenza ad inibire o bloccare l’esperienza soggettiva circa le emozioni negative, in maniera costante e prolungata, genera diverse conseguenze disfunzionali, sia intrapsichiche che interpersonali.

Regolazione emotiva

La regolazione emotiva è data dalla somma della capacità di regolare le proprie emozioni, sia positive che negative, attenuandole, intensificandole o semplicemente mantenendole (Gross, 2007) e di processi cognitivi e comportamentali che influenzano il verificarsi, l’intensità, la durata e l’espressione delle emozioni. Una regolazione emotiva adattiva è caratterizzata dall’alterazione della durata o dell’intensità dell’emozione e comprende la modulazione dell’esperienza emotiva piuttosto che la completa eliminazione di alcuni stati affettivi.La modulazione dell’attivazione, nel caso di emozioni negative e disorganizzanti, facilita il calo dell’urgenza e della tendenza all’azione associata all’emozione consentendo all’individuo di controllare il comportamento (Linehan, 1993; Melnick e Hinshaw, 2000). Disregolazione emotiva

La disregolazione emotiva è concettualizzata come una serie di disfunzioni nel modulare l’esperienza e l’espressione degli affetti o nel ridurre l’arousal (Garner & Spears, 2000; Linehan, 1993; Thompson, 1994; Thompson & Calkins, 1996). Qui assistiamo all’amplificazione di:

  • Sensibilità agli stimoli emozionali
  • Intensità della risposta
  • Tempo necessario per ritornare al baseline

Inoltre, si associa a:

  • Incapacità di dirottare l’attenzione dagli stimoli emozionali
  • Disfunzione del processamento dell’informazione
  • Urgency o insufficiente controllo degli impulsi suicidari o parasuicidari sulla base di emozioni negative
  • Difficoltà nel coordinare le attività in modo da perseguire scopi non mood-oriented quando si sperimentano emozioni negative

Numerose ricerche hanno evidenziato l’esistenza di difficoltà nella regolazione delle emozioni nei pazienti affetti da disturbo di personalità, sottolineando la presenza di una disfunzione metacognitiva in questa tipologia di pazienti. Un elemento chiave della disfunzione metacognitiva è la riduzione nelle capacità di identificare, manifestare, regolare le emozioni e usare la conoscenza delle stesse per risolvere problemi relazionali. Bisogna, inoltre, sottolineare che disfunzioni nella consapevolezza emozionale sono parte dei disturbi di personalità e sono correlate con sintomi e problemi interpersonali.

Conclusioni

Molto spesso il paziente con disturbo di personalità entra in terapia con sintomi pervasivi e/o problemi nella regolazione emotiva. Questo problema è legato alla gravità del disturbo più che alla presenza di un disturbo di personalità specifico.

I problemi nella regolazione possono declinarsi a livello neurovegetativo sia come condizioni di iper-arousal e attivazione del sistema di difesa dalla minaccia, sia come condizioni di ipo-arousal, spegnimento somatico e devitalizzazione.

Alla luce di ciò, dobbiamo tener presente che sintomi e disregolazione ci ostacolano nella comprensione dell’origine e del mantenimento della sofferenza del paziente.

La richiesta di aiuto del paziente è centrata sul bisogno di vedere attenuati il più rapidamente possibile i sintomi e ridotta l’intensità della sofferenza. Il terapeuta, quindi prova a fornire strategie che da un lato siano coerenti con la richiesta del paziente, dall’altro aiutino a rimuovere l’ostacolo all’esplorazione degli schemi patogeni.

 

Riferimenti

  • Dimaggio, G. et al. (2013). Terapia metacognitiva interpersonale dei disturbi di personalità. Raffaello Cortina, Milano.
  • Dimaggio, G. et al. (2019). Corpo, immaginazione e cambiamento. Raffaello Cortina, Milano.
  • Ekman, P., Friesen, W.V. (2007). Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dalle espressioni del viso. Giunti Editore, Firenze.
  • Gross, J.J. (2007). Handbook of Emotion Regulation. Guilford Press, New York.
  • Linehan, M. (2015). DBT Skills Training Manuale. Raffaello Cortina, Milano.
  • Panksepp, J., Biven, L. (2014). Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane. Raffaello Cortina, Milano.
  • Salvatore, G. et al. (2017). Terapia metacognitiva interpersonale della schizofrenia. Franco Angeli, Milano.
  • Schore, A.N. (2003). Affect Disregulation and the Disorders of the Self. Norton, New York.
  • https://www.istitutobeck.com/disregolazione-emotiva
  • https://www.istitutobeck.com/beck-news/ruolo-della-disregolazone-emotiva-intrapersonale-interpersonale-nel-disturbo-borderline-personalita
  • https://www.istitutobeck.com/beck-news/terapia-metacognitiva-interpersonale-3
  • https://www.istitutobeck.com/beck-news/terapia-metacognitiva-interpersonale-2

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).

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