La terapia metacognitiva interpersonale: le strategie di coping

La terapia metacognitiva interpersonale: le strategie di coping

La terapia metacognitiva interpersonale

Photo by Pixabay on Pexels

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) è un trattamento manualizzato, sia in setting individuale che di gruppo, per i disturbi di personalità che integra tecniche immaginative, drammaturgiche, corporee e di mindfulness (Dimaggio et al., 2013; 2019).

Secondo la TMI i disturbi di personalità si compongono di quattro ingredienti fondamentali: le disfunzioni metacognitive, gli schemi interpersonali disfunzionali, le strategie di coping disfunzionali, i cicli interpersonali disfunzionali. Per sviluppare un disturbo di personalità, dunque, sono necessari questi ingredienti, nessuno escluso.

Nelle precedenti news abbiamo visto le disfunzioni metacognitive e gli schemi interpersonali,  in questa ci focalizzeremo sulle strategie di coping disfunzionali.

Come visto finora, gli schemi interpersonali disfunzionali elicitano “stati mentali dolorosi” che il soggetto tenta di fronteggiare attraverso strategie di coping; possiamo suddividere le strategie di coping disfunzionali in comportamentali e cognitive/attentive. Tra quelle comportamentali troviamo, ad esempio, l’abuso di alcol e sostanze, l’ipercompensazione, la procrastinazione, l’evitamento, i rituali, la rassicurazione; tra le cognitive/attentive troviamo, oltre l’evitamento cognitivo, quelle che vengono anche definite come strategie di coping cognitive perseverative (PCCS), ovvero la ruminazione, il worry, il monitoraggio della minaccia, il gap filling, il pensiero desiderante. Nei disturbi di personalità le PCCS mediano la relazione tra gli schemi interpersonali e i sintomi e i problemi relazionali assumendo, dunque, un ruolo molto importante. Le PCCS attivate per fronteggiare “stati mentali dolorosi” hanno, nei disturbi di personalità, solitamente un contenuto interpersonale (I-PCCS) e da un lato possono produrre sintomi, dall’altro elicitano “stati mentali di coping”, reattivi, che si manifestano con comportamenti disfunzionali nella sfera relazionale. Tali comportamenti possono poi attivare un ciclo interpersonale disfunzionale che sarà fonte di difficoltà e sofferenza relazionale (Dimaggio et al., 2013; 2019; Ottavi, 2017).

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott. De Gabrielis Gabriele
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, psicoterapeuta TMI (Terapia Metacognitiva Interpersonale). Ha conseguito il I livello della formazione in EMDR. Ha svolto la sua attività in diversi contesti: strutture semiresidenziali, centri clinici, U.O.C. Tutela Salute Donna ed Età Evolutiva – ASL Roma 2, U.O.C. Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Da anni si dedica allo studio dei sistemi motivazionali nell’ottica cognitivo-evoluzionista contribuendo, attraverso diverse ricerche, allo sviluppo della Teoria Evoluzionistica della Motivazione (TEM). Attualmente collabora in qualità di psicologo e psicoterapeuta presso l’Istituto A.T. Beck di Roma.

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
compila il modulo nella pagina contatti.

Cerca